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Avvisi fisco, quanto tempo ho per pagare?

14 luglio 2017 | 06.54
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Se non si è in regola con i pagamenti l'Agenzia delle entrate-Riscossione (fino al 30 giugno 2017 Equitalia), trasmette ai cittadini una serie di comunicazioni di sollecito, preavviso e avviso che prevedono tempi diversi per sanare la propria posizione debitoria.

Il sollecito, spedito per posta semplice, si legge sul sito dell'Agenzia delle entrate-Riscossione, è una sorta di 'promemoria' che viene inviato al debitore con l’invito a mettersi in regola con i pagamenti. Per i debiti fino a mille euro non si procede alle azioni cautelari ed esecutive prima di 120 giorni dall’invio, mediante posta ordinaria, di una comunicazione contenente il dettaglio del debito.

Il preavviso di fermo amministrativo è invece un atto con cui si invita il debitore a mettersi in regola con i pagamenti nei successivi 30 giorni, con l’avvertenza che, in caso di mancato pagamento, si procederà all’iscrizione del fermo amministrativo sul veicolo a motore di sua proprietà. Il fermo non viene iscritto se il debitore dimostra, entro i suddetti 30 giorni, che il bene mobile è strumentale all’attività di impresa o della professione (decreto legge n.69/2013 cd. 'decreto del fare' convertito con modificazioni dalla legge n. 98/2013).

Mentre con il preavviso di ipoteca si invita il debitore proprietario di un immobile a pagare le somme dovute entro 30 giorni, dopo i quali si procederà all’iscrizione di ipoteca vera e propria.

C'è poi l'avviso di presa in carico. Quando l’Agenzia delle entrate-Riscossione, si spiega sul sito, riceve in carico le somme dell’accertamento esecutivo dall’Agenzia delle entrate è tenuta a comunicarlo al cittadino tramite raccomandata semplice o posta elettronica. Tale obbligo viene meno quando esiste un fondato pericolo per il buon esito della riscossione: in questo caso la legge consente di procedere senza informativa.

Prima di iniziare l’espropriazione forzata, qualora sia passato un anno dall’invio della cartella di pagamento, viene notificato l’avviso di intimazione. Dalla data di notifica il debitore ha 5 giorni di tempo per effettuare il versamento di quanto dovuto. Resta ferma la possibilità di chiedere la rateizzazione delle somme a debito o la sospensione legale della riscossione nei casi e nei termini previsti dalla legge.

Attenti però: una volta inviate queste comunicazioni e decorsi i termini, se le somme dovute continueranno a non essere pagate, l’Agenzia delle entrate-Riscossione sarà tenuta a procedere con le azioni di recupero previste dalla legge.

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