Incidente all'Ex Ilva di Taranto, operaio precipita da 10 metri e muore

Il 36enne, dipendente di una ditta dell'indotto, secondo le prime informazioni stava lavorando su una passerella grigliata del reparto agglomerato quando è caduto. Sindacati occupano direzione azienda e annunciano sciopero di 24 ore

Incidente all'Ex Ilva di Taranto, operaio precipita da 10 metri e muore
02 marzo 2026 | 10.58
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Tragedia sul avoro oggi, lunedì 2 marzo, nello stabilimento ex Ilva di Taranto. Un operaio, Loris Costantino, è morto dopo essere precipitato da un'altezza di 10-12 metri. L'uomo, dipendente di una ditta dell'indotto, la Gea Power, secondo le prime informazioni stava lavorando su una passerella grigliata del reparto agglomerato quando è caduto. Le sue condizioni sono apparse subito gravi. Portato al pronto soccorso dell'ospedale 'Santissima Annunziata', è deceduto poco dopo.

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La dinamica dell'incidente ricorda, la morte di Claudio Salamida, 47 anni, precipitato il 12 gennaio scorso nel reparto Acciaieria 2. Secondo fonti sanitarie Costantino aveva 36 anni, e non 25 come emerso in un primo momento. Risiedeva nel quartiere di Talsano alla periferia del capoluogo jonico.

Sindacati occupano direzione azienda, sciopero 24 ore

Dopo l'incidente mortale, i sindacati dei metalmeccanici Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil e Usb hanno occupato la direzione aziendale e proclamato uno sciopero di 24 ore, su tre turni, a partire dalle 12.30 di oggi. "Un altro incidente mortale di un lavoratore in una fabbrica ormai al collasso, abbandonata a se stessa da una politica che, negli anni, è stata incapace di trovare soluzioni e, soprattutto, di impedire che i lavoratori perdano la vita", evidenziano.

"Lo stabilimento non è in sicurezza e con le continue denunce dei Rls (rappresentanti lavoratori per la sicurezza ndr) e delle organizzazioni sindacali, anche a i tavoli ministeriali, abbiamo più volte segnalato le criticità degli impianti e la necessità di reperire risorse per programmare attività di manutenzione ordinaria e straordinaria. Siamo rimasti inascoltati e, mentre il governo continua a trattare con i 'futuri' acquirenti, lo stabilimento cade a pezzi", affermano i sindacati. "Il governo deve assumersi le sue di responsabilità e non può continuare a scaricarle verso altri- spiegano i sindacati - soprattutto quando non si è consequenziali rispetto alle risorse necessarie per le manutenzioni e con un personale in Cigs con punte di oltre il 50/60% che dovrebbe garantirle. L'incontro convocato il 5 marzo a palazzo Chigi dovrà servire per trovare soluzioni a tutela di tutti i lavoratori di Adi in As, Ilva in As e di tutto l'appalto".

Acciaierie d'Italia,:verifiche in corso

Acciaierie d’Italia in Amministrazione Straordinaria esprime "profondo cordoglio" per la tragica scomparsa di un lavoratore appartenente a un’impresa appaltatrice, impegnato in attività di pulizia all’interno dello stabilimento siderurgico di Taranto. Adi in As, si legge in una nota, comunica "che sono state immediatamente avviate tutte le verifiche necessarie per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e ribadisce la piena collaborazione con le autorità competenti, al fine di mettere a disposizione ogni elemento utile all’accertamento dei fatti".

P.Chigi convoca sindacati il 5 marzo

È arrivata ai sindacati la convocazione dalla Presidenza del Consiglio per un incontro a Palazzo Chigi per il 5 marzo ore 11,30 sull’ex Ilva.

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