Agenda 2030, Regioni e Province autonome snodo decisivo  

Al via a Monza il primo confronto promosso da Asvis e Axa Italia sui territori

Agenda 2030, Regioni e Province autonome snodo decisivo  
12 febbraio 2026 | 15.31
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Regioni e Province Autonome sono lo snodo decisivo per l’attuazione dell’Agenda 2030. Da questa convinzione prende avvio il ciclo di incontri, promosso dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (Asvis) e Axa Italia, volto a rafforzare la capacità dei territori di definire e attuare politiche di sviluppo sostenibile. Il primo appuntamento si è svolto oggi a Monza, alla Villa Reale, con un confronto sulle Regioni del Nord Italia che, a partire dai dati del Rapporto Territori Asvis 'Obiettivi globali, soluzioni locali', pubblicato a dicembre 2025, ha messo al centro il ruolo degli enti locali, delle città, delle aree interne e dei territori montani nelle transizioni ambientali, sociali ed economiche.

Nel complesso, tutte le Regioni del Nord, tranne una, registrano un numero di Obiettivi quantitativi raggiungibili entro il 2030 che oscilla tra un minimo di 9 ad un massimo di 13 su 29 totali. I territori con una situazione meno critica sono la Provincia autonoma di Trento (con 13 Obiettivi raggiungibili, pari al 48% del totale) e le Regioni Valle d’Aosta e Liguria (con 12 obiettivi su 29 raggiungibili, pari al 41%). Di contro, le Regioni con situazioni più critiche sono la Lombardia e l’Emilia-Romagna che mostrano, complessivamente, 17 e 18 obiettivi con progressi insufficienti o in allontanamento.

“Il Rapporto Asvis 2025 sui territori mostra un quadro con progressi e potenzialità importanti ma anche tanti ritardi e la necessità di un cambio di passo nell’azione pubblica - ha dichiarato Giulio Lo Iacono, segretario generale dell’Asvis - E’ necessario inserire gli Obiettivi di sviluppo sostenibile al centro delle politiche territoriali, rafforzando strumenti e competenze per il disegno e l’attuazione di politiche integrate e coerenti, condizione indispensabile per migliorare la sostenibilità economica, ambientale e sociale promossa dall’Agenda 2030 e dalle politiche europee”.

Il Rapporto evidenzia inoltre che, rispetto all’andamento complessivo per i Goal dell’Agenda, tutte le Regioni del Nord mostrano segnali complessivamente incoraggianti in istruzione, parità di genere, consumo e produzione responsabili con un andamento positivo rispetto al 2010. Permangono invece criticità sul piano ambientale: tutte le Regioni del Nord mostrano una valutazione negativa sul consumo di suolo. Risultati incoraggianti si registrano per la riduzione della dispersione scolastica, ma molte Regioni presentano profili di eccellenza accompagnati da criticità strutturali. L’Emilia-Romagna e la Lombardia, ad esempio, si distinguono per risultati positivi in istruzione ed economia circolare, ma mostrano difficoltà persistenti in altri ambiti, come sconfiggere la povertà e la tutela della vita sulla terra.

"Come Axa Italia, siamo orgogliosi di supportare Asvis in un percorso nazionale per promuovere dati solidi e analisi territoriali che possano essere di ispirazione per l’attuazione di politiche efficaci orientate alla coesione e allo sviluppo - ha aggiunto Giorgia Freddi, responsabile Comunicazione Esterna, Sostenibilità e Relazioni Istituzionali di Axa Italia - Crediamo in una visione costruttiva della sostenibilità, basata su fatti e fiducia, per affrontare sfide cruciali come il cambiamento climatico, l'invecchiamento demografico e le disuguaglianze sociali. E ancora una volta confermiamo il nostro impegno: lavorare accanto alle istituzioni e sostenere la diffusione di quelle buone pratiche che possano contribuire alla resilienza del Paese e a un progresso sostenibile uniforme”.

In quest’occasione, l’Asvis ha presentato anche una 'Raccolta di Buone pratiche', oltre 200 esperienze concrete selezionate su tutto il territorio nazionale dalla Commissione 'Buone Pratiche' del Gruppo di lavoro Asvis sul Goal 11 e realizzate da associazioni, enti locali, aziende o associazioni no-profit a dimostrazione di come la sostenibilità possa tradursi in azioni capaci di generare impatti reali e futuri. Un’attenzione particolare è stata poi dedicata ai territori montani, che nel Nord Italia mostrano segnali di maggiore resilienza rispetto ad altre aree del Paese. In diverse realtà si osservano esperienze di tenuta demografica e di neo-popolamento, che indicano come la montagna possa diventare parte attiva delle strategie di sviluppo sostenibile, a condizione di condurre politiche territoriali mirate ad assicurare un livello adeguato di servizi e mobilità e a gestire i rischi ambientali.

“I territori montani sono spazi di sperimentazione, dove sostenibilità, innovazione e coesione sociale possono incontrarsi: valorizzarne il ruolo significa rafforzare le capacità dei territori di affrontare le trasformazioni in corso”, ha sottolineato Andrea Farinet, presidente del Socialing Institute.

Simone Ombuen, coordinatore del Gruppo di lavoro Asvis sul Goal 11, ha evidenziato “come il futuro della coesione territoriale nel nostro Paese dipende dalla capacità di tradurre le risorse disponibili in interventi concreti e misurabili. Le aree interne e montane non si salvano dalla policrisi che affligge il Paese se non contribuendo ad un cambio profondo dell’intero modello di sviluppo”. Anche Michela Muscettola, ricercatrice dell’Asvis, ha sottolineato quanto “gli obiettivi quantitativi rappresentino un riferimento puntuale per il decisore pubblico nella definizione delle azioni da attuare a livello territoriale. L’analisi dei dati consente di programmare le azioni e le politiche da compiere e valutarne nel tempo l’efficacia”.

L’incontro di Monza inaugura un percorso che nei prossimi mesi toccherà altri territori del Paese, con l’obiettivo di contribuire alla costruzione di politiche territoriali più efficaci e coerenti con gli impegni dell’Agenda 2030. Nel pomeriggio (dalle 14 alle 18) seguirà un ulteriore appuntamento 'Intelligenza Artificiale, salute, benessere e sport in montagna', organizzato dal Socialing Institute, in collaborazione con l’Asvis, dedicato alle relazioni tra innovazione tecnologica, benessere delle persone e valorizzazione dei territori montani.

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