'Metafisica del set', gli scatti di Giovanni Piperno in mostra a Roma in un luogo che non ti aspetti

Una Galleria che esce fuori dalla Galleria perchè le opere possano 'abitare' spazi diversi, temporanei e diffusi: questa la filosofia di Noema Gallery che espone gli scatti 'cinematografici' del regista romano in uno studio notarile

'Metafisica del set', gli scatti di Giovanni Piperno in mostra a Roma in un luogo che non ti aspetti
05 maggio 2026 | 17.28
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Una Galleria che esce fuori dalla Galleria perchè le opere possano 'abitare' spazi alternativi, diversi, temporanei e diffusi. E' questa la filosofia di Noema Gallery, convinta che la Galleria intesa in forma tradizionale, come spazio espositivo permanente, sia ormai obsoleta, in una società abituata ad essere 'online' per molte cose, in cui le frequentazioni 'in presenza' si limitano agli eventi inaugurali, per poi lasciare uno spazio vuoto (nel senso di non frequentato), un luogo affascinante esteticamente ma molto oneroso per chi lo gestisce. Da qui l'idea di esporre opere in forma diffusa e temporanea in spazi normalmente deputati ad altre attività. Come nel caso di 'Metafisica del set', una particolarissima raccolta a posteriori di immagini fotografiche analogiche in bianco e nero, realizzate tra gli anni ’80 e ’90 dal regista Giovanni Piperno, all'epoca aiuto operatore sui set di film destinati poi a diventare iconici, allestita in un prestigioso studio notarile nel quartiere Trieste della Capitale.

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Tanti gli scatti in mostra - presso lo studio notarile Giorgio Coco di via Postumia 3, con inaugurazione venerdì 8 maggio alle 17 - ciascuno capace di 'rubare' un momento, uno sguardo, un'atmosfera sul set di grandi film: in una breve pausa delle riprese, una comparsa alla quale hanno tagliato la testa fuma una sigaretta; la copia meccanica del cavallo del Barone di Munchausen rimane imbizzarrita, in un accampamento di soldati nemici abbandonato; un ex divo di Hollywood si guarda sconsolato allo specchio, intrappolato dalla pellicola, nel bagno di un attico a Roma nord.

“Queste foto - spiega Giovanni Piperno - raccontano i set che ho frequentato da aiuto operatore e fotografo, tra il 1987 e il 1997. Mi piaceva soprattutto catturare quei momenti di sospensione che talvolta interrompevano il frenetico lavoro della troupe: quando ciò che avevo davanti ai miei occhi si cristallizzava in una scena diversa da quella del film che stavamo girando. In quei momenti d’attesa, l’arrivo della luce giusta, delle decisioni del regista, degli effetti speciali, degli attori all’ultima rifinitura di trucco, l’accostamento di persone e cose, spesso incongrue, apriva varchi ad una realtà altra”. Senza una vera consapevolezza in quel momento, l’autore coglieva l’atmosfera enigmatica e sospesa che caratterizza la pittura metafisica: quando il tempo sembra arrestarsi e il reale si offre come un enigma da decifrare. "Riguardando queste immagini oggi - prosegue Piperno - ho l’impressione che molti degli attori e dei membri della troupe che ho fotografato sembrino domandarsi: Ma che ci sto a fare io qui? Una domanda che può andare naturalmente oltre il coinvolgimento nel lavoro delle riprese di un film e che tinge di un’atmosfera malinconica gran parte delle fotografie che ho scattato in quel periodo della mia vita". Dopo l'opening dell'8 maggio, la mostra prosegue dal 9 maggio al 30 giugno in forma privata nello studio su appuntamento contattando il 335 5200775.

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