Inflazione, Istat: a dicembre prezzi su dell’1,2% annuo e carrello della spesa +2,2%

Si accentua il ritmo di crescita su base annua dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona da +1,5% a +2,2% e dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto da +2,0% a +2,2%

Inflazione, Istat: a dicembre prezzi su dell’1,2% annuo e carrello della spesa +2,2%
07 gennaio 2026 | 11.48
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Accelera leggermente l’inflazione a dicembre: l’indice nazionale dei prezzi al consumo sale dello 0,2% rispetto a novembre e dell’1,2% su base annua, tornando ai livelli di ottobre, secondo le stime Istat. Il carrello della spesa registra un aumento annuo del 2,2%, riflettendo il rincaro dei prodotti più acquistati quotidianamente.

A crescere maggiormente sono i beni alimentari, i prodotti per la cura della casa e della persona e i servizi legati ai trasporti, mentre calano i prezzi degli energetici regolamentati. L''inflazione di fondo' (al netto di energetici e alimentari freschi) aumenta leggermente all’1,8%, evidenziando un trend più stabile dei prezzi di base.

Per l’intero 2025, l’Istat stima una crescita media dei prezzi al consumo dell’1,5%, superiore all’1% del 2024, con l’inflazione al netto degli energetici e degli alimentari freschi intorno all’1,9% e quella al netto dei soli energetici al 2%.

I dati

La lieve accelerazione dell’inflazione osservata a dicembre è dovuta principalmente alla crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +0,9% a +2,6%), degli Alimentari non lavorati (da +1,1% a +2,3%) e lavorati (da +2,1% a +2,6%), in parte attenuata dalla diminuzione di quelli degli Energetici regolamentati (da -3,2% a -5,3%) e dal rallentamento dei prezzi dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,7%). Nel mese di dicembre l’'inflazione di fondo', al netto degli energetici e degli alimentari freschi, accelera (da +1,7% a +1,8%), come quella al netto dei soli beni energetici (da +1,7% a +1,9%).

L’aumento congiunturale dell’indice generale riflette, per lo più, la crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+3,1% anche per fattori stagionali) e degli Alimentari non lavorati (+0,4%). Gli effetti di questi aumenti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi di altri aggregati, tra cui quello degli Energetici regolamentati (-0,6%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,4%). In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra una variazione su base mensile pari a +0,2% e del +1,2% su base annua (in accelerazione da +1,1% di novembre). Nella media del 2025, la variazione tendenziale dell’indice armonizzato è pari a +1,7% (+1,1% nel 2024).

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