Presentate alla Commissione Europea alcune proposte: semplificazione normativa, sostegno agli investimenti, digitalizzazione e maggiore attenzione a industria ed edifici
Fire ha presentato alla Commissione Europea le proprie proposte per il futuro della direttiva sull'efficienza energetica (Eed) nel quadro della consultazione sul periodo post-2030. L'obiettivo è rendere l'efficienza energetica uno strumento ancora più efficace per sostenere la competitività industriale, la decarbonizzazione, la sicurezza energetica e il contenimento dei costi. Secondo Fire (Federazione italiana per l'uso razionale dell'energia), la futura Eed dovrebbe puntare su una significativa semplificazione degli obblighi di pianificazione, monitoraggio e reporting, concentrando risorse pubbliche e private sull'attuazione concreta degli interventi anziché sugli adempimenti amministrativi. La Federazione propone infatti un quadro basato su pochi obiettivi chiari e indicatori comparabili, in grado di favorire una migliore efficacia delle politiche energetiche europee.
Tra le priorità indicate da Fire vi è il rafforzamento degli strumenti operativi destinati a imprese e pubbliche amministrazioni. Diagnosi energetiche, sistemi di gestione dell'energia, monitoraggio dei consumi, automazione, digitalizzazione e intelligenza artificiale devono diventare leve centrali per accelerare l'implementazione degli interventi di efficienza energetica, soprattutto nelle Pmi e nei settori industriali più difficili da decarbonizzare. Fire evidenzia inoltre la necessità di rendere realmente operativo il principio europeo 'Energy Efficiency First', traducendolo in criteri applicativi concreti basati sulla valutazione dei costi di sistema, sull'analisi del ciclo di vita degli investimenti e sul confronto tra interventi lato domanda e lato offerta.
Un altro tema centrale riguarda il ruolo delle diagnosi energetiche e dei sistemi di gestione come strumenti per orientare investimenti e politiche pubbliche. La Federazione propone che i dati raccolti siano utilizzati per individuare potenziali di risparmio, benefici economici e barriere agli investimenti, collegando inoltre l'accesso a incentivi e agevolazioni all'attuazione di una quota degli interventi individuati dalle diagnosi. Sul fronte finanziario, Fire invita l'Unione Europea a favorire un quadro abilitante e flessibile, basato su un mix di strumenti quali prestiti agevolati, garanzie pubbliche, blended finance, assistenza tecnica, contratti Epc, fondi nazionali per l'efficienza energetica e certificati bianchi laddove efficaci.
Le proposte individuano inoltre alcune aree prioritarie per il prossimo decennio: industria, edifici e digitalizzazione. Per il settore industriale, particolare attenzione dovrebbe essere dedicata all'efficienza dei processi, all'elettrificazione efficiente, al recupero di calore, al monitoraggio avanzato e all'impiego dell'intelligenza artificiale. Per gli edifici, Fire chiede strumenti finanziari semplici, sportelli unici e soluzioni dedicate ai condomìni.
Tra le raccomandazioni figura anche una maggiore valorizzazione del recupero di calore di scarto, promuovendo partenariati territoriali tra industrie, reti termiche, servizi energetici e data center, nonché lo sviluppo di reti di teleriscaldamento efficienti.
"La priorità non è moltiplicare target e adempimenti, ma creare le condizioni affinché gli interventi economicamente convenienti vengano effettivamente realizzati", sottolinea Fire. Per la Federazione, l'efficienza energetica deve diventare una componente ordinaria delle politiche industriali, delle decisioni di investimento e della gestione energetica di imprese, pubbliche amministrazioni e territori.