Cinque anni di restauro per la Loggia di Raffaello ai Musei Vaticani

Avviato il grande progetto internazionale per la conservazione della Seconda Loggia: intervento sostenuto da World Monuments Fund e Stephen A. Schwarzman Foundation

(Il Palazzo Apostolico con i Musei Vaticani - Ufficio stampa)
(Il Palazzo Apostolico con i Musei Vaticani - Ufficio stampa)
24 giugno 2026 | 17.21
LETTURA: 5 minuti

Dureranno cinque anni i lavori di restauro dell’ala ovest della Seconda Loggia dei Musei Vaticani, la celebre Loggia di Raffaello, uno dei capolavori assoluti del Rinascimento. Il progetto è stato presentato oggi (mercoledì 24 giugno) nella Galleria Lapidaria e sarà realizzato grazie al sostegno del World Monuments Fund e della Stephen A. Schwarzman Foundation. Il cantiere di restauro sarà allestito al secondo piano del Palazzo Apostolico e affacciata sul cortile di San Damaso. Progettata dall’Urbinate e decorata tra il 1517 e il 1519 dai suoi allievi per papa Leone X de’ Medici (1513-1521), fu da subito considerata una delle più alte espressioni dell’arte rinascimentale applicata all’architettura e costituisce ancora oggi una delle testimonianze più raffinate del linguaggio figurativo del primo Cinquecento.

Lunga 65 metri e larga 4, è suddivisa in tredici campate, ciascuna decorata da quattro episodi biblici sulla volta. Le prime dodici campate presentano episodi dell’Antico Testamento, mentre l’ultima è dedicata al Nuovo. I capi decoratori furono Giulio Romano per le scene bibliche sulle volte e Giovanni da Udine per gli elementi botanici, parte delle grottesche (altre sono ascrivibili a Perin del Vaga) e gli stucchi all’antica.

"Da sempre percorsa da cardinali, alti prelati, e ambasciatori in visita al Papa - illustra la direttrice dei Musei Vaticani, Barbara Jatta - ammirata e copiata dai più grandi artisti italiani e stranieri e meta imprescindibile del Grand Tour, la Loggia è situata negli ambienti della Santa Sede e della Segreteria di Stato. L’intervento conservativo del capolavoro raffaellesco - grazie all’accordo con il WMF, reso possibile dal prezioso supporto della Stephen A. Schwarzman Foundation - segnerà un momento determinante nella storia del restauro così come nella storia dell’arte del Rinascimento italiano. Siamo grati al WMF e alla Stephen A. Schwarzman Foundation per il generoso sostegno di 5,5 milioni di dollari devoluto a questo progetto dei Musei Vaticani. Il progetto di restauro si avvale anche del supporto dei Patrons of the Arts in the Vatican Museums, da oltre 40 anni sostenitori dei Musei Vaticani".

"La Loggia di Raffaello è uno dei complessi artistici più importanti e più delicati al mondo. È un luogo in cui si può ammirare, in magnifici dettagli, tutta l’ambizione creativa del Rinascimento, il genio di Raffaello e della sua bottega - dichiara Bénédicte de Montlaur, presidente e Ceo del World Monuments Fund - Insieme al Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e alla Stephen A. Schwarzman Foundation, il WMF vuole condividere con il mondo questa straordinaria eredità attraverso un innovativo intervento di conservazione, una vasta attività di documentazione per il grande pubblico e un programma formativo sulla conservazione delle pitture murali rivolto a professionisti del patrimonio culturale provenienti da tutto il mondo. Per questo progetto saranno destinati 5,5 milioni di dollari al restauro dell’ala ovest della Seconda Loggia, la cosiddetta Loggia di Raffaello. Mentre l’intera iniziativa del WMF, 'Legacy of Raphael: The Vatican and Beyond', che comprende il restauro, attività di formazione, documentazione digitale, divulgazione e ulteriori progetti in corso in Vaticano, è resa possibile grazie a una generosa donazione di 14,275 milioni di dollari della Stephen A. Schwarzman Foundation".

Aggiunge Stephen Schwarzman, presidente della Stephen A. Schwarzman Foundation: "L’eredità più duratura di questo progetto non sarà costituita soltanto dai capolavori restaurati, ma anche dai restauratori che verranno formati lungo il percorso. La Loggia di Raffaello appartiene all'intera umanità e, investendo nelle persone che apprenderanno presso il Vaticano e la Villa Imperiale di Pesaro le metodologie scientifiche di conservazione, contribuiamo a tutelare non solo quest'opera, ma anche innumerevoli altri tesori artistici nel mondo per le generazioni future. La formazione di queste competenze rappresenta uno degli investimenti più duraturi che possiamo compiere per il nostro patrimonio culturale comune".

Nel 1813-1814 le arcate del lato est della Loggia furono chiuse da vetrate, con un lavoro supervisionato da Antonio Canova. La chiusura, modificando il microclima della Loggia, ha impedito nel corso degli anni il ricambio d’aria e provocato la stagnazione dell’umidità proveniente dal piano superiore. La pluralità e particolarità delle tecniche pittoriche esecutive impiegate (delicate stesure a secco su stucco romano per le grottesche, finiture a tempera o a calce applicate su basi ad affresco per i festoni e i fondi in azzurrite), unitamente al microclima tipico di un ambiente esposto per secoli all’azione diretta degli agenti atmosferici, hanno determinato uno stato di conservazione estremamente precario. Dopo circa mezzo secolo dall’ultimo parziale restauro è stato intrapreso, sulla VI campata della Loggia, un cantiere “pilota” di studio. Suddiviso in due fasi, da gennaio 2019 a settembre 2020 e da gennaio 2023 a dicembre 2024, esso ha consentito di mettere a punto un’idonea metodologia di intervento.

«L’osservazione della superficie - spiega Paolo Violini, capo restauratore del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei dei Musei Vaticani - ha evidenziato la necessità di adottare una metodologia di pulitura “a secco”, in modo da preservare le delicate stesure originali e i loro labili resti, oltremodo sensibili all’azione di procedure per via chimica. A questa esigenza ha risposto egregiamente la tecnologia laser. Dopo una serie di test con varie tipologie e con diverse modalità, si è scelto un modello “a fibra attiva”, molto versatile nella gestione del livello di pulitura, consentendo un controllo accurato e dettagliato".

Utilizzando questa metodologia, un’équipe di oltre venti restauratori dei Musei Vaticani - grazie all’accordo con il World Monuments Fund, reso possibile dal prezioso supporto della Stephen A. Schwarzman Foundation - interverrà sulla delicata e mirabile superficie decorata (circa 1.300 metri quadri) della Loggia raffaellesca: un lavoro corale in stretta sinergia con la Direzione dei Musei Vaticani, il Reparto per l’Arte dei secoli XV-XVI, il Gabinetto di Ricerche Scientifiche e l’Ufficio del Conservatore dei Musei Vaticani.

A completamento del restauro è prevista - grazie al prezioso supporto dei Patrons of the Arts in the Vatican Museums - la realizzazione di un nuovo impianto di illuminazione, e l’installazione di nuove vetrate che garantiranno un’adeguata conservazione degli spazi, filtrando i raggi ultravioletti e assicurando l’abbattimento del calore in ingresso, garantendo al contempo un’ottima qualità sotto il profilo ottico ed estetico. (di Paolo Martini)

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza