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Coronavirus, Renzi: "Ripartire o moriremo di fame"

POLITICA
Coronavirus, Renzi: Ripartire o moriremo di fame

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"Oggi tanti parlano del PRIMA. Chi ha sbagliato? Quali ritardi? Quali errori? Penso che non serva discuterne adesso. Passata l’emergenza faremo una commissione parlamentare di inchiesta e chiariremo tutto ciò che c’è da chiarire". Lo scrive Matteo Renzi sulla sua E-news. "Ora - continua il leader di Italia Viva - c’è solo da aiutare chi sta in prima linea: più tamponi, più mascherine, più terapie intensive. E meno conferenze stampa o meno autocertificazioni. Diamo le protezioni ai nostri medici, agli infermieri, alle cassiere. Troppi ritardi su mascherine e tamponi, non ci siamo mossi per tempo, non abbiamo previsto. Dobbiamo fare di più. Chi segnala qualche miglioramento possibile non sta facendo polemica, ma sta dando una mano. Insieme ce la faremo. Forza!".


"Gli italiani chiusi in casa sono bravissimi. Ma - sottolinea ancora Renzi - non possiamo pensare che vadano avanti così ancora a lungo. Chi ha bambini piccoli deve portarli fuori, ogni tanto. Le persone che soffrono di disturbi dello spettro autistico hanno bisogno di spazi di libertà. Piano piano bisogna ripartire. Seguendo le regole della nuova normalità, ma non possiamo stare chiusi in casa fino al 2022". ''Se non ripartiamo ora - avverte il leader di Italia Viva - moriremo di fame, non di Covid. E dunque bisogna ripartire. Con stili di vita diversi ma ripartire. I giovani potranno uscire prima degli anziani. Brutto dirlo ma è così. Il Covid uccide molto più gli anziani che i giovani. Se hai più di 70 anni riacquisterai le tue libertà dopo i ragazzi di 20 anni. Scrivere queste cose fa male. Ma non scriverle significa disertare davanti al compito che ha un politico: indicare una via, non cercare solo il consenso".

"È chiaro che non possiamo stare chiusi in casa per tutto questo tempo. Dobbiamo ripartire. Piano piano ma ripartire. Gradualmente, a macchia di leopardo. Ma siccome non avremo la normalità di prima per due anni, dovremo inventarci una nuova normalità. Dovremo abituarci a fare i controlli della febbre per andare al supermercato e a scuola o - un domani - al cinema e a teatro. Dovremo gestire con cura la tecnologia e la privacy. Dovremo cambiare la vita nelle fabbriche e negli uffici. Ma se non ripartiamo ora moriremo di fame, non di Covid", ripete Renzi. "E dunque - avverte il leader di Iv - se non ripartiamo adesso, l’Italia uscirà a brandelli da questa crisi. Ecco perché dico: gradualmente riapriamo. Tuttavia non siamo robot. E questo post mi fa pensare a quanto sia grande e terribile la vicenda umana che stiamo vivendo".

"Le scuole sono chiuse? Bene - scrive ancora indicando la sua ricetta per la ripresa delle scuole -, autorizziamo lavori in emergenza per metterle in sicurezza. Adesso. Con procedure super semplificate. Nel mese di aprile possiamo spendere centinaia di milioni per rimettere a posto le nostre scuole consentendo ai ragazzi di vivere in posti più sicuri. Poi pensiamo che piano piano bisogna riaprire anche le scuole".

"Bisogna fare l’esame del sangue - propone Renzi - a tutti i nostri studenti o almeno il test sierologico. Potremmo scoprire che molti dei nostri figli hanno già contratto il virus Covid che nei ragazzi sotto i 20 anni nella quasi totalità dei casi non dà sintomi. Fatti gli esami medici, dobbiamo pensare di riaprire gradualmente le scuole magari iniziando da chi deve fare la maturità o l’esame di terza media. Naturalmente con tutte le verifiche sanitarie del caso".

"C’è chi propone di estendere il reddito di cittadinanza. È una scelta legittima ma non è la mia: perché serve creare lavoro, serve investire, serve uno shock economico per l’Italia per evitare di condannarla al declino per sempre. Quando finirà l’emergenza, saranno finiti i soldi e non ci saranno più posti di lavoro. E il Paese diventerà una polveriera sociale", scrive ancora Renzi, aggiungendo: "Vanno sbloccati i cantieri - avverte - facendo lavorare le persone con il Piano Shock che è pronto da mesi. Le persone devono avere mascherine, distanze di sicurezza, controlli. Ma devono lavorare. Lo fanno le cassiere, devono farlo gli architetti e gli operai, i parlamentari e i tecnici. Vanno salvate le piccole e medie imprese, dando liquidità". "Ci sono alcuni settori che oggi possono partire. Si pensi a tutto il settore dei lavori pubblici e degli investimenti con il Piano Shock", insiste.

