L'Ecce Homo di Antonello da Messina a L'Aquila per anno Capitale cultura, l'annuncio di Giuli

Originariamente destinato a essere offerto in un'asta di Sotheby's a New York, il Ministero della Cultura lo ha acquistato qualche giorno fa per 14,9 milioni di dollari

'Ecce Homo' di Antonello da Messina
'Ecce Homo' di Antonello da Messina
20 febbraio 2026 | 17.50
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L'’Ecce homo' di Antonello da Messina acquistato nei giorni scorsi dal ministero della Cultura arriverà a L'Aquila, città Capitale della cultura per il 2026. Lo ha annunciato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, durante il panel 'La cultura come motore di sviluppo: valorizzazione del patrimonio e crescita economica', al 'Forum in Masseria', in corso a Saturnia.

"L'Ecce Homo avrà L'Aquila come residenza e tutta l'Italia come domicilio. Quale può essere la residenza di Antonello da Messina nell'anno in cui L'Aquila è capitale della Cultura? Dopodiché volete che appaia a Messina, a Roma, a Firenze, in tutti i più importanti musei? Volete che non vada dove non ve lo aspettate e dove le persone hanno bisogno di vedere bellezza e storia? Ma L'Aquila è città capitale della Cultura". E quando arriva a L'Aquila? " Lo vado a prendere tra una quarantina di giorni. La residenza è a L'Aquila, al Forte Spagnolo, poi i domicili saranno tanti".

L'acquisto

Il prezioso pannello bifacciale era originariamente destinato a essere offerto nell'asta Master Paintings di Sotheby's a New York ma è stato ritirato poco prima della vendita in seguito al forte interesse manifestato dal Ministero della Cultura italiano, che ha acquisito l'opera - al di fuori del'asta - per 14,9 milioni di dollari (stimato 10-15 milioni di dollari), pari a circa 12,6 milioni di euro.

Cosa rappresenta il dipinto

Databile all'inizio degli anni Sessanta del Quattrocento, la tavola misura appena 19,5 per 14,3 centimetri ed è stata oggetto di una lunga e solida fortuna critica. Fu Federico Zeri a renderla nota al pubblico nel 1981, e proprio alla sua ricostruzione si deve l'interpretazione del forte consumo dell’immagine di San Girolamo, sul verso, come esito di una devozione privata intensa: l'opera sarebbe stata trasportata in una bisaccia di cuoio e ripetutamente baciata e sfregata. Una lettura condivisa anche da Fiorella Sricchia Santoro, tra le massime studiose di Antonello. Negli ultimi decenni il dipinto è stato esposto in importanti rassegne internazionali, dalle Scuderie del Quirinale al Metropolitan Museum di New York, fino alla grande mostra del 2019 a Palazzo Reale di Milano. Non si tratta dunque di una riscoperta recente, ma di un'opera cardine nella produzione dell'artista che contribuì a trasformare l'iconografia bizantina dell'"uomo dei dolori" in una rappresentazione moderna e umanissima del Cristo sofferente, oltre a diffondere in Italia la tecnica a olio di origine fiamminga.

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