Dazi, Auricchio (Afidop): "Produttori formaggi preoccupati, c'è grande confusione"

Il presidente di Afidop, Antonio Auricchio, lancia l'allarme sui nuovi dazi di Trump. "Siamo preoccupati, c'è grande confusione" afferma all'Adnkronos.

Dazi, Auricchio (Afidop):
24 febbraio 2026 | 15.03
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Le ultime vicende sui dazi imposti da Trump sui prodotti di importazione che la Corte Suprema Usa ha di recente bocciato e la novità di un decreto presidenziale che prevede dazi al 10% per tutti per una durata di 150 giorni, a partire da oggi, in attesa di nuovi accordi, lasciano letteralmente "basiti" gli imprenditori italiani che producono formaggi Dop e Igp dal Parmigiano Reggiano e Grana Padano al Gorgonzola e al pecorino Romano solo per citarne alcuni. "Siamo tutti preoccupati e spaventati perché non si capisce bene il discorso che ha fatto Trump e secondo la interpretazione di più di un importatore si tratterebbe di un dazio cumulativo e, dunque se così fosse, formaggi come Parmigiano Reggiano o Grana Padano come anche il Provolone che esportano e vendono moltissimo negli Stati Uniti, dovrebbero pagare 10% + 15% quindi il 25% in più, per il Gorgonzola 10% +10% si arriverebbe al 20%", afferma il presidente di Afidop Antonio Auricchio intervistato dall'Adnkronos della situazione alla luce dell'entrata in vigore dei dazi al 10%.

Il condizionale è d'obbligo perché "non è chiaro niente, c'è una gran confusione" rimarca l'imprenditore che, in veste anche di vicepresidente vicario di Assolatte che raccoglie le industrie e della stessa Associazione Formaggi Italiani Dop e Igp (Afidop) che raccoglie i consorzi annuncia: "Stiamo preparando lettere da mandare ai ministri Lollobrigida e Tajani per avere chiarimenti". Di qui Auricchio lancia un appello ai soci di entrambe le associazioni: "Dobbiamo essere tutti compatti - sostiene Auricchio- oggi l'unica cosa che può darci una mano è essere compatti e chiedere chiarezza. Purtroppo è un momento in cui non esiste chiarezza". Inoltre, non va sottaciuto il fatto che "il cambio euro-dollaro ci sì sta penalizzando in modo importante. C'è un clima dio incertezza sfavorevole a qualsiasi operazione commerciale e industriale che si vuol fare e questo si riflette negativamente anche sui consumi degli americani" conclude Auricchio.

E come contro risposta alla situazione di incertezza, Auricchio lancia un'ennesimo appello agli associati affinché si presentino "compatti" alle fiere internazionali, una per tutte il prossimo Sial di Parigi che si svolgerà dal 17 al 21 ottobre 2026. "Quello che a cui io tengo molto è andare nelle fiere all'estero tutti insieme, con un unico padiglione, anziché avere tanti piccoli padiglioni, perché l'unione fa la forza", sostene Auricchio, in veste anche di presidente del Consorzio del Gorgonzola Dop.

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