Con 181 voti il romanzo pubblicato da Feltrinelli conquista la 74/a edizione del prestigioso riconoscimento assegnato dai librai italiani
È “La volta giusta” di Lorenza Gentile, pubblicato da Feltrinelli, il romanzo vincitore della 74esima edizione del Premio Bancarella, uno dei riconoscimenti letterari più prestigiosi e longevi del panorama editoriale italiano. L’annuncio è arrivato nella serata conclusiva della manifestazione, nella suggestiva cornice di piazza della Repubblica a Pontremoli, in provincia di Massa Carrara, dove i librai e i bancarellai italiani hanno decretato il successo dell’opera con 181 voti.
Un trionfo che celebra una storia di cambiamento, coraggio e ricerca di sé. Al centro del romanzo c’è Lucilla, una donna che sceglie di interrompere il percorso della propria vita fino a quel momento conosciuto per trasferirsi in un piccolo borgo delle Alpi Marittime. Una decisione radicale che la porterà a confrontarsi con un mondo nuovo, fatto di tradizioni locali, dialetti da comprendere, difficoltà burocratiche e rapporti umani non sempre semplici. Attraverso il viaggio della protagonista, Lorenza Gentile racconta il desiderio universale di ricominciare, la possibilità di concedersi una seconda occasione e la ricerca di un’autenticità spesso smarrita nella frenesia della quotidianità. Un romanzo che ha conquistato i lettori e i librai grazie alla capacità di intrecciare introspezione e leggerezza, raccontando il bisogno profondamente umano di trovare un luogo – fisico ed emotivo – in cui sentirsi finalmente a casa. La vittoria è stata ufficializzata dalla dottoressa Sara Rivieri, notaio del Premio, che ha consegnato simbolicamente a Lorenza Gentile il “San Giovanni di Dio”, la scultura realizzata da Umberto Piombino e divenuta negli anni il simbolo del riconoscimento assegnato dai librai italiani.
Alle spalle della vincitrice si è classificata Felicia Kingsley con “Scandalo a Hollywood” (Newton Compton Editori), che ha ottenuto 150 voti, confermando il forte apprezzamento del pubblico per il suo stile brillante e coinvolgente. Il terzo posto è andato a Gianlivio Fasciano con “Mi chiamo Ruggine” (Castelvecchi Editore), premiato con 125 preferenze. A completare la classifica dei finalisti sono stati “L’Anna che verrà” di Annalisa Menin (Giunti Editore), con 119 voti; “Io che ti ho voluto così bene” di Roberta Recchia (Rizzoli), con 114 voti; e “Io sono perfetto” di Paolo Ruffini (La nave di Teseo), che ha raccolto 109 voti.
A scegliere il vincitore sono stati 200 librai e bancarellai, secondo una tradizione che rende il Premio Bancarella un appuntamento unico nel panorama culturale italiano. Nato nel 1952 in Lunigiana, il riconoscimento è infatti l’unico premio letterario nazionale assegnato direttamente da chi i libri li vende e li consiglia ogni giorno ai lettori. Proprio questo legame diretto con il pubblico rappresenta da sempre il valore distintivo della manifestazione, capace di premiare non soltanto la qualità letteraria, ma anche il rapporto speciale tra un libro e i suoi lettori.
La cerimonia finale ha trasformato piazza della Repubblica a Pontremoli in un grande palcoscenico dedicato alla cultura, alla narrativa e allo spettacolo. La serata è stata condotta dall’attrice e presentatrice televisiva Chiara Buratti, che ha accompagnato autori, ospiti e pubblico con eleganza ed energia, creando un clima di partecipazione e condivisione. A impreziosire l’evento è stata la presenza del musicista Omar Pedrini, protagonista di momenti musicali ispirati alle atmosfere dei romanzi finalisti. Le sue esibizioni hanno creato un suggestivo dialogo tra musica e letteratura, contribuendo a rendere la serata un’esperienza artistica completa.
Tra gli ospiti della manifestazione anche Aurora Tamigio, presidente del Premio Bancarella, e Franco Faggiani, ospite d’onore. Particolarmente apprezzata anche l’iniziativa realizzata in collaborazione con l’Università di Pisa, che ha coinvolto gli studenti nella lettura e nella recensione dei libri finalisti, offrendo uno sguardo giovane e critico sulle opere in gara. Durante la serata il Maestro Nebuloni ha inoltre donato alla Fondazione Città del Libro un’opera dedicata alla tradizione della gerla del libraio.
Nel corso della cerimonia sono state assegnate anche le tradizionali Gerle d’Oro, consegnate da Roberto Lazzarelli, Mario Bertoni e Giuseppe Benelli della Fondazione Città del Libro. I riconoscimenti sono andati a Elisa Lippi della Libreria Florida di Firenze, a Lorenzo Sola Rinfreschi, nipote di Antonio Sola detto Toni, figlio di uno dei fondatori del Premio Bancarella, e a Marco Tarò, amministratore del Gruppo Gems.
“Una settantaquattresima edizione del Premio Bancarella conclusa con una serata speciale ed emozionante – ha dichiarato Ignazio Landi, presidente della Fondazione Città del Libro – con autori, giovani critici, ospiti d’onore e un grande musicista come Omar Pedrini. Archiviato il Premio Bancarella con grande soddisfazione, siamo già proiettati verso il Bancarella Sport del 12 settembre”. Sulla stessa linea il commento di Matteo Campaner, amministratore delegato di Vittoria Assicurazioni, che ha sottolineato il valore della manifestazione come strumento di crescita culturale e di coesione sociale: “Ogni edizione del Premio Bancarella celebra il valore unico delle storie e il legame speciale che si crea tra chi le scrive e chi le legge. Sostenere questa iniziativa significa contribuire a mantenere vivo un patrimonio culturale che da oltre settant’anni arricchisce le comunità”.
Con questa vittoria Lorenza Gentile entra nell’albo d’oro del Premio Bancarella, raccogliendo il testimone da Milena Palminteri, vincitrice dell’edizione 2025 con “Come l’arancio amaro” (Bompiani). Un albo d’oro prestigioso, che nel corso degli anni ha accolto nomi fondamentali della letteratura mondiale, da Ernest Hemingway, primo vincitore nel 1953 con “Il vecchio e il mare”, fino a Boris Pasternak, Isaac Bashevis Singer, Umberto Eco e Andrea Camilleri. (di Paolo Martini)