Sanità, d'Amore (Cardarelli): "Il medico va difeso, serve raccontare anche le buone pratiche"

Il Dg all'Health Journalism Forum di Napoli, 'dall'ascolto dei cittadini sui social all'apertura dell'ospedale alla città, il racconto di una sanità che cambia'

Antonio d'Amore - (foto Adnkronos)
Antonio d'Amore - (foto Adnkronos)
Segui Adnkronos su Google
29 ottobre 2026 | 17.22
LETTURA: 2 minuti

"Molto spesso siamo tirati in ballo per cose negative. Si fanno programmi televisivi puntando l'indice e non c'è mai, o raramente, la controparte. Ecco, diamo anche alla controparte la possibilità di dire la sua. In questo momento, quindi, il discorso e la narrazione sono fondamentali, così come avere all'interno delle aziende strutture che si occupino di comunicazione. Oggi non è più come una volta, quando il medico veniva santificato prima in terra e poi in cielo. Oggi il medico molto spesso va difeso". Così Antonio d'Amore, direttore generale dell'Aorn Antonio Cardarelli di Napoli, sull'importanza della seconda edizione dell'Health Journalism Forum, che si tiene all'interno dell'ospedale napoletano, e sul rapporto tra sanità e informazione. "Il racconto della sanità nasce nella sanità, e forse già questo è un cambio di paradigma che prima non c'era. Ci rendiamo conto sempre di più che il racconto di una giusta sanità è un racconto che deve continuare, e in questo chiediamo anche il vostro aiuto", ha spiegato.

Quanto all'informazione ai cittadini, d’Amore ha sottolineato: "Su questo siamo molto attivi. Cerchiamo per esempio di intercettare spesso i social e di usarli per avere un rapporto diretto con i cittadini. Abbiamo una pagina in cui sono i cittadini a raccontare il Cardarelli e cerchiamo di essere accoglienti. Oggi potete camminare nei viali dell'ospedale e respirarne l'aria. E qui c'è gente che alle 6 di sera viene a correre o a passeggiare. Abbiamo aperto, e in parte restituito, alla città una struttura che molto spesso era chiusa", ha aggiunto.

"Oggi - ha concluso - raccontiamo un altro Cardarelli, che difende i propri operatori con una procedura riconosciuta come best practice. Raccontiamo concorsi a cui si presentano 200 medici e 400 anestesisti, raccontiamo operatori che vivono l'ospedale e si dedicano a ciò che i loro pazienti vogliono e chiedono".

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza