Omicidio Ramelli, 33enne aggredito a Milano: stava strappando manifesti su corteo commemorativo per militante del Fronte della Gioventù

Il ragazzo è stato pestato a calci a pugni da un gruppo di persone scese da un'auto. Romano La Russa: "Contrari a ogni forma di violenza"

Auto dei carabinieri - Fotogramma - Fotogramma
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29 aprile 2026 | 14.34
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Un ragazzo di 33 anni è stato aggredito ieri, poco prima della mezzanotte, a Milano, vicino a piazzale Gorini da dove nella serata di oggi, mercoledì 29 aprile, partirà il corteo commemorativo per Sergio Ramelli, mentre strappava manifesti dedicati al militante del Fronte della Gioventù ucciso da esponenti di Avanguardia operaia 51 anni fa.

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Il 33enne sarebbe stato avvicinato da un’auto, da cui è sceso un gruppo di persone, che lo ha colpito con calci e pugni. Ferito a un sopracciglio, è stato portato in codice verde alla Clinica Città Studi. Le indagini sull’aggressione sono affidate ai carabinieri della compagnia Monforte e del nucleo informativo.

Romano La Russa: "Contrari a ogni forma di violenza"

Se chi ha aggredito un 33enne che stava staccando manifesti per Sergio Ramelli in via Aselli a Milano "è uno di destra, ovviamente è da condannare tanto quanto fosse stato uno di sinistra", così l'assessore alla Sicurezza di Regione Lombardia, Romano La Russa, a margine della commemorazione istituzionale per il 51esimo anniversario della morte di Ramelli. "Siamo contrari a ogni forma di violenza politica da sempre. Se c’è una responsabilità di qualche elemento di destra, come diceva Almirante 'pena di morte per i terroristi di sinistra, doppia pena di morte per i terroristi di destra'". La Russa, rispondendo poi a chi gli chiedeva se se la sentisse di fare un appello a chi stasera sfilerà nel corteo a non fare i saluti romani ha detto "certo che lo faccio l'appello, lo faccio per tutti, non per chi sfilerà stasera. L'appello è di andare verso una conciliazione da parte di tutti, che non si superino certi steccati. È qualcosa che non ci inventiamo oggi, ma che già dagli anni 70 continuiamo a ripetere".

"Ci auguriamo - ha proseguito La Russa - che un domani il 25 aprile lo si possa festeggiare tutti insieme e che non sia più una festa di parte, una festa soltanto di un partito. Quando questo avverrà spariranno anche i saluti romani". 

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