Il delegato del Vaticano all'organizzazione dell'evento racconta l'Anno Santo nell'intervento scritto per la 35esima edizione dell''enciclopedia delle notizie' dell'Adnkronos
"Ogni venticinque anni con la scadenza naturale torna il Giubileo. Quello del 2025 verrà ricordato come il Giubileo che ha visto la morte di Papa Francesco e l'elezione del nuovo successore di Pietro, Papa Leone XIV. Quando il Papa aprì la Porta Santa nel Natale dello scorso anno nessuno pensava che l'uoo in carrozzina non avrebbe chiuso anche la stessa Porta. Non è stato così. Il Signore ha i suoi piani e le vie spesso sconosciute sono quelle che riservano significati profondi". Lo scrive mons. Dino Fisichella, Pro-Prefetto della Sezione per le questioni fondamentali dell'evangelizzazione nel mondo, nell'intervento per la 35esima edizione del 'Libro dei Fatti' dell'Adnkronos', dal titolo 'L'invito del Giubileo per una spiritualità profonda'.
Tra gli eventi, mons. Fisichella ricorda il Giubileo della comunicazione, quello degli adolescenti con la presenza di oltre 200mila ragazzi da tutto il mondo, quello dei Giovani, dove si è toccato con mano "l'entusiasmo di oltre un milione" di ragazzi. E ancora il Giubileo delle Bande e dello spettacolo Popolare, delle Famiglie, dei Bambini, dei Nonni e degli Anziani, delle Forze Armate, di Polizia e di Sicurezza, del Mondo del Volontariato, degli Ammalati e del mondo della Sanità, dei Movimenti, delle Associazioni e delle nuove Comunità, delle Confraternite, "una serie di eventi che ha segnato la vita della città di Roma. I romani hanno saputo rispondere con forza e pazienza a una sfida che per i numeri delle presenze e la durata di un intero anno ha pochi confronti".
"L'Anno Santo, comunque, si caratterizza anche per i segni più tangibili della santità. Due in modo particolare richiamano al valore simbolico: la canonizzazione di Carlo Acutis, un giovane adolescente figlio della cultura digitale, e quella di Piergiorgio Frassati il giovane amante delle montagne e dell'impegno diretto verso i più deboli. E' davvero il Giubileo della speranza che si fa strada nella vita delle persone mostrando quanto fattibile sia l'annuncio cristiano e quanto carico di credibilità possa portare con sé. E' il richiamo al valore della bellezza della nostra cultura e delle nostre tradizioni, insieme all'invito per una spiritualità profonda di cui si sente nostalgia. La spiritualità non è un'appendice, - conclude mons. Fisichella - piuttosto il rinvio profondo a esprimere al meglio l'umanità delle relazioni, dei sentimenti e affetti, la ricerca di Dio. Pellegrini di speranza rappresenta simbolicamente il valore del Giubileo 2025: un cammino nella speranza che sa cogliere le sfide e le tensioni nella vita dei credenti ma anche di ogni persona che ricerca il senso della propria vita".