"Un elemento di concordia tra istituzioni e gioia per la comunità locale"
La celebre statua bronzea della Minerva, simbolo identitario di Arezzo, è tornata nella città toscana. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha inaugurato oggi al Museo Archeologico Nazionale 'Gaio Cilnio Mecenate' di Arezzo, la mostra "La Minerva di Arezzo. Una storia di comunità ritrovata", aperta al pubblico dal 15 febbraio al 6 settembre 2026, che presenta la storia dell'antica statua giunta in prestito dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze.
"È una giornata di grande gioia perché abbiamo mantenuto una promessa fatta alla comunità di Arezzo, alla sua Giunta comunale e alla sua popolazione: far tornare la Dea Minerva nella sua sede di origine. È un momento di gioia perché tutte le istituzioni hanno collaborato fattivamente: gli enti locali, il museo di Firenze sotto la giurisdizione del Ministero della Cultura, facendo in modo che Arezzo potesse riappropriarsi di quello che rappresenta la divinità Minerva, cioè l'ingegno, l'intuito, l'intelletto, l'operosità di questa meravigliosa città - ha detto Giuli - Questa giornata rappresenta solo l'inizio di un percorso comune in cui le straordinarie opere di arte antica ritornano nella loro sede d'origine, riunendo le energie, le consapevolezze e le aspettative della comunità. L'idea fondamentalmente è trasformare la rivalutazione di una straordinaria opera d'arte in un elemento di concordia tra istituzioni diverse. Il Piano Olivetti segue questa filosofia e lavora affinché i semi di comunità, che sono le nostre opere e il nostro patrimonio culturale, possano germogliare e fiorire ancora", ha dichiarato il ministro della Cultura.
Il ritorno nella città di provenienza della statua bronzea della Minerva apre ufficialmente un più ampio percorso di valorizzazione e partecipazione culturale promosso dal Ministero della Cultura, che trova nella mostra di Arezzo il primo appuntamento del progetto nazionale "Semi di comunità - Piano Olivetti per la cultura". La mostra e il progetto si caratterizzano per un vasto e articolato programma di iniziative, che affianca l'esposizione con eventi, incontri, laboratori, seminari e processi culturali partecipati rivolti alle scuole, ai cittadini, alle associazioni del territorio e ai professionisti del settore. L'obiettivo è rafforzare il legame tra patrimonio, territorio e comunità, restituendo alla Minerva il suo ruolo di catalizzatore di identità, locale e italiana.
Cuore della mostra è l'esposizione della Minerva di Arezzo, uno dei grandi bronzi dell'antichità, ritrovata nel sottosuolo di Arezzo nel 1541, durante lo scavo di un pozzo presso San Lorenzo. La statua fu subito donata al duca Cosimo I de' Medici, che la mise nel suo studio privato a Firenze. E da allora rimase nella città, come parte delle collezioni archeologiche granducali, che dal 1871 sono confluite nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze per essere offerte alla fruizione di tutti gli italiani.
Nella nuova esposizione al Museo di Arezzo, la Minerva è collocata in uno degli ambienti più suggestivi della sezione romana, dove viene raccontata attraverso una narrazione aggiornata e immersiva che ne ripercorre la scoperta, la fortuna collezionistica fiorentina e la complessa storia conservativa. La scultura (h. 150,5 cm; spessore medio del bronzo 4,5 mm) raffigura una dea Atena/Minerva con chitone, himation, egida con testa di Medusa ed elmo corinzio. Gli studi più recenti la riconducono a un originale ellenistico, databile ai primi decenni del III secolo a.C. (300–270 a.C. circa), forse prodotto in ambito italico o magnogreco.
Il percorso espositivo consente di approfondire il contesto archeologico del ritrovamento, identificato nei resti della domus di San Lorenzo, una vasta e lussuosa residenza romana costruita tra la fine del I secolo a.C. e l’inizio del I secolo d.C., probabilmente appartenuta a un aristocratico aretino. Un nuovo allestimento valorizza i resti della domus – mosaici, pavimenti in opus sectile, decorazioni parietali, bronzetti, arredi e rilievi – permettendo di comprendere il significato della presenza della statua come elemento di prestigio e luxuria privata. La mostra amplia infine lo sguardo sulla Arezzo romana (Arretium), inserendo la domus in un contesto urbano caratterizzato da importanti infrastrutture ed edifici pubblici, come l’asse viario nord-sud, il complesso teatro-terme e un’area forense suggerita dal rinvenimento degli 'elogia Arretina'.
Insieme con il ministro Giuli, alla cerimonia eran presenti il sindaco di Arezzo, Alessandro Ghinelli; il capo dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio culturale, Alfonsina Russo; il direttore generale Piano Olivetti per la cultura, Stefano Lanna; la direttrice regionale Musei nazionali della Toscana, Carlotta Paola Brovadan; il direttore del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, Daniele Federico Maras.
Con Semi di comunità, il MiC consolida un impegno strategico, assunto dal ministro Alessandro Giuli, volto a rafforzare il valore del patrimonio nazionale, promuovendo modelli innovativi di partecipazione, co-creazione e valorizzazione sostenibile e riaffermando, attraverso il Piano Olivetti, il ruolo della cultura come motore di sviluppo e coesione dei territori. Questo dialogo tra istituti del MiC, fondato sulla circolazione consapevole delle opere, sulla condivisione di competenze scientifiche e su una visione comune della valorizzazione, conferma il ruolo dei musei nazionali come presidi attivi e nodi di una rete territoriale, capaci di rafforzare il legame tra i luoghi di conservazione e i contesti in cui le opere sono inserite.
In questo quadro, la mostra di Arezzo dedicata alla Minerva non si limita al prestito della celebre scultura, ma si accompagna a interventi di rinnovamento strutturale e museografico di alcune sale del Museo Archeologico Nazionale 'Gaio Cilnio Mecenate', finalizzati a migliorare la qualità degli spazi, l'accessibilità e l’esperienza di visita. L'esposizione diventa così occasione per un investimento duraturo sul museo e sul territorio, coerente con le linee strategiche del Ministero della Cultura in materia di valorizzazione integrata e sostenibile.