Marco Poggi ascoltato dai magistrati come testimone conferma la versione di sempre e la fiducia nell'amico ora indicato dagli inquirenti come unico colpevole dell'omicidio di Chiara: "Mai visto video intimi"
La Procura di Pavia svela le carte e mostra tutti gli elementi raccolti contro Andrea Sempio, indagato per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi e convocato nella mattinata di oggi, mercoledì 6 maggio, per essere interrogato. In circa tre ore e mezza i magistrati titolari della nuova indagine sul delitto di Garlasco - il procuratore aggiunto Stefano Civardi, insieme ai pubblici ministeri Giuliana Rizza e Valentina De Stefano, mostrano all’indagato le prove raccolte in circa uno anno e mezzo e anticipano: “Le indagini non sono ancora concluse”. Sempio ha ascoltato in silenzio e, come annunciato, si è avvalso della facoltà di non rispondere. “Considerato che le indagini non sono chiuse e che dunque il quadro probatorio con il quale confrontarsi in sede di interrogatorio non è completo” il 38enne commesso in un negozio di telefonia “si avvarrà della facoltà di non rispondere”, avevano anticipato ieri gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti. Un confronto che la difesa si riserva eventualmente di chiedere dopo la chiusura indagine. Uscendo dalla procura, scortato da una berlina con la sirena, Sempio non ha rilasciato alcuna dichiarazione.
Il 38enne è il solo indagato, non più in concorso con Alberto Stasi o con ignoti, per aver ucciso con almeno 12 colpi (inferti con un'arma finora sconosciuta) la ventiseienne che avrebbe rifiutato delle sue avance sessuali. Contro di lui c'è la perizia secondo cui il Dna è compatibile (con la linea maschile) con quello trovato sulle unghie della vittima - per la genetista Denise Albani è impossibile stabilire se deriva da contatto diretto o trasferimento indiretto -; e l'impronta 33 lasciata, a dire di chi indaga, dall'assassino sulla scala dove Chiara Poggi è stata ulteriormente colpita alla testa. Impronta che per i consulenti dell'indagato non è attribuibile a lui.
La Procura di Pavia - che non ha ancora fornito l'orario (rivisto rispetto alla Cassazione) in cui è avvenuto il decesso la mattina del 13 agosto 2007 - pare non credere all'alibi di Sempio, legato allo scontrino di un parcheggio di Vigevano, e sembra orientata - per supportare il movente - a inserire nella chiusura indagine anche le numerose chat a firma 'Andreas' in cui emerge la presunta "ossessione" verso una ragazza, identificata dalla difesa in una barista e non nella vittima, sorella dell'amico Marco Poggi.
Ma a incastrare Andrea Sempio secondo la procura di Pavia e i carabinieri di Milano c'è un'intercettazione svelata dal Tg1 sui suoi canali social: "Ho visto il video di Chiara e Alberto", dice Sempio. E' il 14 aprile 2025 quando Andrea Sempio è in auto, parla da solo, siamo a circa un mese dal giorno in cui ha saputo delle nuove indagini su di lui. Una cimice nella macchina cattura le parole del ragazzo che di fatto lo smentiscono che aveva detto di aver chiamato per sbaglio casa Poggi per sapere se c’era il fratello Marco Poggi e di aver parlato pochi secondi con Chiara chiedendo quando sarebbe tornato.
In realtà, da quanto scrivono i carabinieri negli atti, le parole registrate dalla microspia dicono il contrario. Sempio parlando tra sé e sé tra l'altro dice: "Lei ha detto.. 'non ci vologlio parlare con te' (imitando una voce femminile)". E ancora: "Era tipo io gli ho detto 'riusciamo a vederci?''. E poi "imitando voce femminile", aggiunge: "Lei mi ha messo giù… E ha messo giù il telefono… ah ecco che fai la la dura (ride, ndr) ma io non l’ho mai vista in questo modo, l’interesse non era reciproco, cazzo. Lei dice 'non l’ho più trovato' il video (con tono di voce tutto sbagliato) poi (modificando la propria voce) io ho portato il video'. E ancora: 'anche lui lo sa… perché ho visto… dal suo cellulare… perché Chiara non… con quel video e io ce l’ho (voce bassa) dentro la penna, va bene un cazzo'".
“Non c’è sostanzialmente nulla di nuovo, è tutto spiegabilissimo”, afferma all’Adnkronos l’avvocata Angela Taccia che insieme al collega Liborio Cataliotti difende il 38enne. “Siamo calmi e lucidi”, aggiunge.
Anche Marco Poggi è compaso oggi davanti ai magistrati della procura di Pavia dove è stato ascoltato per un paio d'ore come testimone nella nuova inchiesta che vede indagato Sempio. La versione del racconto del fratello di Chiara è rimasta identica: mai visto i video intimi tra Chiara e il fidanzato Alberto Stasi presenti nel pc di casa Poggi al quale l’allora 19enne e l’amico avevano libero accesso. Davanti ai pm di Pavia, il 37enne ‘smonta’ il presunto movente - la presunta infatuazione dell’indagato con la vittima - e ribadisce l’assenza di rapporti tra Sempio e Chiara.
Di fronte alla perizia o all’impronta 33 che la procura attribuisce a Sempio, il testimone ribadisce l’innocenza dell’amico. E anche di fronte a frasi ambigue la sua convinzione non vacilla. Già un anno fa (il 20 maggio 2025) Marco Poggi fu ascoltato in una caserma vicino Mestre (Venezia) e gli fu messa davanti la foto dell’impronta 33 - trovata sulle scale dove è stato trovato il corpo senza vita di Chiara Poggi - per capire a quali stanze della villetta aveva accesso Sempio, per ricostruire i rapporti tra lui e la vittima e per capire la personalità dell’amico, da tempo al centro dei sospetti. Oggi, come allora, Marco Poggi ha ripetuto la sua versione.