Mezzanotte, ‘lavorare su competenze e innovazione per crescita imprese territorio’
In Emilia-Romagna il tasso di occupazione tra i 25 e i 34 anni raggiunge il 79,5%, oltre 11 punti sopra la media italiana e il valore aggiunto per occupato è superiore all’indice medio nazionale. Modena leader regionale sull’occupazione giovanile. Su questi dati di AstraRicerche per Manageritalia si concentra l’attenzione dei manager, donne e uomini abituati a confrontarsi con l’organizzazione del lavoro e il rendimento delle aziende.
“A questi dati positivi possiamo aggiungere che siamo una Ragione che ha un saldo positivo (+1,7%) tra i giovani che si trasferiscono all’estero per lavorare dopo la laurea e quelli che arrivano da altre regioni ma dobbiamo fare di più e meglio per offrire le condizioni migliori per potersi costruire una vita e mi riferisco alla possibilità di trovare una casa a prezzi accessibili e a stipendi adeguati per una qualità della vita giusta per chi resta e chi arriva. Con la legge sul rientro dei talenti siamo andati in questa direzione ma dobbiamo fare di più”, osserva Cristina Mezzanotte, presidente di Manageritalia Emilia Romagna durante l’assemblea dell’associazione che si è svolta oggi al Lucia Magnani Health Clinic - Long Life Formula di Castrocaro Terme.
Analizzando nel dettaglio, sia il dato sull’occupazione, che quello sulla disoccupazione (5,7% contro il 9,5% nazionale) sono positivi tra i giovani adulti in Emilia Romagna. Tutte le province superano la media italiana per occupazione dei 25-34enni, con Modena all’83,3% (quinta provincia in Italia) e Ferrara – la più bassa al 75,2%. Parma spicca per il dato sulla disoccupazione (solo 5,3%) seguono Reggio nell’Emilia e Forlì Cesena.
Sul fronte produttività però le cose non hanno la stessa proporzione. Sul piano generale, infatti, l’indice di valore aggiunto regionale per occupato è superiore di 7 punti a quello nazionale. Anche in questo confronto, la provincia di Modena è leader con un valore aggiunto per occupato di 115 punti) ma Rimini è distante a 92. Nel terziario (con esclusione del settore immobiliare), il valore aggiunto per occupato è inferiore al valore nazionale medio (98 a livello regionale con le sole Bologna, Reggio nell’Emilia e Parma sopra la media. In una regione in cui i manager sono 10.854 su un totale di 133.701, nelle imprese emiliano romagnole abbiamo 0,8 manager ogni 100 lavoratori (media nazionale 0,9% contro Francia e Spagna in cui manager sono tra il 2-3%).
“Come Manageritalia lavoriamo costantemente con le istituzioni e siamo parte del Patto del Lavoro del Clima ed Economia Sociale per portare la voce e le competenze dei manager perché la managerialità fa crescere le imprese. Stiamo lavorando con Unioncamere ed abbiamo dati incoraggianti sulle performance delle imprese guidate da una governance più equilibrata nei generi e generazioni. Le 44.590 aziende (su 197.810) in cui le governance sono miste registriamo: margine operativo, ricavi per addetto, stipendi e investimenti sul territorio maggiori – conclude Mezzanotte - quindi i giovani sono fondamentali per la crescita della nostra Regione”.