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Ucraina, Zelensky: "Non cederemo il Donbass alla Russia"

Il presidente ucraino: "Nell'est del Paese battaglia decisiva, non possiamo perdere”. E avverte: "Occupanti saranno responsabili di ciò che ci hanno fatto"

(Afp)
(Afp)
17 aprile 2022 | 13.41
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Volodymyr Zelensky crede che se la Russia potrà prendere il Donbass non ci sono garanzie del fatto che non cercherà di nuovo di conquistare Kiev. "Perché non mi fido dei militari e della leadership russa - ha detto il presidente ucraino alla Cnn - per questo noi sappiamo che il fatto che li abbiamo respinti e hanno dovuto allontanarsi da Kiev, e da tutto il nord, non significa che, se potranno catturare il Donbass, non verranno di nuovo verso Kiev".

Per questo, ha aggiunto il presidente, gli ucraini non sono disposti a cedere territorio nell'est del Paese per finire la guerra e si preparano a combattere in Donbass una battaglia decisiva. "Per questo è molto importante per noi non cedere, mantenere le nostre posizioni, perché questa battaglia potrà influenzare il corso dell'intera guerra", ha detto.

Zelensky è convinto che il presidente Joe Biden andrà in visita a Kiev. "Credo che verrà - ha detto nell'intervista - è la sua decisione, ovviamente, e dipende dalla situazione di sicurezza, ma credo che, come leader degli Stati Uniti, debba venire qui e vedere la situazione".

Inoltre il presidente ucraino ha ribadito di essere "della medesima opinione di Biden" che ha accusato la Russia di "genocidio" per quello che sta succedendo in Ucraina. "Guardate quello che è successo a Bucha - ha continuando - è chiaro che non è una guerra, è genocidio, ammazzano semplicemente la gente, non i soldati, ma la gente, sparano in mezzo alla strada, ci sono i cadaveri per la strada".

A questo proposito Zelensky ha invitato in Ucraina Emmanuel Macron per vedere le prove del 'genocidio', dopo che il presidente francese ha criticato l'uso del termine da parte di Joe Biden. "Gli ho detto che voglio che comprenda che questa non è una guerra, ma un genocidio - ha detto - l'ho invitato a venire quando avrà l'occasione, quando verrà potrà vedere e sono sicuro che capirà".

Intervistato su cosa i leader mondiali intendono quando dicono "mai più" riferito agli orrori dell'Olocausto, Zelensky ha quindi affermato di "non credere al mondo. Dopo aver visto quello che sta succedendo in Ucraina, non credo più ad alcuni Paesi, ad alcuni leader, non credo più alle parole". "Dopo l'escalation della Russia, io non credo più ai nostri vicini. E non credo neanche nei documenti, perché abbiamo il Memorandum di Budapest - ha aggiunto riferendosi all'accordo del 1994 con cui l'Ucraina rinunciava all'arsenale nucleare in cambio di garanzie di sicurezza - che per me è solo un pezzo di carta che non significa nulla". "L'unica cosa in cui credo siamo noi stessi, il nostro popolo, le nostre forze armate credo che nei Paesi che ci sostengono non solo con le parole ma con le azioni", ha concluso affermando di credere in "cose pragmatiche: se sei nostro amico dacci armi, aiuto, sostegno, soldi e ferma la Russia. Possiamo farlo, se siete nostri amici".

Questa mattina Zelensky su Telegram ha condiviso alcune immagini di città distrutte dai bombardamenti e ha avvertito: "Gli occupanti saranno responsabili di tutto ciò che hanno fatto in Ucraina. Per tutto quello che hanno fatto contro gli ucraini". "Saranno responsabili di Bucha, Kramatorsk, Volnovakha, Okhtyrka. Per Gostomel e Borodyanka. Per Izyum, per Mariupol e tutte le altre città e comunità dell'Ucraina, che l'esercito russo ha riportato indietro di 80 anni. A quel periodo terribile, di cui tutti nel mondo hanno sempre detto: 'Mai più'".

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