Ceuta, allarme del sindaco Vivas: "Un'invasione, e non è finita". Ue in allerta per il 15 agosto

Il sindaco di Ceuta, Juan Vivas, denuncia l'ingresso di migranti come un'invasione e attacco all'integrità territoriale, sottolineando che l'emergenza non è finita. Brunner: "Controlli frontiera extrema ratio"

Migranti a Ceuta - Fotogramma/Ipa
Migranti a Ceuta - Fotogramma/Ipa
06 agosto 2026 | 14.22
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Secondo il dizionario, "per invasione si deve intendere l'occupazione anomala e irregolare di un territorio. E' quello che è successo a Ceuta". Lo dice Juan Jesus Vivas, sindaco e presidente della città autonoma di Ceuta, del Partido Popular, durante l'audizione in videocollegamento della commissione Libe del Parlamento Europeo, voluta dal presidente della commissione Javier Zarzalejos, anch'egli del Pp.

Si è trattato, continua Vivas, di "un attacco, una violazione dell'integrità territoriale. Non è una crisi migratoria, ma un episodio in cui si è messa in questione l'integrità della città, della Spagna e dell'Europa. Ceuta non è tornata alla normalità, perché in città restano 3-5mila persone" di quelle che sono entrate la settimana scorsa.

"I centri di accoglienza al collasso", prosegue. Si tratta di una "emergenza umanitaria di grande dimensioni. La popolazione timorosa e preoccupata, e a ragione", perché ci si chiede se quanto è accaduto la settimana scorsa non possa "ripetersi", dato che "la nostra integrità è in mano a un Paese terzo, il Marocco, che non riconosce la nostra sovranità", conclude.

Ue in allerta per 15 agosto

La Commissione Europea mantiene un'attenzione "molto alta" in vista del 15 agosto, data indicata da voci e indiscrezioni di varia provenienza per un eventuale nuovo tentativo di attraversare in massa la frontiera tra il Marocco e l'enclave di Ceuta. Lo dice il portavoce della Commissione Guillaume Mercier, durante il briefing con la stampa a Bruxelles. "Le minacce ai confini esterni - afferma - possono accadere, come abbiamo visto. Abbiamo visto le allerte e siamo in contatto con le autorità spagnole su questo. L'attenzione rimane molto alta, in vista del 15 agosto. Siamo anche in contatto con Frontex ed Europol. Restiamo molto vigili". "Abbiamo visto che tramite diversi canali, anche russi, si è rapidamente amplificata la situazione che abbiamo visto sul terreno" la settimana scorsa, aggiunge.

Le voci su un nuovo sfondamento della frontiera tra Marocco e Ceuta "il 15 agosto è la prova che Ceuta vive nell'angoscia. Non sappiamo se si ripeterà. Quello che si è visto è che nostra frontiera è assolutamente vulnerabile", sottolinea Vivas.

Da Ue altri fondi per Spagna

La Commissione Europea dovrebbe versare fondi "aggiuntivi" alla Spagna, per aiutarla a gestire i flussi migratori a Ceuta, ha detto il portavoce Guillaume Mercier, oggi durante il briefing con la stampa a Bruxelles.

"Possiamo confermare - ha affermato - che ieri la Commissione ha ricevuto una prima valutazione dei bisogni dalla Spagna. Stiamo esaminando rapidamente il documento, per individuare il modo migliore in cui possiamo fornire supporto".

Il passo successivo, ha continuato, "sarà che la Spagna presenti una domanda formale alla Commissione, in modo da dimostrare concretamente cosa stiamo facendo. Sarà un supporto aggiuntivo", che "potrebbe coprire una serie di elementi, a partire da attrezzature e servizi per la gestione delle frontiere, vista la situazione attuale, e potrebbe anche fornire assistenza umanitaria e medica".

Per quanto riguarda le agenzie dell'Ue, "abbiamo offerto supporto tramite Frontex e l'Agenzia europea per l'asilo. Ieri si è tenuto un incontro tra la Dg Home e i vertici delle agenzie esecutive per discutere di uno scambio di informazioni regolare e coordinato su come possiamo supportare la Spagna. Il lavoro è in corso su diversi fronti. Procediamo molto velocemente, a mano a mano che la situazione si evolve sul campo", ha concluso.

Brunner: "Controlli frontiera extrema ratio"

Durante la crisi migratoria avvenuta a Ceuta "l'integrità dell'area Schengen è stata pienamente preservata. Capisco le preoccupazioni e la necessità di rispondere" alle preoccupazioni dell'opinione pubblica, "ma i controlli di frontiera sono l'extrema ratio. E devono essere proporzionati", sottolinea il commissario europeo alle Migrazioni Magnus Brunner, durante l'audizione in videoconferenza.

L'Italia è l'unico Paese ad avere introdotto controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna. Ceuta è fuori dall'area Schengen: per passare in Spagna dall'exclave occorre passare i controlli previsti alla frontiera esterna dell'area di libera circolazione. Finora neanche un migrante tra coloro che sono entrati illegalmente la settimana scorsa ha raggiunto la Spagna.

Per intelligence Spagna credibile appello per nuovo ingresso massa a Ceuta

Il Cni, l'intelligence spagnola, segue con "la massima attenzione" i nuovi appelli che circolano sui social e che incitano a ripetere la traversata dal Marocco verso la Spagna e li "considera credibili". Secondo quanto riferito all'emittente Ser da fonti dei servizi di intelligence, questa nuova campagna è simile a quella che ha preso piede alla fine di luglio, ma è ancora più intensa per il volume dei messaggi in circolazione, la maggior parte dei quali si basa su voci e fake news che segnalano presunte falle nella sicurezza.

I servizi spagnoli stanno monitorando da giorni i social, controllando minuziosamente ciascuno dei gruppi su Facebook e WhatsApp, nonché i principali profili su TikTok, dove si 'recluta attivamente' per organizzare un presunto nuovo ingresso di massa a Ceuta. Dal Ministero dell’Interno di Madrid si assicura che sono disponibili tutte le risorse necessarie per far fronte a qualsiasi situazione che possa verificarsi al confine di Ceuta con la Spagna. La chiave - sottolinea la Ser - rimane il Marocco. Le forze di sicurezza spagnole confidano che il governo marocchino collabori in modo efficace per frenare e stroncare sul nascere qualsiasi tentativo di accesso massiccio. Spetta a loro bloccare le strade ed effettuare controlli preventivi agli accessi della città marocchina di Castillejos (Fnideq), come già fatto in occasione di altre mobilitazioni simili negli anni passati. Se c’è un punto su cui concordano le fonti consultate - conclude il media spagnolo - è che il Marocco non intende che si ripeta ciò che è già accaduto lo scorso 30 luglio, con l’ingresso in Spagna di oltre 72mila persone.

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