Brasile, Bolsonaro contesta ancora il voto dagli Usa: "Il vero presidente eletto sono io"

La prima dichiarazione del candidato estrema destra sconfitto dopo fuga negli Stati Uniti. Trump: "Non mi intrometterò"

Brasile, Bolsonaro contesta ancora il voto dagli Usa:
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28 ottobre 2026 | 23.38
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"Mi rivolgo al popolo brasiliano e alla comunità internazionale come il vero presidente eletto del Brasile". Ha esordito così Flavio Bolsonaro nella sua sua prima dichiarazione da quando è fuggito negli Stati Uniti, dopo la sconfitta alle elezioni presidenziali dello scorso fine settimana, denunciando presunte frodi elettorali a vantaggio del vincitore delle elezioni, il presidente Luiz Inácio Lula da Silva.

Dopo essersi definito vittima di un "colpo di stato" e di una "caccia alle streghe", ha annunciato la sua intenzione di iniziare a preparare un'opposizione in esilio, sul modello del Venezuela. Bolsonaro è fuggito negli Stati Uniti passando per Argentina ed Ecuador, dopo che la Polizia Federale brasiliana gli ha annullato il passaporto, alla scadenza del termine fissato dal giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes per la sua consegna. Moraes aveva imposto a Bolsonaro un divieto di viaggio nell'ambito di un'indagine su presunto riciclaggio di denaro attraverso agenzie di scommesse.

Nella lunga dichiarazione, pubblicata anche sui social, il figlio dell'ex presidente Jair Bolsonaro agli arresti domiciliari per tentato golpe, sostiene che era "matematicamente impossibile" che Lula potesse vincere al secondo turno, dopo essere stato sconfitto nel primo il 4 ottobre scorso. E denuncia in particolare una decisione della Corte Suprema Federale, "presa al di sopra delle competenze della Corte Elettorale Superiore", che "ha esteso l'orario di voto all'ultimo minuto, dopo l'orario di chiusura legale, quando i seggi erano già chiusi".

Tale decisione è stata presa su richiesta della campagna di Lula a causa di segnalazioni di problemi con il trasporto degli elettori in tutto il Paese, ma anche la campagna di Bolsonaro aveva richiesto anche l'estensione dell'orario di voto, limitata però a cinque stati: San Paolo, Santa Catarina, Paraná, Minas Gerais e Rio Grande do Sul.

L'ex candidato denuncia che, dopo questa "ripugnante frode elettorale", si sarebbe messo in atto un "piano preordinato" avviato dalla "macchina persecutoria politica del regime", iniziato, afferma con la condanna di suo padre. Così Bolsonaro giustifica la sua fuga negli Stati Uniti, "terra di libertà e di fratelli che condividono gli stessi valori della brava gente del mio Paese", dove ora intende stabilire una sorta di opposizione in esilio, come fecero prima di lui figure dell'opposizione come i venezuelani Juan Guaidó e María Corina Machado. "Non sono fuggito dal Brasile" conclude Bolsonaro, promettendo che continuerà a rivolgersi regolarmente al popolo brasiliano e, nei prossimi giorni, di presentare "una strategia per mobilitare l'opposizione" con "tutti i mezzi pacifici e legittimi" per "impedire a Lula di consolidare un regime dittatoriale in Brasile".

Trump: "Non mi intrometterò nella vicenda di Bolsonaro"

Il presidente degli Stati uniti, Donald Trump, ha dichiarato che "non si intrometterà" nella vicenda che riguarda il senatore brasiliano Flavio Bolsonaro, attualmente negli Stati Uniti, il quale oggi ha affermato di essere il "vero presidente del Brasile". "Non me ne occuperò", ha dichiarato il presidente americano, interpellato in merito a tali affermazioni, aggiungendo: "È stata un'elezione strana, questo è certo", con riferimento alla consultazione elettorale vinta dal presidente brasiliano in carica Luiz Inácio Lula da Silva.

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