Crans-Montana, i funerali delle giovani vittime. Il padre di Chiara: "Italia sia parte civile"

L'ultimo saluto a 5 di 6 giovanissimi morti nel rogo di Capodanno in Svizzera. Il papà di Riccardo Minghetti alle esequie a Roma: "Non ricordate solo loro, ma tutte le 40 vittime"

La Basilica San Pietro e Paolo a Roma e la basilica di Santa Maria delle Grazie a Milano
La Basilica San Pietro e Paolo a Roma e la basilica di Santa Maria delle Grazie a Milano
07 gennaio 2026 | 09.43
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Italia in lutto per le giovani vittime del rogo di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. Oggi a Roma, Milano, Bologna e Lugano si sono svolti infatti i funerali di cinque dei sei ragazzi rimasti uccisi, quelli dei 16enni Chiara Costanzo, Giovanni Tamburi, Achille Barosi e Riccardo Minghetti e della 15enne Sofia Prosperi. Domani invece si terranno i funerali a Genova di Emanuele Galeppini, 17 anni.

A morire nell'incendio del bar Le Constellation, sono state in tutto 40 persone, 116 i feriti. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, venerdì prossimo, 9 gennaio, sarà presente a Martigny alla cerimonia ufficiale in memoria delle vittime.

''Oggi è il momento del cordoglio, della vicinanza ai genitori, ai compagni dei giovani che sono morti. Un pensiero va anche alle ragazze e ai ragazzi feriti e alle loro famiglie e ho potuto testimoniare la mia forte vicinanza anche a quei ragazzi che hanno perso un loro compagno, qualcosa di drammatico. Ci tenevo a essere qui per celebrare il minuto di silenzio che in tutte le scuole d'Italia oggi sarà rispettato'', le parole del ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara a Milano all'istituto Orsoline di San Carlo, la scuola dove studiava Achille Barosi.

Roma piange Riccardo, funerali all'Eur

Roma piange intanto Riccardo Minghetti. Oggi nella basilica dei santi Pietro e Paolo, nel quartiere romano dell’Eur, i funerali del 16enne. Alle esequie anche il sindaco della Capitale, Roberto Gualtieri, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, e i ministri della Salute Orazio Schillaci e dello Sport Andrea Abodi. “Riccardo vive in tutti noi”, il cartellone realizzato dagli amici del 16enne con tutte le loro foto, in ricordo del ragazzo.

“Quello che è successo è una sciagura immane. Sono stato uno dei maestri di nuoto di Riccardo. Lo conosco da quando aveva 7 anni. Era una persona dolce e sensibile, spesso particolarmente vivace in un contesto come quello di una qualunque didattica che alle volte esige un po’ più di concentrazione", il ricordo che Ruggero, maestro di nuoto alla Ferratella, ha affidato all’Adnkronos prima dei funerali (VIDEO).

“Di fronte a una tragedia come questa non ci sono parole e quando la vita ci mette davanti a queste situazioni ne vediamo tutta l’assurdità e l’imprevedibilità. Però noi siamo qui, in una chiesa che anche Riccardo ha frequentato. Se siamo qui solo per esprimere a papà Massimo, a mamma Carla e alla sorella Matilde per esprimere cordoglio e dolore, è già una cosa giusta. Ma poi, andando via da qui, c’è un vuoto incolmabile, una presenza che non torna. Vince l’amore, il bene. Questa é la certezza della fede. La fede cui noi affidiamo la sua vita”. Così Monsignor Andrea Manto, Vicario Episcopale per la Pastorale, nella sua omelia nel corso dei funerali.

“Riccardo amava lo sport, gli amici, la famiglia, era un ragazzo pieno di vita - ricorda - La vita é qualcosa di meraviglioso e la morte non ha l’ultima parola. Non ci sono altre parole, c’è la promessa che la morte è solo addormentarsi per risvegliarsi poi nell’eternità. Impariamo da questa tragedia che la vita va vissuta ogni giorno con pienezza, con responsabilità, che significa prudenza ma ancor più a dare pienezza a ogni giorno che passa, senza buttare via la vita. In una ideale staffetta Riccardo consegna a voi un testimone, lui ha combattuto la sua battaglia e terminato la corsa, ma a noi resta raccogliere quel testimone, trasformando il dolore in un più di amore” ha concluso, definendo Riccardo “un ragazzo buono, sano, sportivo, straordinario”.

“La vostra presenza qui oggi è il segno di quanto Riccardo ha fatto nella sua breve vita, con la sensibilità, il suo grande cuore, l’entusiasmo di vivere, aveva sempre una parola per tutti, donandosi con generosità”. A parlare dal pulpito della basilica è il papà di Riccardo, Massimo.

Con la voce rotta dal pianto ha aggiunto: “Il nostro cammino con Riccardo è stato pieno di bellissimi momenti, anche in quelli difficili l’amore ha sempre prevalso. Porteremo sempre nel cuore i momenti con lui. Immagino che lassù si sarà già organizzato con gli altri, ma non ricordate solo loro, ma tutte le 40 vittime. Un pensiero agli amici e ai compagni di scuola - ha concluso - continuate a vivere con lo stesso entusiasmo e la stessa passione di Riccardo”.

“Riccardo aveva un cuore grande, tenero e gentile, dietro la sua ironia e l’irrequietezza nascondeva una profonda sensibilità. Ci ha fatto faticare, ma era buono”, le parole di mamma Carla. Con compostezza dolce, ricorda: “Negli ultimi giorni a Crans era felice, stava diventando un bell’uomo, in tutti i sensi. Signore, ti affidiamo lui e gli altri, preghiamo per tutti. E un abbraccio speciale a Manfredi che ho visto nascere. Speriamo guarisca presto”. "Ricordo - ha poi detto la mamma - quando mi ha salutato l’ultimo giorno, ai piedi della seggiovia. Mi ha chiamato ‘Mamma, mamma’ e si è fatto dare un bacio".

"Te ne sei andato troppo preso. Hai lasciato una ferita che non si può rimarginare. Non riusciamo a immaginare un futuro senza le tu battute fuori tempo e il tuo sorriso Avrai sempre un posto nel nostro cuore. Ci mancherai in ogni piccola cosa. Il vuoto lo riempiremo con tutto quello che ci hai lasciato", questo il messaggio dal pulpito dei compagni di classe della IV E del liceo Cannizzaro. “Tempo prima ridevamo insieme e oggi invece ci ritroviamo qui a ricordare la splendida persona che eri, un ragazzo solare, dolce, sensibile, pieno di vita e sempre con la battuta pronta. Sapevi come aiutare gli altri, strappando sempre un sorriso. Non riusciamo nemmeno a immaginare un futuro senza di te, senza il tuo sorriso, senza le tue battute, senza vederti a scuola. Per questo anche se ora non ci sei più fisicamente, avrai sempre un posto nel nostro cuore”, dice, dal pulpito della basilica dei santi Pietro e Paolo, una compagna di classe di Riccardo. E un amico "della montagna", "da quando aveva 10, 11 anni, facevamo queste passeggiate in gruppo e io e lui facevamo conversazioni lunghe ore, perché lui era capace di diventare amico anche degli adulti, di connettere se stesso con persone anche diverse da lui, come me. Sapeva fare tante domande su tutto, quando ne facevo io a lui mi faceva vedere dei lati delle cose che io mai avevo visto, era capace di pensare in modo diverso. Riusciva a prendere le situazioni con calma. Ad agosto veniva alle passeggiate tranquillo, e poi scoprivo che aveva tre materie a settembre. Voleva fare l’avvocato penalista: io penso che con queste qualità sarebbe stato un avvocato eccezionale”.

Un lungo applauso ha poi accolto l’uscita del feretro di Riccardo al termine delle esequie.

Milano in lutto per Chiara e Achille

Milano si stringe nel dolore per la scomparsa di Chiara Costanzo e Achille Barosi. In segno di cordoglio e di partecipazione al lutto delle famiglie, il sindaco Giuseppe Sala ha proclamato il lutto cittadino per oggi, giorno delle esequie. I funerali dei due ragazzi si svolgono entrambi nel pomeriggio, alle 14.45, in due basiliche simbolo della città. La cerimonia funebre di Chiara Costanzo nella basilica di Santa Maria delle Grazie, mentre quella di Achille Barosi nella basilica di Sant’Ambrogio.

