Energia: Giorgetti propone clausole di salvaguardia e tassa extraprofitti Ue

Giorgetti all'Eurogruppo chiede all'Ue di agire contro lo shock energetico, proponendo clausole di salvaguardia nazionali/europee e una tassa sugli extraprofitti energetici.

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti - Fotogramma/Ipa
Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti - Fotogramma/Ipa
04 maggio 2026 | 18.53
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E' tempo che l'Ue "agisca" per contrastare lo choc energetico provocato dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. E, premesso che l'opzione ottimale sarebbe attivare la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità, sulla quale però è difficile raggiungere il "consenso" necessario, sarebbe il caso di attivare la clausola di salvaguardia nazionale. Inoltre, sarebbe opportuno adottare a livello Ue una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche. Lo ha spiegato oggi all'Eurogruppo in corso a Bruxelles il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, che durante il dibattito sulle ripercussioni della crisi in Medio Oriente ha ribadito, articolandola, la linea del governo italiano sulla questione.

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Per Giorgetti, "le prospettive macroeconomiche globali si sono indebolite a causa delle nuove recenti tensioni geopolitiche, siamo di fronte a uno shock energetico, al peggioramento delle prospettive di crescita e a significativi rischi al ribasso. L'inflazione è destinata ad aumentare, all’orizzonte potrebbe esserci una stretta monetaria e la dipendenza strutturale dalle importazioni energetiche rimane elevata", cosa che sottolinea "la necessità di accelerare la transizione verso fonti energetiche più sicure e sostenibili".

Il ministro sottolinea che "la dipendenza dalle importazioni dalle economie del Golfo è relativamente bassa nel caso dell'Italia, tuttavia non trascurabile. L'economia italiana sta dimostrando resilienza, ma siamo molto preoccupati per il potenziale impatto sulla nostra industria, a cominciare dal settore chimico, seriamente colpito dallo scarsità delle materie critiche".

'Serve risposta rapida, coordinata e proporzionata'

Secondo Giorgetti, "lo shock energetico causato dalla crisi iraniana richiede una risposta rapida, coordinata e proporzionata da parte dell'Ue, che tragga insegnamento dalla crisi del 2022-2023. Le misure di mitigazione di emergenza rimangono necessarie, ma dovrebbero essere mirate, temporanee e integrate in un quadro europeo comune. Dovremmo distinguere tra misure a breve-medio termine, volte a ridurre gli impatti negativi, e interventi a lungo termine, volti a ridurre le dipendenze".

E quindi, per il ministro "se la situazione dovesse continuare a peggiorare, sarebbe opportuno attivare una clausola di salvaguardia generale a livello Ue per ottenere maggiore spazio di bilancio". Si tratta della clausola che venne attivata nel marzo 2020 per consentire ai Paesi membri di fare deficit per salvare le rispettive economie dalla rovina, di fronte ai lockdown imposti dalla pandemia di Covid -19.

Ma tra gli Stati membri su questo non c'è alcun consenso: Germania e Olanda, e non solo loro, sono nettamente contrarie. Per la Commissione, inoltre, non sussistono, almeno per ora, le condizioni per attivarla. Il ministro lo sa.

E, dunque, ha aggiunto che "se non si raggiungesse il consenso necessario per questa soluzione, un'attivazione coordinata delle clausole di salvaguardia nazionali rappresenterebbe la migliore alternativa, con un rigoroso impegno a mantenere la sostenibilità fiscale. Il suo utilizzo sarebbe temporaneo, di portata limitata e mirato ai settori più esposti, in linea con la flessibilità ora prevista dalla Commissione per il quadro Ue sugli aiuti di Stato (il Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato in Medio Oriente - Metsaf)".

'Serve tassa Ue su extraprofitti società energetiche'

Per Giorgetti, un approccio simile "garantirebbe parità di condizioni tra gli Stati membri, consentendo un sostegno mirato e preservando al contempo l'integrità del mercato unico. Spero - sottolinea - che la Commissione lo prenda in considerazione. Le misure dovrebbero rimanere incentrate sull'attenuazione dell'impatto sui settori più colpiti, in particolare agricoltura, pesca, trasporti e industrie ad alta intensità energetica, attraverso un sostegno proporzionato e temporaneo".

Un'altra opzione, secondo il ministro dell'Economia, "sarebbe quella di estendere, lasciando invariato il tetto già previsto, l'applicazione della clausola di salvaguardia nazionale (Nec) a fini di difesa alla crisi iraniana, per quanto riguarda le conseguenze negative sul settore energetico, invocando le questioni di sicurezza nazionale già previste nel Temporary Framework approvato la settimana scorsa dalla Commissione Ue".

Il ministro si dice anche "interessato a discutere misure selettive per l'incremento delle entrate. In quest'ottica, sosterrei l'introduzione a livello Ue di una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche, come suggerito dall'Italia e da altri quattro Stati membri (Germania, Portogallo, Austria e Spagna) in una lettera inviata alla Commissione il 3 aprile".

Nella sua comunicazione AccelerateEu del 22 aprile, ha ricordato Giorgetti, "la Commissione ha dichiarato che non presenterà una proposta specifica, ma si dichiara pronta a fornire assistenza nella stesura di tali imposte. Pertanto, auspico una proficua collaborazione e un aiuto costruttivo in questo ambito. Credo che la politica" del 'wait and see', "'attendere e vedere', sia finita. Ora è tempo di agire", ha concluso.

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