Solo il 7% delle abitazioni e delle imprese italiane è coperto contro terremoti e alluvioni.
Ha fatto tappa a Napoli il ciclo di incontri dedicati al territorio, organizzati dal gruppo assicurativo Axa Italia, dal titolo 'Cambiamenti Climatici. Prevenire e mitigare il rischio - Axa incontra il territorio'. Con il Patrocinio di Ania (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) e Città Metropolitana di Napoli, l’iniziativa prosegue sul territorio italiano con l’obiettivo di diffondere una sempre maggiore consapevolezza su un tema centrale e urgente per il futuro della società. In un Paese caratterizzato da una vulnerabilità strutturale che lo rende tra i più fragili d’Europa, con quasi il 94% dei comuni a rischio frane, alluvioni/erosione costiera e oltre l’80% delle abitazioni esposte ad un livello di rischio medio, alto legato ad almeno uno di questi eventi, si innescano anche gli effetti dirompenti del cambiamento climatico, con un trend in crescita delle catastrofi naturali, aumentate da inizio 2023 del 16% (378 eventi meteorologici estremi in un anno) e costi pari a oltre 16 miliardi di euro (+22% vs 2022), un record a livello europeo. Ciononostante, restiamo fortemente sotto-assicurati: solo il 7% delle abitazioni e delle imprese italiane è coperto contro terremoti e alluvioni.
In questa nuova tappa a Napoli, Axa sceglie ancora una volta di mettere a disposizione la propria expertise nella comprensione di questi fenomeni, presentando uno studio scientifico sul grado di rischiosità futuro, al 2050, della regione Campania, grazie al coinvolgimento di Axa Climate, società del Gruppo che si avvale di un team di oltre 20 PhD esperti in scienza e climatologia e data scientist. Al centro della ricerca, quattro ambiti di rischio prioritari per la regione: temperature estreme, inondazioni, stress idrico e frane.
Sul fronte delle temperature, i modelli di Axa Climate prevedono un aumento su quasi tutta la regione di circa 5 gradi, passando dai 31-34° attuali ai 33-39° nel 2050. Sarà l’entroterra a subire le temperature più elevate, in particolare il nord-est, con temperature fino a 39 gradi a seconda della zona. Rispetto alla media , nel 2050 sono previsti 5 giorni in più l’anno considerati “pericolosi” per la salute con picchi massimi all’ombra superiori a 40°, concentrati soprattutto nella parte nord ovest del territorio campano. Il fenomeno delle ondate di calore si intensificherà particolarmente, diventando sempre più frequente: un’ondata di calore di 10 giorni con temperature a 33°che fino ad oggi accadeva una volta ogni 10-30 anni, nel 2050 accadrà, secondo gli esperti, tra una volta l’anno a una volta ogni 5 anni. Sempre in proiezione al 2050, le ondate di calore raggiungeranno temperature e durate mai registrate prima, con temperature fino a 40° per 60 giorni l’anno nei casi più estremi. Queste condizioni rappresenteranno una grande sfida per le città campane, soprattutto per il capoluogo, Napoli, dove il fenomeno delle isole di calore nelle aree più urbanizzate potrà portare le temperature a 4-6° in più, con massime all’ombra che potranno aumentare del 42% passando dai 33 gradi ai 47 nel 2050.
Inondazioni ed eventi di piogge intense, che hanno già colpito in modo importante la regione, diventeranno sempre più frequenti con il cambiamento climatico, con particolare attenzione alle aree più esposte: le rive dei principali fiumi – Volturno a Nord e Sele a Sud – e le valli. Nel capoluogo, l’aumento dei livelli di inondazione rimane limitato, ma alcune zone, come il quartiere di San Giovanni a Teduccio, potrebbero essere interessate da allagamenti fino a un metro d’acqua. In scenari più estremi, invece, alcune aree vicino alla Stazione Centrale e all’aeroporto di Napoli potrebbero essere sommerse da oltre 2 metri d’acqua. Il territorio campano continuerà inoltre ad essere soggetto a stress idrico, soprattutto nella parte meridionale e orientale, che già oggi può registrare livelli superiori al 300% : una minaccia crescente per le attività agricole e, più in generale, per l’economia della regione.
