Per collegare il POS alla cassa è necessario “identificare” gli strumenti utilizzati per pagamenti e scontrini elettronici: le istruzioni da seguire per recuperare e verificare i dati
Con l’attivazione del servizio online per il collegamento tra POS e cassa, è diventato pienamente operativo l’obbligo previsto dalla Legge di Bilancio 2025: i dati di pagamenti e scontrini elettronici devono viaggiare insieme.
La connessione tra gli strumenti utilizzati non si concretizza in maniera fisica, ma virtuale, con una comunicazione di informazioni sui sistemi da abbinare all’Agenzia delle Entrate.
Per i dispositivi in uso al 31 gennaio 2026 ci sarà tempo fino alla prima scadenza del 20 aprile.
Per stabilire il collegamento tra POS e cassa, gli esercenti devono accedere tramite le canoniche credenziali al sito dell’Agenzia delle Entrate. All’interno del portale Fatture e Corrispettivi troveranno il servizio online Gestione collegamenti per mettere in connessione i due sistemi.
L’abbinamento viene effettuato tramite la comunicazione e l’associazione di alcune informazioni:
● la matricola del registratore di cassa (RT): il numero identificativo di ogni apparecchio telematico censito nell’Anagrafe Tributaria;
● i dati identificativi degli strumenti di pagamento: le informazioni variano a seconda che si tratti di dispositivi fisici o virtuali;
● l’indirizzo dell’unità locale: il luogo fisico dove vengono utilizzati i POS.
La procedura web guida l’utente nell’abbinamento dei diversi dati precompilati sulla base dei contenuti in possesso dell’Agenzia delle Entrate, ma prima di stabilire il collegamento tra POS e cassa è sempre necessario verificare le informazioni.
In particolare, bisogna fare attenzione all’anagrafica dei sistemi utilizzati per incassare i pagamenti elettronici.
Per gli strumenti fisici, i classici POS che leggono carte chip o contactless, bisogna indicare il terminal ID del dispositivo e i dati dell’operatore finanziario (codice fiscale e denominazione).
Per gli strumenti virtuali o SoftPOS, quindi app installate su smartphone o tablet e piattaforme online, invece basta inserire i dati dell’operatore finanziario con cui è stato stipulato il contratto.
Questo tipo di informazioni si possono recuperare nella documentazione contrattuale, nei rendiconti periodici o nelle aree web dedicate messe a disposizione dall’istituto di riferimento o rivolgendosi al numero di assistenza.
Nel caso in cui il sistema non riporti uno dei POS in uso è anche possibile inserirlo manualmente tramite l’apposita funzione.
Dopo aver cercato o aggiunto l’operatore con il quale è stato sottoscritto il contratto di convenzionamento, bisogna indicare i dati del sistema utilizzato. Una volta inserito il nuovo POS, è possibile anche abbinarlo alla cassa.
La verifica dei diversi dati e, quindi, il collegamento può essere effettuato direttamente dall’esercente o può essere affidato a un intermediario.
In questo secondo caso, il soggetto incaricato potrà operare per conto dell’esercente solo nel caso in cui sia stato delegato al servizio “Accreditamento e censimento dispositivi” del portale “Fatture e Corrispettivi”.
Per quanto riguarda, invece, il collegamento degli strumenti di pagamento elettronico alla procedura web “Documento Commerciale online”, la registrazione del collegamento dovrà essere effettuata direttamente dall’esercente dal momento che l’utilizzo di questa procedura non è delegabile.
Il collegamento si stabilisce una sola volta, ma l’adempimento sarà necessario nuovamente in caso di variazioni, come ad esempio la sostituzione o l’attivazione di un apparecchio.