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Il Wwf e il Traffic esortano i governi che parteciperanno a decidere in maniera puntuale

A Londra leader mondiali per fermare il commercio illegale di fauna selvatica

10 febbraio 2014 | 13.32
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I leader mondiali che si riuniranno il 12 e 13 febbraio alla Conferenza di Londra sul commercio illegale di fauna selvatica devono arrivare convinti e decisi ad intraprendere un'azione forte per contrastare il commercio illegale di 'wildlife'. Lo sottolinea il Wwf in vista del Summit ricordando che i governi dei principali 44 Paesi coinvolti nel commercio di wildlife, convocati a Londra, hanno due giorni a disposizione per discutere e assumersi impegni capaci di mettere fine una volta per tutte al commercio illegale di avorio di elefanti, corni di rinoceronti, pelli ed ossa di tigri, trofei e parti e prodotti di centinaia di altri animali selvatici.

La Conferenza si terrà alla Lancaster House e sarà presieduta dal Primo Ministro Britannico David Cameron; saranno presenti il ministro degli esteri William Hague e il Segretario di Stato per il ministero dell'Ambiente Owen Paterson oltre a decine di capi di stato e ministri dei Paesi invitati alla conferenza tra cui l'Italia, e i rappresentanti di numerosi organismi internazionali come Cites, Interpol, Unodc, Unep e Afdb. Hanno annunciato la loro presenza anche il principe Carlo e suo figlio, il principe William.

Il commercio illegale di fauna e flora selvatica è un problema globale che ha radici locali. Per il Wwf, il bracconaggio ha un forte impatto su migliaia di specie e molte di queste sono simbolo della crisi della biodiversità: il numero di rinoceronti uccisi illegalmente nel solo Sud Africa è salito a oltre 1.000 lo scorso anno dagli appena 13 esemplari uccisi dal bracconaggio 6 anni fa. Le ultime stime parlano oramai di solo 3.200 tigri rimaste in natura e per la tigre di Sumatra abbiamo solo pochi anni per non perderla come quella di Bali e di Giava, e, secondo stime recenti, sono oltre 20.000 gli elefanti africani illegalmente uccisi nel solo 2012.

Il Wwf e il Traffic (Programma del Wwf e Iucn per monitorare e contrastare il commercio legale e illegale di wildlife) esortano i governi che parteciperanno al Summit a decidere in maniera puntuale e annunciare le azioni che intendono promuovere a livello nazionale per contrastare il bracconaggio e ridurre la domanda di beni provenienti dalla fauna selvatica.

''Questo massacro senza limiti che sta impoverendo la nostra biodiversità e portando all'estinzione migliaia di specie animali, di cui tigri, elefanti, rinoceronti sono il simbolo più evidente, deve essere fermato con risolutezza'', dichiara Isabella Pratesi, responsabile Conservazione Internazionale del Wwf Italia. Le questioni prioritarie in agenda alla Conferenza e che non posso più attendere includono il rafforzamento dell'applicazione delle norme e le pene per questi traffici, la riduzione della domanda di prodotti illegali derivati da fauna selvatica e il sostegno alle comunità locali, ovvero, a quei popoli che vivono dei prodotti della fauna selvatica, perché possano gestire tali risorse in maniera sostenibile.

"Siamo nel mezzo di una crisi mondiale del bracconaggio a danno della biodiversità. La Conferenza di Londra è l'occasione perfetta per i governi di mostrare che prendono sul serio questo problema - continua Isabella Pratesi- I governi devono utilizzare questo incontro per stabilire una road map di risposta alla minaccia globale del bracconaggio. Abbiamo bisogno di una descrizione chiara delle azioni che saranno intraprese e da chi. Soprattutto, abbiamo bisogno di impegni concreti per fornire le risorse finanziarie, umane e tecniche necessarie a garantire il successo".

Il mese scorso il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha preso una posizione forte contro il commercio illegale di specie selvatiche differenziando i trafficanti di fauna selvatica con due distinti regimi di sanzioni. Wwf e Traffic si aspettano che i governi presenti alla conferenza colgano questo slancio positivo siglando l'accordo su una dichiarazione che delinei i prossimi passi necessari in questa lotta globale.

''Considerata l'importanza che l'Italia ha nel mercato mondiale di wildlife e i problemi seri di bracconaggio che abbiamo nel nostro territorio a danno di centinaia di specie tra cui simboli della natura quali orsi e lupi, ci aspettiamo che il nostro Governo sappia fare la sua parte inasprendo seriamente le pene sul bracconaggio ed il commercio illegale'', conclude Isabella Pratesi.

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