Auto elettriche, imprenditore: "Non vendo più come prima..."

Il settore automobilistico sta cambiando i propri paradigmi

Ricarica dell'auto elettrica - Canva
Ricarica dell'auto elettrica - Canva
24 settembre 2026 | 16.22
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Il cambio di paradigma del settore automobilistico, sempre più verso l'elettrico, non è stato accolto con gioia da tutti. Alcuni imprenditori infatti stanno faticando ad adattarsi alle nuove regole, vedendo decisamente ridotti i propri introiti. Un esempio è Manuel Palma Marin, un imprenditore spagnolo originario di Cordova ma che vive a Valencia, che ha raccontato come la sua vita sia cambiata dopo l'avvento dell'elettrico.

In un'intervista per il media spagnolo di settore "Hibridos y electricos", Marin, titolare di una holding, ha raccontato di aver venduto oltre 150mila automobili, gestendo 12 concessionarie. Forte di questa esperienza, si è spinto in una previsione piuttosto netta circa la fine del motore a combustione interna: "Dal 2030 in poi, le vendite di auto con motore a combustione interna saranno trascurabili".

L'imprenditore afferma di aver venduto in passato 7mila veicoli all'anno, un risultato che però giudica "impossibile" da raggiungere al giorno d'oggi. Ciò è dovuto principalmente alla diversificazione del mercato: "Prima il mercato era diviso tra sei marchi, ora è diviso tra 50. Per mantenere questi numeri, dovrei acquisire un numero enorme di marchi, con un rischio estremamente elevato". Nel corso della sua carriera, l'imprenditore ha venduto oltre 150.000 auto e gestisce 12 concessionarie. Forte di questa esperienza, osa prevedere la fine del motore a combustione interna: "Dal 2030 in poi, le vendite di auto con motore a combustione interna saranno trascurabili".

Secondo Palma infatti, i produttori che non investiranno nelle auto elettriche "sono destinati a scomparire", ma ha fatto notare come prezzi e autonomia dei veicoli siano fuori scala: "Non ha senso che un'auto elettrica costi di più di un'auto con motore a combustione quando la sua meccanica è più semplice. L'autonomia dovrebbe aumentare a 800 o mille chilometri per essere davvero competitiva".

L'imprenditore ritiene che il cambiamento di paradigma sarà completo entro i prossimi cinque anni: "Tutti i produttori stanno investendo in questa tecnologia. Chi continuerà a fare affidamento sui motori a combustione interna sarà escluso dal mercato ", ma secondo lui l'Europa ha commesso un errore: "Ci siamo sparati sui piedi. Eravamo leader nei motori a combustione e siamo passati all'elettrico, dove i migliori sono i cinesi: hanno la tecnologia, gli ingegneri e le fabbriche, senza i nostri oneri di previdenza sociale. Competere in questo modo è quasi impossibile".

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