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Foibe, bimba con valigia simbolo esodo: "Dolore resta ma guardare avanti"

13 luglio 2020 | 18.12
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All'Adnkronos Egea Haffner, l'allora bambina con la valigia e il cartello "Esule giuliana"

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Fotogramma
Roma, 13 lug. (Adnkronos)

"Un discorso giusto quello di Mattarella e sicuramente un bel gesto, anche se non è facile dimenticare il passato, le sofferenze, i morti, le fughe. Non si scorda il dolore, quello resta. Ma dobbiamo guardare al futuro, almeno io voglio andare avanti. E' duro perdonare soprattutto per noi, per chi ha subito soprusi, per chi ha perso un familiare o un amico ucciso e buttato dentro le Foibe". Così all'Adnkronos Egea Haffner, l'allora bambina con la valigia e il cartello "Esule giuliana", foto simbolo dell’esodo giuliano-dalmata - sopravvissuta alla tragedie delle Foibe - commenta l'incontro tra il presidente Mattarella e il presidente sloveno Pahor, che si sono dati la mano davanti la foiba di Basovizza, deponendo una corona di fiori.

"Soddisfatta e felice? Non saprei - prosegue - mi sembra soltanto una cosa giusta e doverosa deporre quella corona. Magari andava fatto prima. Sono per la pace, voglio andare avanti, anche se i brutti ricordi non si cancellano. Siamo stati costretti a ricostruirci una vita. Ma, in quelle terre, c’è gente dotata di un carattere forte. Non ci siamo arresi, nonostante ci abbiano tolto tutto. Ora sono felice, ma quando vedo quella foto, torno a essere la bambina con la valigia".

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