Via libera definitivo in Senato alla Legge di Delegazione europea

16 marzo 2026 | 16.53
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Il Senato ha approvato in seconda lettura, con 78 voti favorevoli, 57 contrari e 2 astenuti, il Disegno di legge di Delegazione europea, che conferisce al Governo la delega per recepire una serie di direttive dell’Unione europea e dare attuazione ad altri atti normativi europei. Con questo passaggio parlamentare, che conclude l’iter legislativo, l’Italia si prepara ad allineare il proprio ordinamento a numerosi obblighi comunitari, contribuendo all’aggiornamento e all’armonizzazione delle norme nazionali con quelle dell’Ue. Oltre al provvedimento principale, l’Aula ha approvato anche la risoluzione presentata dalla maggioranza relativa alla Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea per il 2025 e alla Relazione consuntiva riferita al 2024. Questi documenti delineano le priorità, gli obiettivi e il quadro delle attività svolte dal Paese in ambito europeo, fornendo una visione complessiva della strategia nazionale rispetto alle politiche comunitarie. La Legge di Delegazione europea appena approvata consentirà il recepimento di 24 direttive e l’adeguamento dell’ordinamento interno a 12 regolamenti Ue. Le aree interessate sono diverse e riguardano, tra le altre, la tutela dei cittadini e dei consumatori, il rafforzamento della sicurezza dei lavoratori, la protezione dell’ambiente, il miglioramento della gestione dei rifiuti, l’innovazione industriale e gli interventi nel campo della cybersicurezza. Si tratta di settori ritenuti strategici, in cui il quadro normativo europeo evolve rapidamente e richiede agli Stati membri un continuo aggiornamento. Secondo quanto dichiarato dal Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, “il provvedimento rappresenta un passaggio rilevante poiché interviene su ambiti fondamentali dell’attività economica e sociale del Paese. L’adeguamento alle norme europee – ha sottolineato – contribuisce a consolidare la credibilità dell’Italia nell’Unione e a favorire una piena integrazione nei processi decisionali e regolatori comunitari.”

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