La docente 53enne di scuola media è stata uccisa giovedì sera dal nipote 17enne reo confesso. Oltre 20 coltellate sul corpo della donna, poi ragazzo ha tentato di bruciarlo
È stato recuperato poco fa dal canale Malgher a San Stino di Livenza (Venezia) il corpo di Chiara Guerra, la docente 53enne di scuola media uccisa giovedì sera dal nipote 17enne reo confesso. I vigili del fuoco di Mestre (Venezia) confermano all'Adnkronos la notizia. Da domenica mattina a setacciare il canale erano impegnate squadre del nucleo sommozzatori, del nucleo droni e due squadre Saf con imbarcazioni dotate di ecoscandaglio.
Sono di omicidio volontario e occultamento di cadavere le accuse mosse al 17enne reo confesso. La procura dei minorenni di Trieste, competente per territorio, ha chiesto la convalida del fermo del giovane, attualmente in una comunità per minori della provincia di Treviso da dove sarà probabilmente trasferito: compirà 18 anni tra due mesi.
Sono numerosissime, oltre 20, quindi più delle 16 dichiarate stamane, le coltellate con cui il 17enne ha ucciso la zia. Il dato è emerso durante la prima ispezione cadaverica del medico legale Antonio Cirnelli. Dall'esame sul corpo della donna, trovato a 7 chilometri di distanza da dove era stato gettato, anche alcune tracce di bruciature che indicherebbero che il giovane, prima, ha tentato di dire alle fiamme il cadavere della zia ma senza riuscirci. Il corpo della donna si trova all'obitorio dell'ospedale di Portogruaro (Venezia) per l'autopsia che potrebbe portare ulteriori nuovi elementi a carico del nipote accusato di omicidio volontario.