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Forchette, stelle e commenti: recensioni garantite dalla blockchain

16 luglio 2021 | 07.34
LETTURA: 3 minuti

Ogni giudizio è certificato dalla tecnologia e, una volta inserito e pubblicato, non può più essere modificato.

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- Da Tboxchain.io

Prima di partire, prenotare un hotel, scegliere un ristorante, finisce che tutti quanti andiamo a guardare le recensioni online. A partire da Tripadvisor alle recensioni Google, il bisogno di non scegliere alla cieca e di potersi basare su esperienze altrui per organizzare al meglio viaggi e cene è quasi istintivo. Ma è anche un mondo in cui il controllo dei contenuti è complesso, ed è diffuso il rischio di false recensioni. Ci sono stati casi palesi e finiti in tribunale, come quello della società che vendeva pacchetti di recensioni positive alle strutture per migliorare la propria reputazione su TripAdvisor. E altri risolti senza l’intervento della legge come è successo, a fine giugno, al bar milanese Crazy Cat che era stato investito da recensioni (false) a 1 stella dopo aver allontanato uno YouTuber molesto che aveva scatenato i suoi follower.

Ma più spesso si tratta di operazioni borderline ai termini di legge, difficili da individuare e da punire, che passano per le false recensioni positive come per quelle negative create ad hoc per screditare un competitor. C’è spazio allora per cercare soluzioni a monte, che certifichino le recensioni in modo sicuro, tramite la blockchain. Una startup italiana, Yookye, si affida alla blockchain Ethereum, che usa per certificare la bontà delle recensioni su location, guide, tour. Grazie a questa tecnologia, ogni commento scritto da chi ha utilizzato i servizi di questa agenzia di viaggi esperienziale è verificato, e una volta inserito e pubblicato non può più essere modificato. In Giappone Synchrolife usa un sistema simile. Sulla sua piattaforma gli utenti possono lasciare recensioni certificate su blockchain e ricevere in cambio dei token da scambiare poi con premi e sconti.

Un passo in più lo ha fatto TBoxChain, startup italiana dall’anima lucana, che ha ideato un dispositivo, la TBox (Trust Box) in grado di far comunicare, attraverso la tecnologia NFC, la struttura ricettiva o un ristorante con il recensore, garantendo la veridicità di quello che viene scritto e contribuendo a far crescere in rete la reputazione e la fiducia in entrambi. Il dispositivo, da tenere alla cassa del ristorante o alla reception di un albergo e che fornisce l’impronta geografica e la prova di identità, e cioè certifica che un determinato dispositivo mobile sia collegato ad una persona reale e non ad un bot o ad identità multiple, e che sia davvero stato in un posto specifico e nelle immediate vicinanze della TBox. Rilascia allora un ticket crittografico archiviato tramite blockchain, che certifica la veridicità della recensione sulla piattaforma collegata.

TBox offre la possibilità di esprimere un giudizio solo ai clienti reali, creando una rete di fiducia in cui la prova di presenza diviene lo step autorizzativo a scrivere una recensione per ristoranti, hotel e servizi culturali. Tutte le attività svolte all’interno della piattaforma vengono ricompensate e contribuiscono al calcolo della reputazione di chi lascia la recensione. La ricompensa per gli utenti si chiama XTB, un punto fedeltà digitale che diviene scambiabile con beni e servizi all’interno della piattaforma, e che ogni utente può conservare all’interno di un wallet.

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