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Carfagna: "Non esiste un dopo Berlusconi"

POLITICA
Carfagna: Non esiste un dopo Berlusconi /VIDEO

(AdnKronos)

"Parlare adesso del dopo-Berlusconi è fuori luogo. Il presidente è ancora in campo e dimostrerà di essere determinante per la vittoria di Forza Italia. Restituirà grazie alla sua autorevolezza dignità alle istanze del nostro Paese. Non esiste un dopo Berlusconi, il presidente è più in forma che mai". Lo ha detto la vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia Mara Carfagna, ospite di Adnkronos Live al Palazzo dell'Informazione.


CENTRODESTRA - Diversi i temi affrontati nel corso dell'intervista, dal caso della figlia del diplomatico nordcoreano rimpatriata a Pyongyang, alla vicenda Collovati, passando per i migranti, le politiche del governo e il futuro del centrodestra. "Ridurre il centrodestra ad alleanza locale mi sembra riduttivo - ha spiegato -. Il centrodestra è una cultura di governo di cui gli italiani si fidano. Abbiamo vinto le ultime competizioni regionali, il 4 marzo il centrodestra è arrivato primo".

"Salvini ha deciso di mettere questi voti" a sostegno del governo con il M5S, ha aggiunto Carfagna e "sta pagando un prezzo molto alto, il Paese è fermo, siamo in recessione, la produzione industriale crolla. Per avere qualche migrante in meno il prezzo che la Lega sta pagando mi sembra molto alto. Non ha fatto un buon affare".




GOVERNO - "Mi piace la Lega quando rispetta i valori, la cultura e l'identità del centrodestra - ha sottolineato -. Mi piace la Lega con cui governiamo sui territori. Non mi piace la Lega che piega la testa di fronte all'ideologia sfascista del M5S, che appalta ai grillini le scelte di politica economica. La Lega con il M5S tira fuori il peggio di sé, invece Fi riesce a portare a miti consigli una forza che rischia di lasciarsi attrarre da derive pericolose". Quindi "per il bene del Paese mi auguro che questo governo cada il prima possibile. Non sono una veggente ma per il bene del Paese mi auguro che questo governo duri poco".

"Se ti allei con i Paesi di Visegrad, che sono i primi che non vogliono i ricollocamenti, è difficile trovare una soluzione. Il vero problema sono le centinaia di migliaia di clandestini ancora in Italia - ha fatto notare Carfagna -. Il problema dei clandestini è ancora presente. I cittadini italiani, quando escono di casa, trovano o non trovano chi chiede l'elemosina, chi rovista nella spazzatura, chi delinque?" ha osservato.

Capitolo gilet gialli, Carfagna non usa mezzi termini: "Mi indigna che alcuni alti rappresentanti italiani vadano a dare la solidarietà a chi evoca golpe militari e spacca le vetrine come i gilet gialli - ha detto -. Sull'antisemitismo, non ho sentito parole di condanna da Di Battista e Di Maio". Sul Venezuela, invece, il governo "ha fatto come Ponzio Pilato - ha osservato la deputata azzurra -. Come si fa a essere neutrali davanti a una dittatura che ha torturato, ucciso, distrutto un Paese e costretto tanti venezuelani a scappare? Un Paese dove vivono centinaia di migliaia di italiani...".

AUTONOMIA - E sull'autonomia delle regioni, che definisce "una cosa bellissima" che "migliora la responsabilità dei governi locali", Carfagna ha però rimarcato che "la Costituzione prevede anche la perequazione verso le regioni meno ricche e la parità di servizi, obblighi non considerati da questo governo". Secondo la deputata azzurra il provvedimento sull'autonomia varato dal governo "rischia di spaccare il Paese in due. Su tutto il territorio nazionale ci sono servizi che vanno garantiti a tutti i cittadini indipendentemente dal reddito e dalla capacità fiscale", ha sottolineato.

REFERENDUM PROPOSITIVO - "In queste ore stiamo concludendo l'iter di approvazione della proposta di legge costituzionale che introduce il referendum propositivo - ha spiegato Carfagna -. Non è uno strumento che servirà a dare al popolo il potere di presentare delle leggi ma consegnerà la funzione legislativa alle lobby organizzate e non è difficile capire a quali lobby, se si pensa al fatto che dovranno essere raccolte 500mila firme. Siccome non si esclude la possibilità di raccoglierle per via digitale, qual è la piattaforma oggi che riuscirebbe a raccogliere in 3 ore 500mila firme su un disegno di legge che magari quelle 500mila persone non hanno avuto modo di leggere?".. Con questo provvedimento, ha scandito la vicepresidente della Camera, "si rischia di consegnare il Paese alla Casaleggio Associati".

EUROPEE - Carfagna non teme però l'ondata sovranista alle prossime europee. "Se io dovessi guardare alle previsioni sulla futura composizione del nuovo Parlamento europeo penserei che questa ondata rischia di essere una suggestione - ha spiegato -. Il Ppe continua a essere il partito più votato ma non sottovaluto la portata di questi movimenti sovranisti". Il sovranismo nazionale "è molto pericoloso - ha sottolineato la parlamentare di Fi - rischia di portare alla chiusura e di trasformare la Ue in un insieme di staterelli" rendendola "terra di conquista per super potenze straniere". Il suo partito, ha aggiunto, non fa "una questione di percentuali" alle europee: "Più che le percentuali è importante che Fi torni a essere l'architrave del centrodestra".

IL CASO NORDCOREA - Quanto al caso della figlia del diplomatico nordcoreano "è una brutta vicenda, abbiamo chiesto al governo di venire a riferire in Aula e fare luce su questa vicenda che è opaca, ambigua e dai risvolti preoccupanti - ha detto ancora -. Ci auguriamo che il governo raccolga quanto prima il nostro invito".

VICENDA COLLOVATI - L'esponente azzurra ha poi commentato le frasi di Fulvio Collovati sulle valutazioni tattiche in tema calcistico delle donne, che gli sono costate la sospensione dalla Rai: "Non mi sono piaciute quelle dichiarazioni - ha spiegato - rappresentavano la fiera delle banalità e degli stereotipi sessisti. Bene ha fatto la Rai a prendere provvedimenti". In Italia, ha sottolineato Carfagna, "rimane ancora una cultura sessista. Le donne hanno fatto tanti passi in avanti... ma bisogna ancora lottare molto contro i pregiudizi e forme più o meno sottili di discriminazione che danneggiano non solo le donne ma la società intera".

ICONA GAY - Io un'icona gay? "Non mi dispiace essere considerata" tale - ha detto Carfagna -. Mi sono impegnata molto per contrastare ogni forma di discriminazione, anche quelle basate sull'orientamento sessuale. L'unico governo a lanciare una campagna contro l'omofobia è stato quello di centrodestra guidato da Berlusconi. Il tema dei diritti è sempre stato centrale nella mia agenda politica".





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