Salone Libro, sabato presentazione di "Difesa è libertà" di Massimo Panizzi

Salone Libro, sabato presentazione di
14 maggio 2026 | 22.56
LETTURA: 2 minuti

In un tempo segnato da guerre ibride, instabilità geopolitiche e crisi della democrazia occidentale, il generale di Corpo d’Armata (ris.) Massimo Panizzi firma con “Difesa è libertà. Il coraggio di proteggere la nostra indipendenza” un saggio che si propone come riflessione civile e culturale prima ancora che militare. Il volume, pubblicato da Historica-Giubilei Regnani con prefazione di Maurizio Caprara, sarà presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino sabato 16 maggio, alle ore 11.30, presso il Padiglione 2 – Sala Rosa. Panizzi, ufficiale degli Alpini con una lunga esperienza operativa in Bosnia, Kosovo, Iraq e Afghanistan, affronta il tema della Difesa sottraendolo alle tradizionali semplificazioni ideologiche. Il nucleo del libro è chiaro fin dalle prime pagine: “la libertà non si conserva da sola” e la Difesa non coincide con il semplice uso della forza, ma con la capacità di una società di custodire istituzioni, verità, memoria e dignità umana.

CTA

Il saggio si sviluppa come una riflessione sul disorientamento contemporaneo. Dal “tempo del torpore” alla “società algoritmica”, fino alla “guerra cognitiva”, Panizzi descrive un’epoca in cui il conflitto attraversa prima le coscienze e poi i territori. La sua analisi insiste sul ruolo dell’informazione, della manipolazione percettiva e della perdita del pensiero critico come nuove fragilità delle democrazie occidentali. Uno degli aspetti più interessanti del volume è la ridefinizione della Cultura della Difesa. Per l’autore, difendere significa anzitutto custodire: non solo confini e infrastrutture, ma anche il legame civile che tiene insieme una comunità. La Difesa viene così letta come responsabilità condivisa, educazione al giudizio e capacità di resistere alla superficialità e alla manipolazione. Il tono del libro è volutamente controcorrente. Panizzi richiama categorie oggi spesso marginalizzate nel dibattito pubblico – dovere, disciplina, servizio, responsabilità – senza indulgere nella retorica militarista. Anzi, una parte significativa del testo è dedicata proprio alla distinzione tra “cultura della Difesa” e “cultura della guerra”, con l’idea che una democrazia matura debba saper proteggere sé stessa senza rinunciare ai propri principi morali. Nella prefazione, Maurizio Caprara definisce Difesa è libertà “un testo politico nel senso sano del termine”, sottolineando come il libro inviti a recuperare il nesso tra cittadinanza e responsabilità collettiva. Il valore dell’opera sta anche qui: nel tentativo di riportare il tema della sicurezza fuori dai linguaggi specialistici e dentro una più ampia riflessione sulla crisi culturale dell’Occidente.

Lo stile è limpido, spesso meditativo, costruito sull’intreccio fra esperienza operativa e riflessione antropologica. Alcuni passaggi dedicati alla leadership, al ruolo educativo della scuola e alla difesa della verità mostrano la volontà dell’autore di parlare non soltanto agli addetti ai lavori, ma a un pubblico più ampio, interessato a comprendere come stiano cambiando i concetti di sicurezza e libertà nel XXI secolo. “Difesa è libertà” si presenta dunque come un saggio destinato ad alimentare il dibattito pubblico in una fase storica in cui il rapporto tra sicurezza, democrazia e informazione è tornato centrale. Un libro che invita a riflettere sul fatto che la Difesa, prima ancora che apparato, è una forma di coscienza civile.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza