Forello (M5S): "Basta rincorrere Lega, noi in crisi di identità"

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POLITICA
Forello (M5S): Basta rincorrere Lega, noi in crisi di identità

(Foto Fotogramma)

di Rossana Lo Castro
Il tema non è l'apertura al territorio, che è "una grande opportunità", e neppure la strutturazione del movimento con una segreteria politica "necessaria quando si diventa grandi". La questione è la "crisi d'identità" che il M5s sta vivendo e che si traduce anche in un'emorragia di consensi. Ugo Forello, consigliere comunale del M5s di Palermo che da qualche settimana si è autoproclamato 'indipendente' dentro il gruppo a Sala delle Lapidi, non fa mistero delle sue perplessità dopo la svolta annunciata dal leader Luigi Di Maio. "In questi primi mesi di governo con la Lega troppo spesso abbiamo abdicato a principi e valori che il M5s fino a qualche tempo fa considerava non negoziabili" dice all'Adnkronos. Dalle politiche migratorie al tema del regionalismo differenziato.


Ben venga, allora, l'apertura alle liste civiche che "ci consente una 'contaminazione' positiva e pulita sul territorio" spiega. Perché l'errore "non è aprirsi alle liste civiche, ma allearsi con qualcuno che non condivide i nostri principi. Non mi sconvolge neppure l'idea di un'organizzazione all'interno del movimento che è necessaria quando si diventa 'grandi'. Tutti questi passaggi, però, si devono accompagnare a recupero dell'identità del Movimento, che dovrebbe essere preservata, se non ricercata e riaffermata, perché in questi mesi su diversi argomenti lo ho vista venire meno". Uno snaturamento che, secondo Forello, sta alla base anche del calo dei consensi, "determinato in parte dal fatto di essere forza di governo e in quanto tale più esposta alle critiche, ma anche e forse soprattutto a una politica non definita rispetto ad alcune tematiche".

"Se si vuole ripartire - è il ragionamento di Forello - il M5s deve fare delle scelte coraggiose". Quali? "Rivedere il decreto sicurezza sotto il profilo dei permessi di soggiorno per motivi umanitari e rivalorizzare il sistema degli Sprar, che a livello comunale sono l'unica forma di integrazione dei migranti, combattere il sistema del regionalismo differenziato fino a quando i livelli essenziali dei servizi non siano stati stabiliti con certezza tutelando le regioni più deboli, dire sì all'autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini. Altrimenti ogni apertura e cambiamento è solo formale", conclude.



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