Il lutto cittadino proclamato dal Comune prevede bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici e un invito alla sobrietà durante le iniziative istituzionali, come segno tangibile della partecipazione di Milano a una tragedia che ha colpito l’intera comunità. Palazzo Lombardia, sede della Giunta regionale – in concomitanza della celebrazione delle esequie, cui hanno preso parte il presidente Attilio Fontana e l'assessore Gianluca Comazzi – ha reso omaggio alle giovani vittime di Crans-Montana, oltre che con le bandiere a mezz’asta, in segno di lutto cittadino, proiettando sui maxischermi posizionati ai lati della pista del ghiaccio le immagini degli adolescenti italiani deceduti nella tragedia svizzera.

Un ulteriore momento di raccoglimento è previsto per giovedì 9 gennaio all’interno del liceo Moreschi, frequentato da Chiara Costanzo, che ha organizzato una commemorazione aperta all’intera comunità scolastica. Alle 9 tutte le classi seguiranno l’iniziativa dalle proprie aule tramite collegamento Meet con l’Aula Magna, dove saranno presenti la 3AL, il dirigente scolastico Bruno Rossilli, i docenti, lo staff di presidenza, la Dsga, amici di Chiara, ospiti esterni e, se lo desidereranno, anche i familiari. La cerimonia si aprirà con un saluto del dirigente, seguito dagli interventi degli studenti, con precedenza ai compagni di classe e agli amici più stretti, e da testimonianze di docenti e ospiti che hanno conosciuto Chiara. Il momento commemorativo sarà accompagnato da interventi musicali strumentali eseguiti dagli studenti. Alle 10.30 è previsto un minuto di silenzio collettivo nel cortile dell’istituto. A seguire, i rappresentanti di ogni classe lanceranno palloncini bianchi dal centro del campo da calcio, in un gesto simbolico di ricordo e condivisione. Sarà inoltre possibile, per chi non lo avesse ancora fatto, deporre fiori ai piedi della cornice dedicata a Chiara.

I funerali di Chiara Costanzo

I funerali di Chiara Costanzo sono stati celebrati nella basilica milanese di Santa Maria delle Grazie da monsignor Alberto Torriani, attuale arcivescovo di Crotone ed ex rettore del Collegio San Carlo, di cui Chiara Costanzo è stata studentessa. Ad accogliere la bara bianca sono stati i genitori della 16enne, stretti in un abbraccio. Il silenzio è stato interrotto solo per un breve e rispettoso applauso, partito spontaneamente tra le centinaia di persone, soprattutto giovanissimi, che affollano il sagrato della basilica gremita.

Ai funerali hanno partecipato anche il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il prefetto Claudio Sgaraglia, l’assessore di Regione Lombardia Gianluca Comazzi e la senatrice a vita Liliana Segre. Chiara Costanzo sorride nelle foto poste accanto ai libri delle firme lasciati fuori dalla basilica, dove una folla di persone, tra cui tantissimi giovanissimi, è assiepata.

“L’Italia ha dimostrato umanità e sensibilità veramente notevoli, però adesso è ora di dimostrare professionalità ed efficienza e scoperchiare tutto quello che c’è”, ha detto il padre di Chiara, Andrea Costanzo, padre di Chiara, prima dei funerali. “Noi siamo stati abbracciati da tutta Italia, abbiamo tutti sete di verità e che queste cose non succedano mai più”, ha aggiunto il padre della giovane vittima, dopo aver salutato in attesa del feretro il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia, che stanno partecipando ai funerali. “Ricordiamoci di fare rivivere Chiara, come gli altri giovani - la raccomandazione del padre - in un mondo pieno, perché Chiara aveva voglia di vita. È stata costretta troppo presto a rinunciare ai suoi sogni ma nessun ragazzo deve farlo”.

