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Da Katy Perry a Beyonce, messaggi anti Trump anche ai Grammy

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Da Katy Perry a Beyonce, messaggi anti Trump anche ai Grammy

Singer Beyonce poses with her Grammy trophies in the press room during the 59th Annual Grammy music Awards on February 12, 2017, in Los Angeles, California. / AFP PHOTO / Robyn BECK

Anche alla cerimonia di consegna dei Grammy la notte scorsa le star americane si sono schierate per l'ennesima volta contro Donald Trump e l'agenda repubblicana. Ma a differenza di quanto successo ai Golden Globe, che fu l'occasione per il durissimo attacco di Maryl Streep al presidente che ancora non si era insediato, alla serata del più importante premio musicale il messaggio di 'resistenza' è stato lanciato in modo più indiretto, senza mai fare direttamente il nome di Trump.


Non è stato per questo inferiore l'impatto politico dell'esibizione di Katy Perry. La cantante, tra le più attive nella campagna di Hillary Clinton, si è esibita mostrando al polso un braccialetto con al scritta 'Persist', parola simbolo della protesta a sostegno di Elizabeth Warren, la senatrice democratica a cui è stata tolta la parola in aula perché stava leggendo un brano di una lettera scritta dalla vedova di Martin Luther King, Coretta, contro l'attorney general Jeff Sessions.

Inoltre, con un chiaro riferimento alle accuse di incostituzionalità rivolte ai provvedimenti di Trump, l'esibizione dell'artista si è conclusa con la proiezione sullo sfondo dell'incipit della Costituzione americana, e con lo slogan "no hate", no all'odio.

Beyoncé nel discorso con cui ha accettato il premio per il suo album 'Lemonade' ha sottolineato la bellezza della difesa dell'identità razziale sottolineando quanto sia importante che i suoi figli si vedano giustamente rappresentati "nell'informazione, nel Super Bowl, alle Olimpiadi, alla Casa Bianca ed ai Grammy". "Questo è qualcosa che voglio per i bambini di tutte le razze" ha concluso.

Ma l'appello anti-Trump più forte ed esplicito è arrivato da Busta Rhymes e A Tribe called Quest con la loro canzone di protesta 'We the People'. "Vogliamo dire che tutte le persone del mondo che stanno chiedendo a chi è al potere di rappresentarli: questa sera vi rappresentiamo noi" ha affermato il rapper newyorkese dal palco, rivolgendosi poi direttamente a Trump chiamandolo "President agent orange". "Vorrei ringraziare il presidente agente arancione per aver perpetuato tutto il male che sta perpetuando nel Paese - ha poi aggiunto - voglio ringraziarti per il tuo fallito tentativo di imporre il bando ai musulmani: quando noi ci uniamo, noi siamo il popolo". E l'esibizione si è conclusa con la frase "resist, resist, resist".



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