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Allarme 'Matrina', il neurotossico che minaccia il biologico

21 luglio 2014 | 16.37
LETTURA: 5 minuti

Di origine vegetale, ma altamente tossica per l'uomo, per l'ambiente e per gli animali, venduta come fertilizzante naturale agli agricoltori

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"Naturale" non è sinonimo di "sano" o di "sicuro", anzi: dietro la parola "naturale" possono nascondersi veri e propri veleni. Come nel caso della Matrina, sostanza di origine vegetale, ma altamente tossica per l'uomo, per l'ambiente e per gli animali, venduta come fertilizzante naturale agli agricoltori. Una vera e propria frode che vede tra le sue vittime soprattutto il settore biologico, con i suoi produttori ingannati dal paradosso del "naturale".

Ad accendere i riflettori sulla frode, l'operazione Mela Stregata condotta, a seguito di una segnalazione di FederBio, da Icqrf (Ispettorato Centro della tutela della Qualità e Repressione Frodi agro- alimentari) e Guardia di Finanza, che ha portato al sequestro di importanti quantità di prodotti spacciati per ''fertilizzanti'', destinati principalmente all'agricoltura biologica con la definizione di "naturale", ma in realtà contenenti Matrina, sostanza non commercializzabile in Europa perché neurotossica quanto i più pericolosi e dannosi fitofarmaci quali i carbammati, i fosforganici e i cloro derivati come il Ddt.

I prodotti sequestrati (provenienti soprattutto dalla Cina e dall'India) sarebbero stati smerciati come corroboranti e fertilizzanti organici in molte regioni dell'Italia. "Non solo Puglia e Sardegna, dove sono stati effettuati i sequestri - spiega all'Adnkronos Luciano O.Atzori, consigliere e segretario dell'Ordina Nazionale dei Biologi esperto in sicurezza degli alimenti e tutela della salute - non si tratta di un fatto isolato, quelle merci erano destinate a mezza Italia".

L'attività investigativa ha portato, nel mese di giugno, alla denuncia di un uomo sardo e al sequestro di oltre 10.000 Kg di prodotti nocivi stoccati in un'azienda nella provincia di Cagliari. Recentemente le indagini si sono estese in Puglia dove, nel deposito di un importatore, sono stati sequestrati 30.500 litri e 25.000 Kg di prodotti spacciati per ''fertilizzanti'', ma in realtà contenenti ''Matrina''.

Nota anche come Matrene, Matrinium, Matrines, Vegard, la Matrina è una sostanza naturale che si estrae dalle radici di una leguminosa, la Sophora Flavescens. "Costa poco e si ricava da una pianta molto comune - continua Atzori - ma è altamente tossica e infatti viene utilizzata in pochi Paesi orientali e anche lì classificata come pesticida".

In questo caso ad essere frodati sono gli agricoltori stessi, rassicurati dalla parola 'naturale', "ma il fatto che si ricavi da una radice non significa che sia innocua, basta pensare ai funghi: sono naturali, questo sì, ma questo non li rende meno pericolosi. Ricordiamoci che i più grandi veleni sono ricavati proprio dai vegetali", aggiunge Atzori.

La Matrina "è un composto fitofarmaco con specifici effetti fitoiatrici (azione neurotossica) che inibisce l'attività della colinesterasi provocando la sindrome da avvelenamento con tremori, scordinamento dei movimenti, scarso equilibrio, disturbi intestinali e la morte per blocco della respirazione - mette in guardia Atzori - Oltre a questi sintomi acuti i composti neurotossici possono determinare fenomeni di bio- accumulo nei tessuti lipidici provocando nel tempo fenomeni di tossicità cronica".

Per ingannare gli agricoltori spesso i prodotti illegali a base di Matrina vengono etichettati e immessi sul mercato, oltre che come fertilizzanti organici (con l'indicazione di ''estratti di origine vegetale''), anche come preparazioni biodinamiche o come ''corroboranti e/o potenziatori della resistenza delle piante'' che possono essere introdotti sul mercato solo se il loro uso non provoca effetti nocivi sulla salute umana, di animali e sull'ambiente;, se iscritti nella lista di corroboranti redatta e periodicamente aggiornata dal Ministero delle Politiche Agricole; e se nell'etichetta sono riportate tutte le informazioni, dalla composizione allo stabilimento di produzione alla destinazione d'uso.

Ma come difendersi da questa frode? "In questo caso il consumatore finale non può fare niente, bisognerebbe invece agire in maniera capillare sugli agricoltori, spesso poco informati e formati direttamente da chi vende loro i prodotti - spiega Atzori - e scardinare l'idea che 'naturale' sia automaticamente innocuo o salutare".

Proprio su quest'ultimo aspetto si sono mossi i consumatori statunitensi: la Consumer Reports americana ha infatti avviato una petizione online per eliminare il termine 'organic' (cioè naturale) dalle etichette dei prodotti alimentari perché considerato forviante.

Nonostante la 'matrina', rassicura Atzori, l'Italia è uno degli stati Ue con minor presenza di residui tossici nei prodotti orto-frutticoli. Nel 2014 sono state effettuate analisi su circa 79mila campioni da 647 diversi tipi di alimenti e oltre il 97% ha evidenziato il rispetto dei limiti di legge dei residui. Merito del diffondersi dell'agricoltura biologica, del rispetto da parte delle aziende agricole delle procedure imposte dalla normativa vigente e dell'intensa attività degli organi preposti al controllo.

Senza l'azione congiunta dell'Icqrf Sardegna e della GdF oggi in Italia molti agricoltori avrebbero adoperato la Matrina causando gravi danni alla salute di tanta gente e compromettendo la fiducia nel biologico: stando a una ricerca dell'Università di Newcastle, pubblicata sul British Journal of Nutrition, l'orto-frutta e i cereali coltivati biologici contengono circa il 17% in più di antiossidanti (e in alcuni prodotti il 69% in più di flavanoni) rispetto agli stessi prodotti da agricoltura tradizionale.

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