Laocoonte, all'asta a Londra raro bronzo neoclassico

Dalla scoperta nel 1506 a Roma, ammirato da Michelangelo e divenuto uno dei simboli assoluti dell’arte antica, il gruppo scultoreo rivive nella versione in bronzo di Auguste-Jean Marie Carbonneaux

Laocoonte, all'asta a Londra raro bronzo neoclassico
19 giugno 2026 | 13.28
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Il gruppo del Laocoonte, tra le più celebri sculture dell’antichità scoperta a Roma nel 1506 nei pressi della Domus Aurea, torna al centro dell’attenzione internazionale grazie alla messa in vendita del rarissimo bronzo neoclassico “Hamilton Laocoön”, opera di Auguste-Jean Marie Carbonneaux, che sarà battuto da Sotheby’s a Londra il prossimo 1 luglio. La stima è fissata tra 2 e 3 milioni di sterline (circa 2,3 – 3,6 milioni di euro).

Il capolavoro originale, identificato già nel XVI secolo come una delle massime espressioni della scultura antica e descritto da Plinio il Vecchio come opera “degna della massima ammirazione”, ebbe un impatto immediato sugli artisti del Rinascimento. Tra questi, Michelangelo, presente al momento del ritrovamento insieme a Giuliano da Sangallo, lo definì un “singular miracle of art”, riconoscendone l’eccezionale forza espressiva. La scena mitologica raffigurata – tratta dall’Eneide di Virgilio – mostra il sacerdote troiano Laocoonte e i suoi figli stritolati da serpenti marini inviati dagli dèi, in una rappresentazione del dolore fisico e della tensione drammatica considerata tra le più potenti dell’arte antica.

Nel corso dei secoli il gruppo marmoreo è stato ampiamente replicato e studiato. In particolare tra fine Settecento e inizio Ottocento, in seguito alla permanenza a Parigi durante le campagne napoleoniche, si svilupparono riproduzioni monumentali in bronzo. In questo contesto si inserisce il lavoro di Auguste-Jean Marie Carbonneaux (1789-1843), autore del cosiddetto Hamilton Laocoön, uno dei pochissimi bronzi a grandezza naturale del soggetto. L’opera, realizzata con tecniche di fusione innovative per l’epoca, è considerata una delle più alte espressioni del neoclassicismo scultoreo. Commissionato all’inizio del XIX secolo e passato attraverso alcune delle più importanti collezioni aristocratiche britanniche, tra cui quelle di William Beckford e del Duca di Hamilton, il bronzo è rimasto fuori dal mercato per quasi 150 anni. (di Paolo Martini)

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