“La presidente Meloni è stata umana e attenta nei nostri confronti. Siccome non ho mai avuto la possibilità di stringerle la mano, vorrei parlare con lei ed essere rassicurato che non ci siano omissioni", ha detto poi Andrea Costanzo, parlando con i giornalisti al termine dei funerali. “Visto che le nostre istituzioni si sono dimostrate molto serie, sono convinto che la presidente sia con noi. Abbiamo bisogno di sapere che le indagini verranno effettuare con scrupolo, senza cercare di insabbiare nulla ma facendo luce sulla verità e sulle responsabilità. E a quel punto condannando chi ha permesso che i nostri figli entrassero in un posto non idoneo. È una giustizia che dobbiamo a tutti i nostri ragazzi. La devo a Chiara in particolare, perché lei aveva un grandissimo senso di giustizia”. Rivolgendosi prima delle esequie al ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara, il padre di Chiara Costanzo ha detto: “Non sono un tecnico, ma desidererei che l’Italia si costituisse parte civile”.

Qualcuno probabilmente ha calpestato le regole del vivere civile e dobbiamo fare in modo che chi è stato superficiale cambi mestiere”, ha detto il padre di Chiara. “Tutte le tragedie che sono dovute all’imperizia e all’incuria degli umani sono evitabili”, ha detto l'uomo che chiederà al presidente del Consiglio Giorgia Meloni “solo delle rassicurazioni, perché non sono un tecnico e non ho la capacità di andare fino in fondo. Vorrei solo che le nostre istituzioni ci aiutassero affinché ogni piccola verità emerga e sia effettivamente svelata. Tutto il governo e tutte le istituzioni sono state molto vicine a noi e alle famiglie di tutte le vittime. Ci siamo sentiti orgogliosi di essere italiani perché abbiamo delle istituzioni che indipendentemente dal ruolo che ricoprono hanno anche un cuore e questo ci fa onore”, ha concluso Andrea Costanzo.

Durante l'omelia monsignor Alberto Torriani ha detto: "Oggi non siamo qui a cercare spiegazioni o colpe, ci sarà tempo anche per questo ma non è oggi. Cerchiamo di trovare la forza che ci rimetta in cammino perché troviamo solo cenere e vuoto adesso". "Dobbiamo cercare dentro di noi una parola che rimetta in circolo la vita. Abbiamo bisogno di futuro noi adulti e ancora di più voi ragazzi che siete qui oggi”, ha detto il vescovo, rivolgendosi alle centinaia di giovanissimi che affollano la basilica di Santa Maria delle Grazie di Milano. “Oggi siamo qui perché una vita è stata spezzata troppo presto. Da soli non si regge un dolore così, un peso così richiede di essere condiviso. Quando la morte irrompe con un volto duro e crudele e ti strappa ciò che è più caro, una figlia, allora ogni parola è insufficiente, anche la più alta. Ci viene da dire davanti a questo che non è giusto, non lo è per nessuno, per una città, per una comunità scolastica, per Chiara che nel silenzio senza ostentare faceva tutto bene, con il suo sorriso e la sua autoironia. Non è giusto”. Il monsignore si è rivolto ai fratelli di Chiara, Camilla, Elena e Luca, e ai genitori della 16enne, papà Andrea “un padre con la morte nel cuore, come mi ha confidato in questi giorni” e mamma Giovanna, invitandoli a essere “passatori di vita, la vita che avete passato a Chiara non è stata vana e continuerà a passare anche nel dolore”.

I funerali di Achille Barosi

Lacrime e applausi hanno accolto il feretro all’uscita della Basilica di Sant’Ambrogio, a Milano, dove si è tenuta la cerimonia funebre officiata dall’abate Carlo Faccendini. Migliaia le persone assiepate nel sagrato e nel piazzale antistante, accanto al carro funebre che attendeva l’arrivo del corteo. Nell’aria le note di ‘Perdutamente', una canzone di Achille Lauro, tra le preferite del 16enne. Dolore e commozione tra i parenti; il nonno di Achille ha voluto ringraziare i poliziotti che avevano formato un cordone a protezione del carro: “Grazie per tutto quello che fate per l’Italia”, ha detto.

