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Voci su successione al-Baghdadi, 4 i candidati a guida califfato

Si moltiplicano speculazioni dopo notizia bomba lanciata da Guardian su ferimento leader Is

SICUREZZA
Voci su successione al-Baghdadi, 4 i candidati a guida califfato

Lo Stato islamico ha un piano per la successione al suo leader Abu Bakr al-Baghdadi e chi sono gli aspiranti al titolo di califfo? Questa la domanda alla quale gli esperti di sicurezza di tutto il mondo provano a rispondere da quando il quotidiano 'Guardian' ha lanciato la notizia bomba del ferimento di al-Baghdadi, che avrebbe riportato gravi lesioni vertebrali in un raid americano. Lesioni che avrebbero costretto al-Baghdadi a lasciare il controllo dell'organizzazione.


La notizia non ha ancora trovato conferme ufficiali. Anzi, a fine aprile il portavoce del Pentagono, Steven Warren, ha ricordato che le voci sul ferimento del leader jihadista erano già circolate nei mesi precedenti e il Pentagono allora aveva osservato "che non c'era nulla che indicava che al-Baghdadi fosse stato ferito o ucciso". Anche dopo la diffusione dello 'scoop' del Guardian - ha precisato Warren - "non c'è nulla che indichi un cambiamento" di questa valutazione.

Tanto è bastato, tuttavia, per scatenare una ridda di ipotesi su chi sarà il nuovo califfo. Sempre secondo il Guardian, le redini dell'Is sarebbero state prese da Abu Alaa al-Afri. Il nome ritorna anche in un'analisi della Cnn che fornisce un profilo dei quattro esponenti dell'organizzazione terroristica che hanno più chance di succedere ad al-Baghdadi nel caso fosse confermato il suo ferimento.

ABU ALAA AL-AFRI

E' un operativo dell'Is rimasto nell'ombra fino alla scorsa settimana, quando il Dipartimento di Stato Usa ha inserito il suo nome nella lista dei terroristi più ricercati, offrendo una taglia di sette milioni di dollari per chi fornisca notizie utili alla sua cattura. Si tratta della più alta taglia offerta dalle autorità statunitensi per un leader dell'Is a parte al-Baghdadi, che 'vale' 10 milioni di dollari.

Conosciuto con il nome di Abd al-Rahman Mustafa al-Qaduli, è nato nel 1957 o nel 1959 a Mosul, in Iraq. Secondo Washington, al-Afri si è unito ad al-Qaeda nel 2004, diventando prima vice comandante e poi leader dell'organizzazione a Mosul. Al-Afri è stato catturato e poi rilasciato nel 2012. Nello stesso anno si è unito all'Is e - secondo il Tesoro Usa - ha trascorso diversi mesi in Siria.

Di etnia turkmena, al-Afri sarebbe stato il candidato preferito di Osama Bin Laden per la successione ad Abu Omar al-Baghdadi, il leader dello Stato islamico dell'Iraq, come era conosciuta l'organizzazione in passato, rimasto ucciso in un'operazione congiunta delle forze Usa e irachene a nord di Baghdad nel 2010. Secondo alcuni esperti, gli sarebbe stato preferito alla fine Abu Bakr al-Baghdadi perché, al contrario dell'attuale leader dell'Is, non poteva vantare una discendenza diretta dal profeta Maometto.

ABU MOHAMMED AL-ADNANI

E' l'attuale portavoce dell'Is, il volto e la voce dell'organizzazione che sta facendo tremare l'Occidente. E' ritenuto il siriano più potente all'interno del movimento terroristico ed è stato proprio lui ad annunciare per primo lo scorso giugno la nascita del califfato.

E' un veterano del jihad in Iraq, dove ha combattuto tra le fila degli insorti in particolare nella provincia di Anbar. Catturato dagli americani, anch'egli come al-Afri ha trascorso un lungo periodo in prigione. A settembre al-Adnani ha lanciato un appello ai "lupi solitari" per colpire nei paesi occidentali. Poche settimane dopo il suo audio, si registrarono attacchi in Nord America, Europa e Australia.

Secondo gli analisti, due fattori ostacolano l'ascesa di al-Adnani ai vertici dell'Is. Il primo è la nazionalità siriana - è nato in un villaggio vicino Aleppo - mentre la leadership dell'Is è irachena. L'altro è l'età, ancora troppo giovane per l'incarico di califfo.

ABU ALI AL-ANBARI

Guida il consiglio di sicurezza dell'Is ed ha una solida esperienza militare, in quanto ex ufficiale dell'intelligence sotto il regime di Saddam Hussein. Come al-Afri è originario della provincia di Ninive. Il suo ruolo è emerso chiaramente dopo un raid contro un altro leader dell'Is, il capo di Stato Maggiore in Iraq, Abu Abdul Rahman al-Bilawi. In alcune chiavette usb rinvenute nel raid, sono stati trovati documenti in cui al-Bilawi identificava al-Anbari come il comandante militare delle operazioni in Siria. La sua esperienza nel regime di Saddam potrebbe, tuttavia, impedirgli di succedere ad al-Baghdadi perché la sua scelta sarebbe impopolare.

TARIQ AL-HARZI

Come al-Adnani, al-Harzi non è iracheno, ma tunisino. Secondo il governo Usa è stato "uno dei primi combattenti stranieri ad unirsi all'Is". E' ritenuto il responsabile delle operazioni del gruppo terroristico oltre i confini di Siria e Iraq. Noto come l'"emiro dei kamikaze", è stato inserito da Washington nella lista dei terroristi più pericolosi lo scorso anno.

Secondo la 'Cnn', al-Harzi è stato liberato dal carcere di Abu Ghrain nel luglio 2013. Suo fratello più giovane è stato arrestato in Tunisia in relazione all'omicidio dell'ambasciatore Usa in Libia, Cristopher Stevens. Il fatto che al-Harzi sia tunisino e non abbia grande autorità dal punto di vista religioso rende difficile una sua scelta per un'eventuale successione ad al-Baghdadi.



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