Il 26 novembre l'udienza preliminare nei confronti di Benta Marong. E' stata aperta, intanto, un'inchiesta per maltrattamenti ai danni della 25enne ritrovata cadavere lo scorso febbraio nell'abitazione del compagno
Chiesto il processo per la pusher che fornì l’eroina risultata poi fatale per Camilla Sanvoisin, la 25enne trovata morta nel febbraio dello scorso anno in casa del compagno alla Giustiniana a Roma. Il tribunale, a quanto apprende l’Adnkronos, ha fissato l’udienza preliminare per il 26 novembre prossimo nei confronti di Benta Marong, gambiana, accusata di morte come conseguenza di altro reato oltre che di detenzione di droga.
Alla donna in particolare gli inquirenti erano arrivati grazie anche all’analisi dei cellulari trovati nella casa del compagno della ragazza, Giacomo Celluprica. Il 35enne, subito dopo i fatti, aveva riferito di aver assunto droga con Camilla e di essersi poi profondamente addormentato fino a quando, al risveglio, ha trovato la ragazza inerte accanto a lui e ha chiamato i soccorsi. Dall’autopsia non erano emersi segni di traumi esterni o violenza e gli esami avevano confermato la morte della giovane per arresto cardiaco.
Nel corso dell’indagine condotta dai pm capitolini, anche attraverso l’analisi dello smartphone e del diario personale della ragazza, trovati nella casa di Celluprica, sarebbero emersi elementi relativi al periodo precedente alla morte della ragazza, che hanno portato adesso a aprire una nuova indagine per maltrattamenti ai danni della 25enne. In casa del 35enne erano stati trovati anche diversi flaconi di metadone, ma per questi fatti lo scorso maggio il 35enne è stato assolto dall’accusa di detenzione ai fini di cessione di stupefacenti.