Circa tremila le persone all'interno della Basilica, tra cui il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e la vicesindaca di Milano Anna Scavuzzo. E moltissimi i giovani.

"Achille era un ragazzo forte, capace e determinato, di una gentilezza rara". Così don Alberto Rivolta, vicario parrocchiale responsabile della pastorale Giovanile e dell’oratorio di Sant’Ambrogio, nell’omelia. "Amava Pasolini e i presepi, che faceva sempre a novembre - ha aggiunto Don Alberto -. Era un ragazzo capace di ascolto di sé e degli altri, di ascoltare anche i rimproveri: una dote rara, oggi, di cui forse tutti dovremmo fare tesoro”. E “nella sua classe -ha ricordato - aveva un ruolo di leader, sensibile per le cose vere della vita”.

“Achille ci insegna come si vive la vita - ha proseguito don Rivolta -, nell'ascolto e in profondità. Attraverso di lui stiamo rimparando a volerci bene. Ora è Dio che si prende cura di lui. Mi rivolgo a te, Achille: accompagnaci, continua a sorridere e a volerci bene. Chiedi per noi il dono della speranza e della consolazione”. Quindi ha concluso citando Giovanni Paolo II: 'È Gesu che cercate guardando e sognando la felicità - ha detto -. Solo Gesù può riempire il cuore di noi. Solo lui può rendere tutti felici'.

Nella sua orazione l’abate Carlo Faccendini ha detto di immaginare "quanto straziato sia il cuore dei familiari, dei parenti, degli amici, dei compagni di classe e dei docenti di Achille. Il cuore è straziato e la mente è confusa con tante domande: ‘Perché? Perché la morte? E perché così? Perché la morte nella primavera della vita?’".

"Sono domande grandi, scomode. Teniamole, non accontentiamoci di risposte esplicative. Vanno tenute e condivise nel cuore, anche nei prossimi giorni”. Questa liturgia, ha poi proseguito, “prova a tenere accesa una luce; quando tutto diventa buio, non è necessario che tutto torni improvvisamente luminoso. Basta una piccola luce, per provare a riprendere, a vivere, a camminare. Ecco, vorremmo che questa luce scendesse nel cuore di tutti noi che siamo qui, questo pomeriggio per Achille, per provare a riprendere a vivere, a camminare”. Faccendini ha infine ricordato Chiara Costanzo, anche lei vittima del rogo di Crans Montana, le cui esequie si svolgono in contemporanea con la cerimonia funebre di Achille: “Non lontano da qui, si tengono i funerali di Chiara - ha detto l’abate -. Ci sentiamo profondamente in comunione con lei e con quanti stanno pregando con lei. Ci sentiamo anche profondamente in comunione con tutti gli altri ragazzi per quali in questi giorni vengono celebrate le esequie. Sono morti insieme. È bello che insieme siano consegnati all'abbraccio del Signore. Il paradiso - ha concluso- sia per loro il luogo della festa, che si è interrotta violentemente. La festa vera, destinata a durare per sempre”.

Lutto cittadino per Giovanni a Bologna

Ed è lutto cittadino a Bologna nel giorno del funerale del 16enne Giovanni Tamburi, presso la Cattedrale di San Pietro. "L'evento come quello che ha coinvolto Giovanni e gli altri ragazzi a Crans credo che sia un monito a livello nazionale e internazionale in termini della sicurezza. I ragazzi hanno tutto il diritto di divertirsi, qualcuno ha provato anche a colpevolizzarli. Siamo noi adulti che ci dobbiamo occupare della loro sicurezza, chi gestisce i locali, chi fa i controlli e, quindi, ripeto, oggi è il giorno del dolore e anche, diciamo, i giusti sentimenti di giustizia partono un secondo dopo il rispetto del dolore delle famiglie, ma credo che chiaramente una tragedia come questa non può che stimolare tutti a prestare ancora più attenzione alla sicurezza di tutti, in tutti gli ambiti, anche in quelli che sono dedicati spesso allo svago e al divertimento e che possono diventare delle tragedie come accaduto in questo caso ", ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, fuori dalla Cattedrale prima delle esequie.

