In corso gli accertamenti della Procura generale richiesti dal Quirinale sugli elementi alla base della grazia per "motivi umanitari" concessa alla ex consigliera regionale
Nuove verifiche della Procura generale di Milano su Nicole Minetti, l'ex consigliera regionale graziata dal Presidente della Repubblica, dopo la richiesta del Quirinale avanzata alla luce di notizie di stampa che, se confermate, minerebbero i fondamenti alla base della grazia concessa per "motivi umanitari". Minetti era stata condannata per favoreggiamento della prostituzione nel caso Ruby bis e peculato nel processo sui rimborsi della Regione Lombardia.
La Procura, alla quale era stata fornita la sentenza uruguaiana di adozione poi recepita da un tribunale italiano, sta acquisendo "alla fonte" il verdetto per "verificarne la veridicità". L'accertamento, si apprende da fonti qualificate, fa parte degli approfontdimenti richiesti in merito alla grazia concessa a Minetti e ancorata all'adozione di un minore straniero con problemi di salute. La sentenza di adozione, che riporta nel dettaglio la storia del minore, è tra i numerosi documenti del fascicolo che la difesa di Nicole Minetti ha prodotto per ottenere la grazia.
Un atto recepito dal Tribunale dei minori di Venezia che con un documento datato 19 luglio 2024 ha dichiarato "efficace" in Italia l'adozione del figlio dell'ex consigliera regionale lombarda e Giuseppe Cipriani, già certificata nel febbraio del 2023 dal tribunale di Maldonado (Uruguay). E' su quei documenti, con tanto di timbri, e la certificazione medica allegata che si basa il parere positivo (non vincolante) della Procura generale, parere non contestato dal ministero della Giustizia e che ha portato alla grazia concessa dal Quirinale.
La domanda di grazia, presentata da Minetti ad agosto, viene assegnata lo scorso dicembre al sostituto pg di Milano Gaetano Brusa. Un documento corposo con allegati anche riscontri medici. Proprio sui punti controversi legati alla presenza del minore in alcuni ospedali a Milano e Padova la questione sembra già risolta: il bambino sarebbe stato visitato da professionisti contattati privatamente, da qui la smentita delle strutture ospedaliere. Sulla sentenza straniera, allegata, invece la Procura generale è intenzionata ad andare alla fonte e a ottenere, a strettissimo giro, il documento originale.
La Procura prima di esprimere il parere positivo (non vincolante) sulla grazia a Minetti, aveva già verificato l'assenza di indagini sull'ex consigliera regionale al di fuori dell'Italia. "Dalle verifiche fatte non risultano procedimenti a suo carico" in Uruguay spiega una fonte, "ora sarà l'Interpol a verificare se in qualche cassetto di qualche sperduto commissariato spunterà qualcosa". Gli inquirenti erano a conoscenza sia dei suoi spostamenti in Uruguay, dove si è verificata l'adozione che ha contribuito alla grazia, sia negli Stati Uniti dove il bambino ha subito un delicato intervento chirurgico, mentre risulterebbe sconosciuta la sua presunta presenza a delle feste in Spagna. "Faremo altre verificare, come ci viene chiesto". Ieri, la stessa Minetti ha ribadito "di non essere mai stata indagata, né di aver mai ricevuto comunicazioni di indagini a mio carico, né in Uruguay né in Spagna".
Disposti dai magistrati anche ulteriori approfondimenti sullo stile di vita di Nicole Minetti. La Procura generale di Milano dando il suo parere favorevole (non vincolante) aveva riconosciuto "una radicale presa di distanza dal passato deviante e di una seria e concreta volontà di riscatto sociale" di Minetti. Cambio di vita messo in dubbio dall'inchiesta del Fatto Quotidiano. Secondo quanto si apprende da fonti vicine all'ex consigliera regionale, Minetti negli ultimi sei anni si è divisa tra Italia e Uruguay con il compagno con cui ha adottato, con una procedura ordinaria di affidamento, un bambino affetto da una patologia seria. Minore sottoposto nel 2021 a un intervento chirurgico a Boston (Stati Uniti) e che necessita di assistenza costante.
La difesa di Minetti, gli avvocati Emanuele Fisicaro e Antonella Calcaterra, hanno intanto trasmesso gli atti alla Procura generale di Milano per chiarire gli elementi su cui è stata concessa la grazia. E' stata trasmessa "l’intera documentazione giudiziaria e amministrativa utile, al fine di consentire un riscontro puntuale su fonte diretta e ufficiale dei passaggi rilevanti relativi alla procedura di adozione e ai presupposti rappresentati nel procedimento di grazia, anche alla luce di alcune ricostruzioni mediatiche che ne hanno fornito una rappresentazione falsa, non aderente agli atti e gravemente lesiva" si legge nella nota firmata dai legali.
Il procedimento di adozione "è stato avviato nel 2020 presso l’Istituto uruguaiano per l’infanzia e l’adolescenza (Inau) e si è concluso il 15 febbraio 2023 con la definizione dell’iter giudiziario e l’affidamento definitivo del minore, a seguito del completamento delle procedure previste" si precisa e "dagli atti giudiziari risulta che il minore è stato abbandonato al momento della nascita". La richiesta formale di adozione "risale al marzo 2020", mentre il 28 dicembre 2020 "l’Inau ha autorizzato la convivenza mediante affidamento temporaneo. Successivamente, all’esito delle valutazioni tecniche e delle verifiche previste, il Tribunale ha adottato i provvedimenti necessari alla conclusione dell’iter", fino alla decisione definitiva del 15 febbraio 2023.
Inoltre, "sono stati indicati tutti i consulti eseguiti in Italia ed all’estero con deposito della documentazione sanitaria delle visite. Di ciascun profilo vi è puntuale riscontro nella documentazione trasmessa alla Procura generale, in spirito di piena collaborazione, per ogni opportuna valutazione" chiosano i legali.