Caso Epstein, la testimonianza di Hillary Clinton: "Mai incontrato e non sapevo dei suoi crimini"

Le dichiarazioni dell'ex first lady davanti al Congresso. Domani tocca dell'ex presidente Bill Clinton. Si dimette oggi anche il ceo del World Economic Forum Borge Brend dopo le rivelazioni sui suoi legami con il condannato

Hillary Clinton (Fotogramma/Ipa)
Hillary Clinton (Fotogramma/Ipa)
26 febbraio 2026 | 13.47
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A venticinque anni dall'addio alla Casa Bianca, Bill e Hillary Clinton si apprestano a un nuovo showdown legale con i repubblicani della Camera che li hanno costretti a testimoniare nell'inchiesta del Congresso sul caso Epstein. La prima a deporre, nella casa dei Clinton a Chappaqua, nello stato di New York, è Hillary, mentre l'ex presidente testimonierà venerdì.

Cosa ha detto Hillary

"Non ricordo di aver mai incontrato Epstein. Non ho mai volato sul suo aereo né visitato la sua isola", ha detto Hillary Clinton nella sua dichiarazione di apertura alla Commissione di Vigilanza della Camera sul caso Epstein. ''Non ero a conoscenza dei suoi crimini'', ha aggiunto, dicendo che ''come qualsiasi persona normale sono inorridita dai suoi crimini'' e accusando l'amministrazione Trump di aver "abbandonato i sopravvissuti e di fare il gioco dei trafficanti".

"Se questa Commissione è seriamente intenzionata a scoprire la verità sui crimini di traffico di esseri umani di Epstein, non si affiderà ai gruppi di stampa per ottenere risposte dal nostro attuale presidente sul suo coinvolgimento'', ma ''gli chiederà direttamente, sotto giuramento, informazioni sulle decine di migliaia di volte in cui compare nei fascicoli di Epstein''. "Una Commissione che ambisce alla trasparenza dovrebbe andare a fondo della vicenda dei file spariti dal sito del dipartimento di Giustizia in cui una vittima accusa Donald Trump di crimini disgustosi", ha aggiunto l'ex first lady.

"Chiunque chieda in quale notte ci sarebbe stata la 'festa più sfrenata' sull'isola di Epstein'" dovrebbe essere chiamato a testimoniare. "Un comitato gestito da funzionari eletti con un impegno per la trasparenza garantirebbe la completa pubblicazione di tutti i file - ha proseguito Clinton nella sua testimonianza -. Ciò garantirebbe che le redazioni legali di quei file proteggano le vittime e i sopravvissuti, non uomini potenti e alleati politici''.

La testimonianza di Clinton è stata interrotta, dopo che l podcaster conservatore Benny Johnson aveva condiviso su 'X' una immagine scattata durante l'udienza a porte chiuse. In seguito, come riferisce la Cnn, citando fonti ben informate, è ripresa. "Benny non ha fatto nulla di male. Procediamo con la deposizione", ha scritto su 'X' la deputata repubblicana Lauren Boebert, che avrebbe inviato a Johnson la foto.

''Non sono qui per parlare di sentimenti'' e nemmeno per speculare su situazioni a cui non ero presente, ha detto Hillary, rispondendo a una domanda, posta dalla deputata repubblicana Nancy Mace. La stessa ha chiesto all'ex first lady cosa provasse nei confronti delle ragazze che massaggiavano suo marito Bill Clinton e che erano state procurate da Jeffrey Epstein.

La testimonianza da casa

La location per la deposizione è stata negoziata dagli avvocati dei Clinton, David Kendall e Cheryl Mills, con il presidente della Commissione di Vigilanza, James Comer, per evitare l'immagine poco dignitosa di un ex presidente convocato a deporre al Congresso. In effetti, Comer non si era fatto molti problemi ad avviare la procedura per dichiarare l'ex presidente e l'ex first lady, nonché ex segretario di Stato e candidata alla Casa Bianca, colpevoli di oltraggio al Congresso di fronte al loro rifiuto di rispettare il mese scorso un mandato di comparizione definito "non valido e non applicabile dal punto di vista legale" perché parte di un piano dei repubblicani per colpirli.

Alla vigilia del voto effettivo della mozione, che avrebbe potuto quindi portare alle incriminazioni penali per i Clinton, l'ex coppia presidenziale ha accettato in extremis di deporre, con i loro legali che hanno avviato i negoziati che hanno portato alla testimonianza di oggi e domani. Secondo quanto riporta la Cnn, in questi giorni i Clinton sono stati impegnati a prepararsi, a volte insieme, a volte separati, per rinfrescare la memoria sugli anni in cui hanno frequentato Epstein e per approntare una linea difensiva e di attacco contro le domande ostili che si aspettano dai repubblicani.

Si dimette il ceo del World Economic Forum Borge Brend

Borge Brende ha annunciato oggi, giovedì 26 febbraio, le sue dimissioni dalla carica di presidente del World Economic Forum, che organizza il vertice annuale di Davos, dopo le rivelazioni sui suoi legami con il condannato per reati sessuali Jeffrey Epstein. "Dopo un'attenta riflessione, ho deciso di dimettermi dall'incarico di presidente e ceo del World Economic Forum", ha dichiarato l'ex ministro degli esteri norvegese in una nota, aggiungendo di ritenere che "ora sia il momento giusto perché il Forum possa continuare il suo importante lavoro senza distrazioni".

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