"Mario Draghi indica la strada dicendo che si può e si deve fare nuovo debito. Ma i soldi non vanno buttati via. I soldi vanno dati alle imprese per creare posti di lavoro. A me - sottolinea ancora - terrorizza la DISOCCUPAZIONE. Guardate che cosa accade in queste ore negli Stati Uniti. Se mettiamo tutti i soldi solo per tamponare l'emergenza, avremo un reddito di cittadinanza per qualche settimana ma non avremo più un lavoro per anni''.

"Per tutto il 2020 vanno rinviate le scadenze fiscali, i mutui, i prestiti aziendali. Senza moduli burocratici, senza ghirigori amministrativi. Oppure lo Stato deve farsi carico di dare le garanzie alle banche perché le banche diano liquidità alle imprese. Direttamente. Qual è il tuo fatturato 2019? Bene io banca ti do in automatico liquidità fino al 50% di quel fatturato e me lo faccio garantire dallo Stato. Ma tu riparti e le imprese devono lavorare. Gli altri Paesi fanno così. Niente moduli", sostiene Renzi.

Per il leader di Italia Viva, "non usciremo da questa situazione se ci trasformiamo tutti in percettori del reddito di cittadinanza. La politica ha il compito di indicare la via, non solo di commentare i fatti...''.

LA DIRETTA - Intorno alle 14, Renzi ha poi dato vita a una diretta Facebook dopo lo 'stop' della comunità scientifica. "Sono qui in diretta perché oggi la discussione che si accesa dopo una mia intervista va affrontata e approfondita in modo molto serio. Tanta gente l'ha commentata senza averla nemmeno letta... poi uno si stupisce se vince il populismo e la gente dice 'uno vale uno'... So di prendermi le critiche, ma io non ho paura delle critiche. La politica non deve inseguire e rincorrere gli eventi come abbiamo fatto nel gestire questa emergenza all'inizio. La politica deve guardare al futuro. Dire e scrivere queste cose fa male, è brutto, ma non scriverle e dirle significa disertare davanti al compito che ha un politico: indicare una via, non cercare solo il consenso", ha detto Renzi.

"Al Senato e ad 'Avvenire' cosa ho detto? Sono dell'idea -ha spiegato il leader di Iv- che si debba una mano al governo e ai presidenti di Regione e cercare di uscire tutti insieme da questa situazione. C'è un prima Covid-19 che sarà affidato a una Commissione d'inchiesta passata l'emergenza, poi c'è un dopo, ovvero quello che avverrà dopo questa terribile vicende, simile alla peste di Firenze del 1348 che ha portato al Rinascimento, e un durante. E quest'ultimo per me è il punto".

"Questa emergenza -ha avvertito- durerà fino a quando non si troverà un vaccino. Ci vorrà, speriamo, almeno un anno per averlo. Da ora fino alla scoperta del vaccino come gestiamo il durante? Per due-tre anni non torneremo alla normalità, ma nemmeno possiamo pensare di restare a casa per tre anni, perchè non si regge se teniamo tutti chiusi in casa. Ora dobbiamo pensare a come gestire piano piano la ripartenza, pensare a come impostare l'uscita. Sappiamo -ha spiegato- che il Covid colpisce più gli anziani che i giovani. Forse dobbiamo iniziare pensare che ci sarà una data di uscita diversa per queste due categorie: è brutto dirlo, ma va detto. La sintesi del mio ragionamento è che sin da ora bisogna iniziare a impostare la ripartenza con la comunità scientifica".

E ancora: "Ho parlato molto di economia. Perché sono un politico e il mio dovere è quello di dire prima che cosa sta per accadere. Di capirlo per tempo. Altrimenti saltiamo in aria. Ma anche io come tutti ho il cuore straziato per le immagini di queste ore. Soprattutto per gli anziani che muoiono". "Torneremo alla normalità forse tra due-tre anni. Per il vaccino ci vorrà tempo, spero un anno ma fino ad allora i nipoti non potranno abbracciare i nonni''.



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