La vicepresidente del senato e senatrice di Forza Italia Licia Ronzulli intervenendo all’evento di Engineering “AI Italia. L’AI tra innovazione e sovranità digitale”, in Sala Zuccari
“L’intelligenza artificiale è la più grande rivoluzione del nostro tempo: trasforma economia, sanità, lavoro e democrazia. Ma non è neutrale. Può rafforzare la libertà oppure eroderla. Per questo non possiamo subirla: dobbiamo governarla. Per spiegare la sfida che abbiamo davanti, immagino un ulivo secolare: radici profonde nella nostra identità e nella nostra sovranità, rami proiettati verso il futuro e l’innovazione. Questo deve essere il modello italiano di intelligenza artificiale: crescere senza perdere il controllo delle proprie radici. Oggi il rischio è evidente: l’AI può salvare vite, aumentare la produttività e ridurre le disuguaglianze, ma se dipendiamo da infrastrutture, algoritmi e modelli sviluppati altrove, la nostra sicurezza, i nostri dati e il nostro vantaggio competitivo non sono più davvero nostri. Nel mondo, il 90% dei modelli di intelligenza artificiale è sviluppato tra Stati Uniti e Cina. Senza una strategia chiara, l’Europa e l’Italia rischiano di diventare semplici consumatori, una vera e propria colonia digitale''. Così la vicepresidente del senato e senatrice di Forza Italia Licia Ronzulli intervenendo all’evento di Engineering “AI Italia. L’AI tra innovazione e sovranità digitale”, in Sala Zuccari.
''Per evitarlo servono tre pilastri: investimenti nazionali per sviluppare modelli e infrastrutture italiane, un’Europa capace di regolare senza soffocare l’innovazione, e una forte strategia su formazione e lavoro per valorizzare i nostri talenti. L’intelligenza artificiale non sostituirà il genio italiano: lo amplificherà. Ma dobbiamo creare le condizioni perché i nostri cervelli restino qui e costruiscano il futuro del Paese. La scelta è chiara: essere protagonisti o spettatori. Senza sovranità digitale, l’innovazione diventa dipendenza. Senza controllo dei dati, la crescita diventa vulnerabilità. L’Italia ha tutto per guidare questa rivoluzione, ma deve decidere adesso da che parte stare''.