Allarme caldo per i rider: "Noi costretti a scegliere tra sicurezza e reddito"

Il problema dell'inquadramento giuridico. L'intervista all'AdnKronos di Andrea Bacchin di Nidil Cgil Milano, il sindacato che si occupa delle nuove tipologie di lavoro

Allarme caldo per i rider:
25 giugno 2026 | 17.11
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Al sole, con picchi di 36 gradi, in attesa dei 39 di domenica. Sere tropicali, anche a Milano: loro sempre lì, a pedalare. Veloci nella consegna, spesso - troppo spesso - invisibili nei diritti. Con l'arrivo dell'estate e l'impennata delle temperature, si ripresenta drammatico il tema della tutela della salute per i lavoratori delle consegne. A lanciare l'allarme è Andrea Bacchin di Nidil Cgil Milano, il sindacato che si occupa delle nuove tipologie di lavoro. Il problema, spiega in un'intervista all'AdnKronos, è un paradosso tutto strutturale: a differenza di altri settori, per i rider l'ordinanza di blocco delle attività per il caldo si traduce in un immediato azzeramento dello stipendio. "Si rischia di riproporre anche quest'anno il tema oppositivo di garantire la sicurezza o garantire il reddito", esordisce Bacchin.

..Il problema di inquadramento giuridico..

"I lavoratori sono inquadrati per lo più come autonomi e non hanno diritto a nessuna forma di ammortizzatore sociale". È qui che si consuma la frattura con altre categorie: se alcune Regioni intervengono bloccando le attività con il termometro oltre i 40 gradi, nell'agricoltura o nell'edilizia scattano le casse integrazioni o le forme di continuità reddituale. Per i lavoratori delle piattaforme no. "I rider si trovano nel dilemma di dover scegliere fra la sicurezza e il portare a casa il reddito. Anzi, se non sceglie qualcuno per loro: nel momento in cui una Regione decide il fermo, le piattaforme bloccano il servizio e il lavoratore perde il reddito."Per questo motivo, la struttura nazionale del sindacato chiederà nelle prossime ore un incontro formale per "per studiare delle soluzioni idonee per fronteggiare l'emergenza".

..La decisione di Regione Lombardia..

Al momento la Regione Lombardia non ha preso decisioni sul blocco: "Negli altri contesti regionali si è deciso di non porre il problema dei rider per evitare queste circostanze", sottolinea il sindacalista, confermando che gli stessi lavoratori, se non indennizzati, preferiscono continuare a consegnare.Il sindacato è consapevole che i divieti o i fondi di emergenza governativi sarebbero comunque soluzioni parziali. "L'estate scorsa faceva molto caldo, quella prima ancora anche, questa ancora un pochino di più. Con la crisi climatica il contesto estivo sarà sempre questo", avverte Bacchin, sottolineando che non si può "inseguire l'emergenza di anno in anno". La soluzione corretta, secondo Nidil Cgil, resta "superare questo modello contrattuale con le organizzazioni datoriali", poiché il caldo è solo la punta dell'iceberg di un inquadramento errato.

... il progetto della casa del rider..

A Milano, l'estate porta con sé anche una contrazione strutturale degli ordini nei fine settimana a causa dello svuotamento della città, spingendo molti lavoratori a trasferirsi nelle località turistiche e altri a cercare riparo all'ombra dei parchi o della Stazione Centrale tra una consegna e l'altra. Il sindacato sta lavorando al progetto di una "Casa del rider" a Porta Genova insieme a una società di delivery etico, ma Bacchin frena i facili entusiasmi: "Ci lavoriamo, ma una città non può risolversi con un solo spazio condizionato a Porta Genova. È una risposta in minimissima parte".

La questione degli infortuni

Se i malori da calore non registrano ancora picchi di segnalazioni specifiche, l'emergenza quotidiana a Milano resta quella della sicurezza stradale e della burocrazia. "Dal punto di vista della sicurezza, quello degli incidenti è un problema grave", spiega Bacchin, ricordando che la tutela Inail esiste per loro dal 2018 ma molti non la conoscono. "Facciamo un lavoro importante di informazione. Spesso vengono da noi per altro e notiamo il gesso alla gamba, aiutandoli a riconoscere i danni biologici".

Le priorità..

Oltre la metà dei rider milanesi è composta da migranti di recentissimo arrivo. Le loro priorità sono emergenze contingenti: il rinnovo del permesso di soggiorno o i blocchi improvvisi degli account da parte dell'algoritmo. "Si interfacciano con una piattaforma che non si assume le responsabilità di un datore di lavoro. Per un piccolo problema o un ritardo nel caricare il permesso di soggiorno, si ritrovano di punto in bianco con il profilo bloccato, magari a causa di contestazioni disciplinari generiche via mail a cui risponde un chatbot da chissà quale parte del mondo."È l'asimmetria informativa a schiacciare i lavoratori, che spesso non sanno come prorogare l'infortunio all'Inail e rischiano di vedersi riaprire il profilo dalle piattaforme dopo due settimane anche se hanno ancora una gamba rotta, restando esclusi dalle tutele.

Ancora problemi contrattuali

Bacchin conclude con un'analisi sul problema contrattuale: "Risultano autonomi ma sono di fatto dipendenti. Questa scorretta forma di inquadramento genera a cascata tutte le altre problematiche". Compreso il lavoro sommerso: "Fenomeni come lo scambio di account, il caporalato o i documenti falsi rispondono a necessità che si creano proprio perché manca un interlocutore umano, un ufficio paghe, qualcuno che ti avvisi. Se tutto è gestito da un'applicazione, l'azienda non si assume la responsabilità di fare il datore di lavoro al 100%". (di Andrea Persili)

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