Il ministro delle Imprese e del Made in Italy chiede all'Ue maggiore libertà, evidenziando la necessità di adattarsi ai mutati scenari geopolitici e di mercato.
L'Italia chiede "molto semplicemente all'Europa che non ci impedisca di fare una politica industriale italiana, che non impedisca ai singoli Stati di realizzare una politica industriale". Lo dice il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a Bruxelles a margine del Consiglio Competitività.
"Noi chiediamo all'Europa - continua - di concentrarsi su quello che serve davvero al nostro continente e di lasciare liberi gli Stati, le imprese, le famiglie, i cittadini di operare, all'interno di un contesto costituzionale, come ritengono meglio per raggiungere gli stessi obiettivi".
All'obiezione che l'Ue procede con regolamenti per ovviare al fatto che la politica industriale non è sua competenza, bensì competenza nazionale, Urso invita a non "fraintendere, come al solito fate, le nostre parole, non comprendendo le ragioni di fondo dell'Europa, perché siete legati per primi a una visione ideologica della realtà, quando la realtà si impone da sé. L'Europa del Green Deal fu concepita quando il mondo appariva come il Mulino Bianco. Senza conflitti e senza confini. Quel mondo esiste ancora? Le guerre si sono raddoppiate in due anni, circondano l'Europa, perdurano da 4 anni nel nostro continente. Si sono spezzate le catene di approvvigionamento. Mercati tradizionali si sono chiusi. La prima potenza industriale è diventata la Cina. Vi sembra poco?", conclude.