Manovra al rush finale, dal fisco alle pensioni la maggioranza cerca la quadra sulle misure

Manovra al rush finale, dal fisco alle pensioni la maggioranza cerca la quadra sulle misure
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26 ottobre 2026 | 15.43
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Manovra alla stretta finale: dovrebbe tenersi stasera un vertice di maggioranza decisivo per chiudere la quadra dell'ultima manovra di questa legislatura con l'obiettivo del via libera in Consiglio dei ministri possibilmente entro mercoledì. Ad oltre due settimane di distanza dal Documento programmatico di bilancio approvato il 13 ottobre, i dettagli della Legge di Bilancio da 23,5 miliardi di euro non sono ancora noti anche per l'attesa del verdetto Ue sulle misure da finanziare con la flessibilità per Difesa ed Energia. Il Dpb ha indicato gli ambiti di intervento e le coperture nelle linee generali, elementi che comunque sono bastati ad innescare una scia di polemiche, in primis per il contributo da oltre 5 miliardi chiesto al settore finanziario senza preavviso.

Generica indicazione anche sui tagli fiscali: il Dpb indica uno stanziamento di circa 2,2 miliardi di euro, il che automaticamente escluderebbe il progetto di tagliare al 33% l'Irpef ai redditi tra i 50mila e i 60mila euro visto che costerebbe 2,7 miliardi. Un compromesso sarebbe quello di limitare la platea ai redditi fino a 55mila euro (costo 1,2 miliardi). Inoltre sotto il cappello 'misure fiscali' inserito nelle tabelle del documento dovrebbe anche trovare spazio la flat tax per il lavoro dei giovani o quella per le partite Iva fino a 100mila euro di ricavi (ma per questa misura serve il beneplacet dell'Ue). La carne sul fuoco è tanta e quindi una sorta di operazione-verità potrebbe arrivare stasera al tavolo della maggioranza chiamata a raggiungere la difficile sintesi tra i partiti in un contesto già di campagna elettorale.

 Tra le principali 'bandierine' da segnalare il pressing della Lega per maggiore flessibilità sulle pensioni e l'intervento sulle partite Iva, da finanziare con il contributo di banche e assicurazioni. Per Forza Italia la tassazione sulle banche è fuori discussione, a meno che non si giunga ad una soluzione condivisa. Una sintesi potrebbe essere trovata escludendo le Bcc dal prelievo. FI chiede inoltre interventi in favore del ceto medio e lo stop al bollo auto. FdI chiede la detassazione strutturale dei fringe e misure per la famiglia. Cavallo di battaglia quest'ultimo anche per Noi Moderati.

Tutta la maggioranza concorda nell'esigenza di aiutare le famiglie a contrastare il caro-vita in generale, ed il caro-energia in particolare; le imprese, i giovani e gli anziani. Fari anche sulla sanità. Intanto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha ribadito a più riprese che le misure dovranno essere mirate perché la coperta delle risorse è corta, il debito pubblico troppo alto e oltreconfine soffiano venti di "burrasca" che potrebbero mettere a repentaglio la credibilità sui mercati conquistata dal titolare di via XX Settembre. (di Luana Cimino)

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