A Roma un convegno per approfondire 'il Risorgimento di Giovanni Gentile'

Tre giorni di riflessioni sul filosofo e l’identità nazionale

A Roma un convegno per approfondire 'il Risorgimento di Giovanni Gentile'
22 giugno 2026 | 11.25
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Tre giorni per approfondire un aspetto centrale ma ancora non sufficientemente indagato dell’opera di Giovanni Gentile: il ruolo svolto dal Risorgimento nella sua riflessione filosofica, storica, pedagogica e politica. E' il senso del convegno internazionale di studi “Il Risorgimento di Giovanni Gentile”, in calendario dal 24 al 26 giugno 2026 a Roma. L'iniziativa è promossa dall’Istituto per la storia del Risorgimento italiano con il patrocinio del Ministero della Cultura e dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, in collaborazione con la Giunta Storica Nazionale, l’Istituto Nazionale di Studi sul Rinascimento, l’Associazione Italiana di Storia del Pensiero Politico e l’Associazione degli Italianisti. Il convegno ha ottenuto anche il sostegno della Presidenza del Consiglio di Ministri – Struttura di missione per gli anniversari di interesse nazionale.

L’iniziativa intende approfondire un aspetto centrale ma ancora non sufficientemente indagato dell’opera di Giovanni Gentile: il ruolo svolto dal Risorgimento nella sua riflessione filosofica, storica, pedagogica e politica. Attraverso un ampio confronto tra studiosi provenienti da università e istituzioni di ricerca italiane e internazionali (quasi cinquanta), il convegno si propone di ricostruire il modo in cui Gentile interpretò il processo di unificazione nazionale e il suo significato nella formazione dell’identità italiana contemporanea.

Ad aprire il convegno gli interventi di Carlo Ossola, presidente dell'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani,di Francesco Perfetti, presidente della Giunta Storica Nazionale e di Alessandro Campi, direttore dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano. Le tre giornate di studio analizzeranno anzitutto il rapporto tra storia regionale e costruzione della nazione, con particolare attenzione alle radici culturali del Risorgimento e al contributo che Gentile attribuì alle diverse tradizioni territoriali nella formazione dello Stato unitario. Un secondo nucleo tematico sarà dedicato alla lettura gentiliana della Grande Guerra e ai complessi rapporti tra Risorgimento, nazionalismo e fascismo, tema che continua a suscitare un vivace dibattito storiografico.

Ampio spazio sarà inoltre riservato alla dimensione educativa e culturale del pensiero di Gentile. Saranno approfonditi il suo impegno nell’organizzazione degli studi storici, la promozione delle ricerche sul Risorgimento, la concezione della scuola come strumento di formazione civile e il ruolo svolto dalla celebre riforma scolastica nella costruzione di una coscienza nazionale condivisa.

Una parte significativa del convegno sarà dedicata alle interpretazioni che Gentile elaborò dei principali protagonisti della storia e della cultura italiana tra Settecento e Ottocento. Attraverso l’analisi delle sue letture di figure come Mazzini, Cavour, Garibaldi, Cattaneo, Cuoco, Gioberti, Rosmini, Manzoni, Leopardi e De Sanctis, emergerà la centralità attribuita dal filosofo al Risorgimento come momento culminante dello sviluppo spirituale e politico della nazione italiana. Le sessioni conclusive affronteranno infine la fortuna storiografica delle interpretazioni gentiliane, mettendole a confronto con quelle di altri protagonisti della cultura italiana del Novecento, da Benedetto Croce a Gaetano Salvemini, da Adolfo Omodeo ad Augusto Del Noce, fino alle letture critiche sviluppatesi nell’ambito della cultura antifascista e repubblicana.

Il convegno si svolgerà in tre sedi prestigiose della capitale: l’Istituto della Enciclopedia Italiana, l’Istituto storico italiano per il Medio Evo e il Ministero della Cultura. L’iniziativa - spiega Alessandro Campi – “rappresenta un’importante occasione di riflessione su una delle figure più influenti e controverse della cultura italiana contemporanea, offrendo nuovi strumenti per comprendere il rapporto tra filosofia, storia nazionale e costruzione dell’identità collettiva”.

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