Caso Minetti, da Procura generale di Milano verifiche su sentenza di adozione in Uruguay e assenza indagini su di lei all'estero

In corso gli accertamenti richiesti dal Quirinale sugli elementi alla base della grazia per "motivi umanitari" concessa alla ex consigliera regionale

Nicole Minetti - Ipa
Nicole Minetti - Ipa
29 aprile 2026 | 13.00
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Nuove verifiche della Procura generale di Milano su Nicole Minetti, l'ex consigliera regionale graziata dal Presidente della Repubblica, dopo la richiesta del Quirinale avanzata alla luce di notizie di stampa che, se confermate, minerebbero i fondamenti alla base della grazia concessa per "motivi umanitari". Minetti era stata condannata per favoreggiamento della prostituzione nel caso Ruby bis e peculato nel processo sui rimborsi della Regione Lombardia.

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Il documento di adozione

La Procura, alla quale era stata fornita la sentenza uruguaiana di adozione poi recepita da un tribunale italiano, sta acquisendo "alla fonte" il verdetto per "verificarne la veridicità". L'accertamento, si apprende da fonti qualificate, fa parte degli approfontdimenti richiesti in merito alla grazia concessa a Minetti e ancorata all'adozione di un minore straniero con problemi di salute.

Indagini sull'ex consigliera all'estero

La Procura prima di esprimere il parere positivo (non vincolante) sulla grazia a Minetti, aveva già verificato l'assenza di indagini sull'ex consigliera regionale al di fuori dell'Italia. "Dalle verifiche fatte non risultano procedimenti a suo carico" in Uruguay spiega una fonte, "ora sarà l'Interpol a verificare se in qualche cassetto di qualche sperduto commissariato spunterà qualcosa". Gli inquirenti erano a conoscenza sia dei suoi spostamenti in Uruguay, dove si è verificata l'adozione che ha contribuito alla grazia, sia negli Stati Uniti dove il bambino ha subito un delicato intervento chirurgico, mentre risulterebbe sconosciuta la sua presunta presenza a delle feste in Spagna. "Faremo altre verificare, come ci viene chiesto". Ieri, la stessa Minetti ha ribadito "di non essere mai stata indagata, né di aver mai ricevuto comunicazioni di indagini a mio carico, né in Uruguay né in Spagna".

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