Intanto il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha proclamato il lutto cittadino per la giornata di oggi “per esprimere in modo condiviso il profondo dolore della comunità bolognese verso la tragica scomparsa di Giovanni e in ricordo di tutte le vittime della strage di Crans-Montana in Svizzera”, si legge in una nota del Comune.

“La giornata del 7 gennaio sia un giorno di lutto e di vicinanza ai familiari, ai compagni e alle compagne di Giovanni. Un momento di riflessione e impegno comune per non dimenticarci di questo tragico avvenimento”, le parole di Lepore affidate alla nota. Per l’intera giornata di mercoledì 7 gennaio, la bandiera comunale sarà esposta listata a lutto sugli edifici pubblici. Il “Sindaco invita inoltre”, si legge ancora, “cittadine, cittadini e le organizzazioni sociali, culturali e produttive della città a esprimere, nelle forme ritenute più opportune, il cordoglio dei bolognesi e la vicinanza dell’intera città ai familiari di Giovanni Tamburi” e “a rispettare un minuto di silenzio in concomitanza con la celebrazione delle esequie”.

Il Comune rinnova "il proprio cordoglio e la propria vicinanza alla famiglia e a tutte le persone colpite da questa perdita, condividendo e accogliendo il sentimento di tante e tanti cittadini che hanno manifestato il desiderio di rendere omaggio a Giovanni Tamburi e di stringersi attorno ai suoi familiari in questo momento di grande dolore".

I funerali di Giovanni

"Mi commuove e mi fa vedere quanto era amato mio figlio. Credo che lui ne è molto felice, perché ci guarda”. Ha commentato così l’affluenza di persone per il funerale del figlio, la madre di Giovanni Tamburi, Carla Masiello, fuori dalla Cattedrale di San Pietro a Bologna prima della celebrazione. "Sarebbe stato impossibile trovare una foto di Giovanni senza sorriso, perché sorrideva sempre", ha poi detto la madre del 16enne bolognese tra le vittime nell’incendio a Crans-Montana.

"Ho perso un pezzo di vita, ho perso un pezzo di me stessa. Devo andare avanti per gli altri figli - ha aggiunto -. Penso che il Signore abbia compiuto un miracolo perché non era sfigurato. Quindi, è proprio rimasto un angelo". "Adesso penso a piangere mio figlio poi io confido che giustizia sia fatta però non riesco ancora a pensare a questo – ha proseguito –. Fa paura il fatto che possano succedere cose simili in qualsiasi paese, ma soprattutto in un paese come la Svizzera, che è così rigido sulle regole".

Riguardo alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, Masiello ha spiegato che “è stata meravigliosa. Mi ha chiamato, si sentiva la partecipazione, mi ha promesso ‘tuo figlio te lo trovo’. Ringrazio anche l'onorevole Lucia Borgonzoni, che mi è stata vicina, il cardinale Zuppi, monsignor Ottani, che da Gerusalemme si è sempre tenuto in contatto, ha celebrato delle messe per Giovanni. E don Stefano Greco, che è il mio padre spirituale ed era il padre spirituale di Giovanni, che ha amato tantissimo Giovanni e l'ha visto crescere”. “Ho una fortissima fede che mi sostiene – ha concluso la madre di Giovanni - Se il Signore l'ha voluto, forse ha voluto preservarlo dai dolori della vita. Non diventerà mai vecchio, non si ammalerà mai e non avrà sofferenza. Il Signore prende a sé a quelli che ha più cari”.

Domani i funerali di Emanuele Galeppini

Domani mattina alle 11.30, si terranno nella parrocchia di Sant’Antonio a Boccadasse i funerali di Emanuele Galeppini. La famiglia, che inizialmente aveva chiesto di non divulgare né il luogo né l’orario delle esequie, ha poi deciso di renderlo noto, chiedendo però che la funzione si svolga senza la presenza dei giornalisti e che tutti i dispositivi elettronici rimangano fuori dalla chiesa.

Alla cerimonia saranno presenti le massime autorità cittadine, tra cui la sindaca di Genova, Silvia Salis, e il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci. La funzione sarà celebrata dall’arcivescovo di Genova, Marco Tasca.

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