Anche il rischio frane rappresenterà un pericolo sempre più importante per l’intero territorio campano, in particolar modo per la parte sud e centrale, nelle province di Avellino e Salerno. Al contempo, anche il fenomeno dei terremoti continuerà a rappresentare un rischio per la regione con relativi impatti diretti e indiretti su popolazione e infrastrutture: sarà la parte est della regione ad essere più soggetta, e in particolare l’Irpinia.
Questi i temi affrontati nel corso della mattinata, aperta da Letizia D’Abbondanza, Chief Customer & External Communication Officer di Axa Italia e conclusa dal Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. In particolare, Umberto Guidoni, Co-Direttore Generale di Ania, ha portato uno sguardo sul settore, a cui ha fatto seguito una tavola rotonda che ha visto la partecipazione di Filippo Emanuelli, Amministratore Delegato Belfor Italia; Marco Gambardella, Presidente Piccola Industria Confindustria Salerno; Riccardo Gili, Head of Antifrode Sinistri, Sinistri Internazionali, Claims innovation di Axa Italia e Fabio Grimaldi, Amministratore Delegato di un’azienda locale fortemente impattata da un recente episodio climatico. Tra i temi affrontati, l’esperienza e il vissuto delle aziende del territorio, le iniziative per la gestione del rischio già predisposte e a piano a livello associativo, i programmi di prevenzione e le possibili modalità di intervento messe in atto in occasione di eventi calamitosi da parte di Axa Italia e di aziende partner leader nel settore del risanamento post-sinistro. Il tutto con la consapevolezza condivisa dell’importanza di agire già da oggi per prevenire e gestire al meglio il rischio, in modo da ridurne gli impatti, mettendo a fattor comune le migliori leve e le diverse expertise, in una logica di partnership pubblico-privata. Proprio per permettere ad aziende ed investitori di valutare e gestire i rischi climatici e della biodiversità, e di sviluppare strategie di adattamento efficaci, a conclusione dello studio scientifico, è stata presentata Altitude, una piattaforma sviluppata da Axa, che permette di identificare rapidamente i siti strategici più esposti ai rischi climatici in qualsiasi parte del mondo e di quantificare il loro impatto economico.
"La protezione dalle catastrofi naturali è centrale per il Paese, soprattutto alla luce dell’elevata fragilità, dal punto di vista idrogeologico, del nostro territorio e degli effetti del cambiamento climatico in atto. Per questo, la legge che impone a tutte le imprese di assicurarsi per i danni causati dalle calamità naturali è una grande opportunità per mettere in sicurezza il tessuto produttivo italiano. Ad oggi, solo il 15% delle aziende ha una copertura. L'auspicio è che presto tutte comprendano il grande valore delle polizze catastrofali per la tutela della loro attività", ha commentato il co-direttore generale di Ania, Umberto Guidoni.
Mentre ha aggiunto Letizia D’Abbondanza, Chief Customer & External Communication Officer del Gruppo Axa Italia: "In questi giorni segnati da temperature estreme e ondate di calore che stanno attraversando il nostro Paese, siamo oggi a Napoli per proseguire il nostro impegno nel diffondere una maggiore consapevolezza sui rischi legati al cambiamento climatico e sulle strategie di mitigazione e prevenzione applicabili nei territori. Questa settima tappa del ciclo di incontri a livello nazionale conferma, ancora una volta, attraverso i dati del nostro studio scientifico sulla rischiosità futura della Campania, quanto la questione climatica sia sempre più urgente e non più rimandabile. È quindi fondamentale affrontare questa sfida con proposte concrete: dalle iniziative di sensibilizzazione e formazione, fino a vere e proprie strategie di adattamento e resilienza. Per riuscirci, è indispensabile il coinvolgimento di tutti gli attori della società, valorizzando competenze e strumenti in un’ottica di collaborazione tra pubblico e privato".