Il bollettino economico di Bankitalia 'avvicina' un nuovo rialzo dei tassi Bce

Francoforte deciderà riunione per riunione, dati alla mano, ma le indicazioni che arrivano sul fronte dell'inflazione sono coerenti con un nuovo aumento del costo del denaro

Il bollettino economico di Bankitalia 'avvicina' un nuovo rialzo dei tassi Bce
17 luglio 2026 | 16.19
Fabio Insenga
LETTURA: 2 minuti

Il bollettino economico di Bankitalia 'avvicina' un nuovo rialzo dei tassi Bce. Nessun cenno esplicito, ovviamente, con gli economisti di Via Nazionale allineati agli ordini di scuderia di Francoforte: le decisioni verranno prese, di riunione in riunione, dopo un'attenta analisi dei dati. Ma, se resta improbabile un nuovo rialzo già alla prossima riunione del 23 luglio, diversi passaggi del Bollettino autorizzano a ritenere invece più probabile un nuovo intervento il 10 settembre, dopo l'aumento di 25 punti base arrivato lo scorso 11 giugno.

Il quadro descritto è infatti piuttosto chiaro, con la previsione che l'inflazione possa restare lontana dall'obiettivo del 2% anche nei prossimi mesi. Uno scenario che non può che portare a una conseguente reazione a Francoforte.

A più riprese, il tono e il linguaggio del Bollettino va in in questa direzione, partendo da una premessa: "La ripresa delle ostilità tra Stati Uniti e Iran ha riacceso le tensioni sui mercati energetici. Le quotazioni delle materie prime energetiche sono nuovamente salite in luglio, dopo che l’annuncio di un memorandum d’intesa lo scorso 14 giugno aveva contribuito ad attenuare le pressioni al rialzo sui mercati". Poi, una serie di 'indizi' ulteriori. "L’incremento dei prezzi energetici sta esercitando pressioni al rialzo sull’inflazione nelle principali economie"; "Permangono i rischi di correzioni sui mercati finanziari, derivanti da una sottovalutazione delle conseguenze del rincaro dell’energia"; "La crisi mediorientale ha peggiorato le prospettive per la crescita e l’inflazione nell’area dell’euro".

Rispetto all'inflazione si ragiona partendo dalle stime diffuse a giugno dagli esperti dell'Eurosistema: "Le stime sono state riviste al rialzo per l’inflazione al consumo, che salirebbe al 3,0 per cento nel 2026, per poi scendere al 2,3 nel 2027 e riportarsi all’obiettivo del 2,0 per cento nel 2028". Guardando all'Italia, gli economisti di Via Nazionale fotografano così la situazione: "Nelle nostre proiezioni di giugno l’inflazione al consumo salirebbe al 3,1 per cento nella media dell’anno in corso, riflettendo principalmente il rialzo dei prezzi dell’energia; tornerebbe al 2 per cento nel prossimo biennio".

Il Bollettino rimanda anche all'indagine condotta tra il 19 maggio e il 16 giugno 2026 presso le imprese italiane dell'industria e dei servizi con almeno 50 addetti: "Le attese sull'inflazione al consumo si collocano su valori compresi tra il 2,5 e il 2,8 per cento a seconda dell'orizzonte temporale. I prezzi praticati dalle imprese hanno accelerato e continuerebbero ad aumentare nei prossimi 12 mesi, sospinti anche dai rincari degli input produttivi connessi con il conflitto in Medio Oriente, che la maggior parte delle imprese intervistate dichiara di avere trasferito, o di voler trasferire, sui prezzi di vendita anche se in misura contenuta". E anche questa è un'indicazione significativa, che concorre a rafforzare l'ipotesi che la Bce, nell'eterno dilemma tra sostegno alla crescita e controllo dell'andamento dei prezzi, considerando che il target dell'inflazione è la pietra miliare intorno a cui ruota il suo mandato, non possa che scegliere un nuovo incremento del costo del denaro. (Di Fabio Insenga)

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza