La portavoce della Global Sumud Italia, Maria Elena Delia: "Liberare Thiago e Saif prelevati illegalmente da nave del nostro Paese"
Gli attivisti della Global Sumud Flotilla "hanno raccontato 40 ore da incubo", dopo l'intervento delle forze armate israliane. "Sono stati sbarcati, malmenati e i greci non li hanno accolti proprio a braccia aperte: raccontano di non aver avuto nemmeno una bottiglia d’acqua" racconta la portavoce italiana della Global Sumud Italia, Maria Elena Delia, al presidio organizzato stamane davanti al ministero degli Esteri di Roma, per chiedere la liberazione di Thiago Avila e Saif Abukeshek. "Stanno bene a parte quelli in ospedale: sono quasi tutti a Creta. Siamo qui per Thiago e Saif, attivisti brasiliano e palestinese con passaporto spagnolo e svedese, due attivisti trattenuti. I due - prosegue Delia - erano a bordo di una nave italiana: questo significa, per il diritto del mare, averli prelevati illegalmente da Roma. Chiediamo al governo israeliano che garantisca trattamenti umani, in particolare verso i due attivisti che sono simbolo e testa del movimento e che per Israele sono due trofei, visto che in questo momento siamo in campagna elettorale in Israele”.
“Saif, come palestinese, rischia tantissimo: la Knesset - ricorda ancora la portavoce - qualche settimana fa ha approvato una legge che consente la morte per impiccagione per i palestinesi per cui sia provata l’accusa di terrorismo. La Flotilla andrà avanti - conclude Delia - e in questo momento la tempesta in corso ci sta permettendo di riorganizzarci”.