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Turismo: Cesaro, ancora da fare in infrastrutture e comunicazione

28 marzo 2017 | 14.09
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Antimo Cesaro

"Per la promozione del turismo del Paese molto resta da fare nelle infrastrutture e nella comunicazione, soprattutto urge un cambiamento di forma mentis". Lo dice a Labitalia Antimo Cesaro, sottosegretario al ministero dei Beni culturali e delle attività culturali e del Turismo, a margine della terza edizione del Forum Internazionale Turismo e Cultura-Fondazione Biagio Agnes, la manifestazione promossa e organizzata dalla Fondazione Biagio Agnes presieduta da Simona Agnes, in corso a Roma.

"Il ministero -sottolinea - si è impegnato molto in questo ambito, c'è una vera e propria rivoluzione in atto che noi misuriamo non solo in termini quantitativi, ma anche e soprattutto qualitativi".

"Del resto -ammette - un asset strategico del nostro Paese è il turismo, la cui definizione deve essere anche declinata in una logica di sana economia della cultura, in questo la collaborazione pubblico e privato può e deve fare molto".

"Il Forum Internazionale Turismo e Cultura-Fondazione Biagio Agnes -spiega- ci invita a riflettere su quelle che sono le enormi potenzialità, in gran parte espresse dal settore, ma molto resta ancora da fare, per la promozione del nostro turismo. Soprattutto un turismo di alta gamma che si concretizza nella capacità di osservare con occhi diversi la grande bellezza del nostro Paese, che è nell'immaginario collettivo del mondo al primo posto, ma che molto spesso non riesce a ottenere i risultati che le premesse ci imporrebbero".

"Il potenziale -avverte il sottosegretario Cesaro- è enorme e la visione non può che essere di medio e lungo periodo. Ogni progetto degno di questo nome deve avere uno sguardo lungo: lo dobbiamo alle nostre nuove generazioni che guardano con fiducia al potenziale dei nostri beni e alle nostre attività culturali".

"Bisogna investire dunque -auspica- nel nostro capitale umano e far corrispondere ai sacrifici dei nostri giovani una classe dirigente in grado di trasformare in concretezza quelli che sono i loro sogni".

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