Avrebbe soffocato la vittima con un sacchetto di plastica
Avrebbe soffocato la vittima con un sacchetto di plastica. E' quello che ipotizza la Procura della Repubblica del Tribunale di Bari a carico di un cittadino cinese di 42 anni che, ieri sera, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto dai carabinieri per l'omicidio di Michelangelo Scamarcia, l'uomo di 68 anni, scomparso dal 31 marzo scorso e ritrovato senza vita, sempre ieri mattina, nel negozio, gestito dal primo nel quartiere di Carbonara, alla periferia del capoluogo pugliese. Il cadavere era nascosto sotto un cumulo di imballaggi, costituti da diverse buste di plastica. Era in avanzato stato di decomposizione. La vittima risiedeva nello stesso rione.
Oltre che di omicidio Lin Wei è accusato anche di occultamento di cadavere e di utilizzo indebito di una carta di inclusione, intestata a Scamarcia, un documento abilitato all'acquisto di beni o alla prestazione di servizi. L'omicidio sarebbe avvenuto probabilmente poco dopo la scomparsa del 68enne che venne denunciata da alcuni familiari il 2 aprile. Il presunto responsabile dell'omicidio avrebbe impiegato la carta di pagamento di Scamarcia per effettuare tentativi di prelievo all'ufficio postale il 27 e il 28 aprile scorsi, tentativi non andati a buon fine per la digitazione errata del codice Pin.
Le indagini sono partite dal fatto che la vittima in passato aveva utilizzato la carta rilasciata ai beneficiari del reddito di inclusione, proprio nel suo negozio. Dalla richiesta di localizzazione è emerso che una delle utenze mobili di Scamarcia aveva agganciato il 31 marzo scorso alle 17.35 la cella di Bari-Carbonara-via Sant' Eligio che ricopre il territorio della centrale piazza Umberto nello stesso rione. Il commerciante è stato sentito dagli inquirenti il 13 e il 30 aprile come testimone per avere informazioni circa gli acquisiti effettuati nel negozio, con l'obiettivo di rintracciare la persona che si riteneva scomparsa. I familiari, dopo la denuncia, tramite i social e la trasmissione 'Chi l'ha visto', avevano lanciato degli appelli per il suo ritrovamento.
Negli ultimi giorni di aprile però il 42enne fermato si è tradito tentando di utilizzare la carta. I carabinieri si sono insospettiti per le sue dichiarazioni contradditorie e così ieri mattina si sono recati nel negozio e hanno effettuato una perquisizione durante la quale hanno avvertito un odore nauseabondo e un rivolo di liquido sospetto provenire da sotto una porta chiusa che separa il locale commerciale da un piccolo deposito. Qui è stato trovato il cadavere di Scamarcia sotto gli imballaggi. Il commerciante si è rifiutato di fornire le chiavi della porta di accesso rendendo necessaria la forzatura della stessa. Al sopralluogo hanno presenziato il sostituto procuratore Claudio Pinto, che conduce le indagini, i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria, il medico legale e i carabinieri della sezione investigazioni scientifiche.